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Paul Scheuermeier

Parole e cose dell'Umbria contadina (1924-30)


A cura di Giancarlo Baronti e Carla Gambacorta
Collaborazioni Daniele Orlandi, Matthias Grunert, Danilo Fonti
Traduzioni Barbara Lippert

Editoriale Umbra, Foligno
Realizzazione editoriale Quattroemme Srl, Ponte San Giovanni Perugia

Materiale fotografico e disegni messi a disposizione della Banca di Credito Cooperativo del Trasimeno


Premessa
di Giancarlo Baronti

Le fotografie raccolte in questo volume sono state eseguite da Paul Scheuermeier in due periodi diversi: la prima serie risale agli anni 1924-25, la seconda al 1930. Al tempo della sua prima "discesa" nella nostra regione lo studioso svizzero stava portando a compimento quell'imponente lavoro di rilevazione linguistica che sarebbe andato a costituire la parte empirica più rilevante dell'Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale, curato da Jacob Jud e Karl Jaberg, e pubblicato progressivamente negli anni dal 1928 al 1940.
Le ricerche sul terreno prevedevano per la Svizzera meridionale e per tutta l'Italia un totale di 416 punti di inchiesta, undici dei quali individuati in Umbria: Pietralunga, Civitella Benazzone, Loreto di Gubbio, Panicale, Perugia, Nocera Umbra, Marsciano, Trevi, Norcia, Orvieto, Amelia.
Il lavoro di inchiesta sul campo comportava, oltre alla trascrizione fonetica delle forme linguistiche, rilevate mediante appositi questionari, la descrizione degli oggetti, l'individuazione dei materiali di cui erano costituiti e le modalità del loro impiego. I rilevatori dovevano inoltre illustrare in modo organico determinati cicli lavorativi quali, ad esempio, la mietitura, la vendemmia, la fabbricazione del formaggio. Le descrizioni verbali dovevano essere completate, obbligatoriamente, da illustrazioni. I ricercatori dell'AIS cercarono quindi di accompagnare le registrazioni dialettali con fotografie degli oggetti che sembravano più importanti e interessanti. Sui vari gruppi di oggetti raccolsero tutto il maeriale che il tempo ristretto, le condizioni atmosferiche, la stagione e la fortuna loro permisero.
Nel 1930, quando i primi volumi dell'AIS erano già stati dati alle stampe, i due curatori dell'Atlante si accorsero che mentre la documentazione linguistica raccolta sul campo appariva dettagliata e pienamente adeguata allo scopo prefisso, quella concernente la parte più propriamente etnografica relativamente alla cultura materiale, appariva largamente incompleta e insufficiente. Per ottenere un quadro più esauriente ed unitario della cultura materiale nel mondo rurale in Italia, i curatori decisero di inviare nuovamente sul campo Paul Scheuermeier col compito di effettuare sistematicamente ed esclusivamente rilevamenti di tipo etnografico. Mediante un questionario specifico vennero così eseguite dall'infaticabile ricercatore svizzero dettagliate rilevazioni etnografiche in 22 località italiane. In Umbria fu prescelto Panicale, dove da Scheuermeier si recò nuovamente nell'autunno del 1930 assieme al disegnatore Paul Boesch che realizzò numerosi disegni degli oggetti e dei particoli ritenuti più significativi degli strumenti, non solo di quelli impiegati all'interno dei grandi cicli produttivi stagionali rurali ma anche di quelli abitualmente in uso nelle normali attività quotidiane. Poichè l'AIS per ragioni impianto, malgrado gli approfondimenti etnografici, rispondeva più propriamente ad esigenze di tipo linguistico, da Paul Scheuermeier decise successivamente di organizzare i risultati del suo lavoro etnografico in un'opera autonoma, Bauernwerk in Italien, che vide la luce in due densi volumi molto ricchi di materiale iconografico.
Il primo, apparso nel 1943, è dedicato all'allevamento bovino ed ovino, ai procediemnti di trasformazione casearia del latte, alla fienagione ed alla produzione dei foraggi, ai lavori agricoli di base e agli attrezzi che son oloro propri, alla viticultura ed alla olivicultura. Il secondo volume, apparso nel 1956, si occupa delle tipologie abitative, dei mezzi di trasporto, dei lavori domestici, della filatura e della tessitura, dell'abbigliamento e, in forma meno dettagliata, dell'alimentazione, della caccia, della pesca e dell'artigianato rurale.
Nel 1980 la monumentale opera ha finalmente ottenuto una traduzione italiana che l'ha resa più facilmente accessibile non solo agli studiosi di cultura materiale ma anche a tutti coloro, storici e demologi in particolare, che hanno sempre avvertito la mancanza di un grande quadro di sfondo a cui attingere e con cui confrontarsi nell'ambito delle loro ricerche sul mondo agrario tradizionale.

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