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ambiente

A Cannara per la “Festa della Cipolla”

È un appuntamento di fine estate conosciuto ed atteso non solo dagli Umbri. Dal 29 agosto al 9 settembre


Abitudine o tradizione? Alla ripresa di settembre l’orologio del gourmet nostrano porta il pensiero agli orti di Cannara e alla Festa della Cipolla che sta rendendo famoso questo piccolo comune ovunque. La “Festa della Cipolla”, una festa tutta da …piangere, ma da vivere almeno per un giorno. Se un tempo la tavola s’imbandiva per i cannaresi e gli umbri più prossimi, da alcuni anni la cipolla ha fatto cambiare il vento e giungono da ogni dove gli appassionati pronti a sfidare lacrime di gioia. Cannara è lì, nascosta ad un passo da Assisi, lungo la Strada dei vini del Cantico che da Spello, si avvia verso Assisi, Cannara e la vicina Torgiano. Da queste parti esiste un microclima ideale per la coltivazione della cipolla: terreno sabbioso e umidità. Nessun trattamento, solo zappa e tanta acqua. “Quest’anno la stagione non è stata delle migliori – spiega Carlo Sirci, produttore – il caldo e la siccità limiteranno la quantità ma la qualità è eccellente e questo ci dà grande soddisfazione”. E per la festa? “Siamo pronti per la grande festa – continua Sirci - e per far gustare agli amici vecchi e nuovi i soliti trecento quintali di cipolla di Cannara, rossa, dorata, bianca…”.
Così, quello che un tempo era il pasto della povera gente, oggi veste un paese intero e ne diventa attrazione …turistica. Tondeggianti, con la buccia rosso intenso e la polpa bianco ramato, si raccolgono alla fine di luglio, si stendono ad asciugare e si confezionano in trecce e mazzi (mazzocchi), impiegando la ‘scarsa’ una fibra vegetale raccolta lungo i fossi, essiccata e poi bagnata, per poterla intrecciare. L’intrecciare le cipolle sarà spettacolo durante la festa, con le donne di Cannara impegnate in quest’arte lungo le strade del paese. A tavola poi nelle taverne: dal “Cipollaro”, al “Giardino Fiorito”, al “Cortile Antico”, alla “Taverne del Castello”, dal “Pescatore” o dal “Cacciatore” con coratella alla cipolla, schiacciata alla cipolla, zuppa di cipolle, lasagne alla cipolla, salsiccia del cipollaro, cinghiale alla cipolla, crostata di cipolla. Le rosse sono dolci, digeribili, buone da mangiare anche crude con un pizzico di sale sul palmo della mano ed una fetta di pane cotto a legna.

La Cipolla di Carlo Sirci
Via della Corte vecchia - Tel. 074272141
Dal produttore al consumatore. Le trecce fatte con la cipolla di Cannara e con l’aglio, direttamente dalle mani di Carlo Sirci, uno dei più forti sostenitori di questo prodotto povero per eccellenza ma che sta facendo fare il giro del mondo ad un piccolo paese umbro.

Dove Mangiare
Ernesto Parziani nel suo ristorante enoteca garantisce sapori e profumi veri di Cannara. Perbacco è nel centro del paese: l’ambiente raccolto, ben arredato, che gira intorno al grande camino. Nel menù, soprattutto in questo periodo, la cipolla la fa da padrona ma con giudizio e metodo: crostini di cipollata, spaghetti Perbacco (con acciughe e cipolla), panzanella con cipolla rossa. Da casa ogni giorno i dolci per il ristorante. Onesta la proposta dall’attenta cantina.
“Perbacco” - Via Umberto I°. Tel. 0742720492. Cannara. Aperto solo la sera.

Dove dormire
Sulla collina di Collemancio, l’Hotel “Il Rientro” offre il calore e la genuinità dell’accurata gestione della famiglia Porzi. L'albergo si apre all’esterno su una bella terrazza, mentre all’interno offre un camino per le grigliate, forno a legna per le pizze ed una decina di camere, accoglienti ed arredate con mobili rustici. L'olio d’oliva di frantoio è di propria produzione.
Hotel Il Rientro - Loc. Collemancio via S. Stefano, 31 - 06033 Cannara (Pg) Tel. 074272420 Fax 0742720218. Ottimo il prezzo, comprensivo di prima colazione: 35 euro per la singola, poco meno di 60 la matrimoniale.

Da vedere
Collemancio
- Da Cannara è ad un passo. Vale la pena davvero di trovare il tempo per raggiungere Collemancio. Più che una frazione, è la perla del comune di Cannara, per le splendide condizioni in cui si offre il Castello, sul quale le più antiche notizie risalgono al 1224. Solide mura a strapiombo, robusto cassero a protezione della porta d’accesso al borgo sulla quale è scolpito lo stemma di Collemancio (una torre sormontata da un cassero a merli guelfi), due strade principali e parallele l’attraversano: quella inferiore conduce ad una piazzetta, vero nucleo intorno al quale si è sviluppato l’antico paese, costituito dalla chiesa di Santo Stefano, ad unica navata, e dal Palazzetto del Podestà (XIV sec.), che un tempo ospitava anche il carcere. Collemancio all’inizio dell’estate si anima per la “Tre giorni in grembo alla natura”: passeggiate ecologiche, esposizione dei frutti del bosco e degustazione di piatti legati alla tradizione gastronomica. I collemancesi offrono vino nel castello a tutti i visitatori. L’acquisto all’ingresso di un boccale di coccio dà diritto ad attingere direttamente dalle botti lungo le vie.


Maurizio Pescari

(27-08-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 27-08-2007 alle :