"Passi di danza nella Quintana", un palio griffato

Il palio della "Giostra della sfida" è stato dipinto per la città di Foligno dall'emiliano Omar Galliani, uno dei nomi del panorama artistico internazionale

Federica Piccione


E' il maestro Omar Galliani l'autore del Palio della "Giostra della sfida". Il 48enne artista emiliano uno dei massimi artisti contemporanei, ha accettato con entusiasmo questa nuova ed insolita esperienza che garantirà un'altra straordinaria opera alla già ricca galleria dei Palii di Giostra. "Passi di danza nella Quintana" è l'ideale titolo dell'opera che Galliani ha dedicato alla città di Foligno e che i dieci cavalieri si contenderanno "al galoppo" nella notturna di sabato 15 giugno. "Penso che la Quintana sia legata all'energia e alla tradizione di un premio cavalleresco - così il maestro spiega il soggetto dell'opera - che si inserisce tra la ginnicità del cavaliere, l'addomesticamento dell'animale e la dolce, quasi musicale, bellezza femminile che una delle protagoniste fondamentali della manifestazione: la bellezza che dona il palio al più bravo tra i bravi". Nell'opera dedicata a Foligno torna uno dei must dell'opera di galliani il doppio. Un opera che si specchia su se stessa. "Mi piace l'idea che questa immagine possa essere girevole, un'opera in movimento: la giostra".


Dal "Mantra" alla Quintana
Omar Galliani è nato a Montecchio Emilia il 30 ottobre del 1954 e si è diplomato nel 1977 presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1978 ha vinto il primo premio alla Prima Triennale Internazionale del disegno tenutasi nella Kunsthalle di Norimberga. Nel 1982 partecipa con una sola personale ad Aperto '92 alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno viene invitato alla Biennale di Parigi, Musèe de la Ville. Un comitato critico composto da Flavio Caroli, Renato Barili e Roberto Sanesi lo invita a partecipare ad Arte Italiana 1980-82 alla Hayward Gallery di Londra. Gli anni seguenti vedono Omar Galliani protagonista con le sue opere in ogni angolo del mondo. Nel 1991 il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia gli commissiona il nuovo sipario e nello stesso anno l'Accademia di Belle Arti di Perugia lo invita ad esporre nella propria sede e nella Rocca Paolina, a cura del critico folignate Italo Tomassoni. Nel 1992 il Museo d'Arte Moderna di Modena allestisce una sua personale nella Sezione del Disegno contemporaneo a cura di Italo Tomassoni. Nel 1993, Achille Bonito Oliva lo invita alla mostra "Tutte le strade portano a Roma?" nel palazzo delle Esposizioni a Roma. Poi, dopo New York e altre importanti personali in tutto il mondo, nel maggio del 2000 le opere di Galliani sono state esposte all'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Lo scorso anno, una sua grande opera "Mantra" è stata scelta per la selezione delle opere d'arte del XX° secolo alla Farnesina. Inizialmente il lavoro di Galliani è stato catalogato nel Citazionismo e nell'Anacronismo, velocemente, però, il maestro emiliano si è liberato di questa etichetta ampliando il suo universo e passando dalla pittura all'installazione che ha rivelato la sua particolare sensibilità nell'accostare i materiali tra loro, fondendoli perfettamente con il luogo in cui venivano collocati. Ultimamente l'opera di Galliani si è caratterizzata sempre più nel disegno, come i grandi Mantra, e tutte le altre opere, grandi e piccole, realizzate negli ultimi anni con questa tecnica. E proprio il disegno per Omar Galliani è una scelta di unicità. "E' un lavoro solitario il mio - ha detto di recente - e dunque autonomo. Era troppo semplice continuare a fare le cose che mi avevano reso noto negli anni Ottanta. Non volevo rimanere ingabbiato tra le file della compagine anacronista. Svestirsi di questa identità - ha concluso - per essere fino in fondo se stessi era cosa difficile, ma eccitante al tempo stesso".