Dai libri  ...libri da vedere


Le macchine del santo

A cura di Giancarlo Baronti



Testi di Giancarlo Baronti e Alessandra Seghetta
Editing redazionale e grafico: Centro Ricerche Ambriente Cultura Economia
Finito di stampare dalla Tipolitografia Federici di Terni nel maggio 2001


Premessa di Andrea Cavicchioli e Carlo Ottone

Si attendeva da tempo la pubblicazione di uno studio, accurato e scientificamente approfondito, sulla tradizione dei "Pugnaloni" e, più in generale, sulla permanenza in zone vitali della provincia ternana di usanze legate alla terra, al ciclo delle stagioni, a modi di vita e di produzione che ostinatamente resistono, mimetizzandosi sapientemente, alla dirompente diffusione della più evoluta tecnologia e all'informatizzazione generalizzata.
Questo libro appaga pienamente la lunga attesa offrendoci un'analisi dettagliata condotta sul filo della ricerca antropologica e della memoria. Memoria di zolla, di pietra, d'umanità che, nello scorrere degli anni, si tramanda e custodisce, come un segreto, un patrimonio che appartiene alla collettività.
Si arricchisce, così, la fitta rete di eventi, opere e reperti che la Provincia cerca di collegare, mettere in interrelazione e rendere visibile con la firma intenzione di valorizzare i beni culturali che contraddistinguono questa parte dell' Umbria.

Andrea Cavicchioli
Presidente della Provincia di Terni


Quella di Sant'Isidoro ad Allerona, con le macchine processionali dei "Pugnaloni", non è una semplice festa folcloristica ma una precisa messinscena dall'enorme valore simbolico e rituale che mobilita l'immaginario collettivo, portando alla luce sentimenti legati alla tradizione agricola. Sacro e profano s'intrecciano sul pianale dei piccoli carri in cui scene di vita rurale, sottratte alla quotidianità, vengono come fissate e immortalate dalla coscienza popolare, acquistando qualcosa di magico e fiabesco. Eppure qui è rappresentato il mondo, fatto non soltanto di magia ma anche di sudore e fatica, dei campi, con tutte le insidie e le trepidazioni che riserva. La vendemmia e la vinificazione, la raccolta e la spremitura delle olive, la semina e la mietitura, sottoposte ad una forte caratterizzazione, passano tutte attraverso il filtro della potente metafora festiva.
Da parte nostra riteniamo sia compito della Provincia continuare l'opera di valorizzazione di quanto arricchisce il patrimonio culturale dell'Umbria meridionale, di un territorio che presenta connotati distintivi originali e, comunque, forti elementi di differenziazione. Di qui il senso di questa pubblicazione, che si aggiunge all'ormai nutrito elenco di titoli della nostra collana "Conoscere e sapere".

Carlo Ottone
Assessore alla Cultura della Provincia di Terni

<<<


<<<  torna all'indice