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cronaca

Alcool, “Tolleranza zero” a Perugia

Anche la Fipe della provincia di Perugia scende in campo per contrastare l’abuso di alcool da parte dei giovani con la campagna “Tolleranza zero”


Il sindacato dei pubblici esercizi Fipe-Confcommercio della provincia di Perugia aderisce alla campagna “Tolleranza zero” promossa dalla Fipe nazionale nell’ambito delle iniziative pubbliche per contrastare l’abuso di alcool da parte dei giovani, responsabile di tante vittime della strada.

I locali pubblici esporranno cartelli o locandine per rammentare alla clientela il divieto di somministrazione di alcool a minori di sedici anni e a persone in evidente stato di ebbrezza.
L’obiettivo è quello di favorire l’applicazione rigorosa della normativa vigente, la formazione, in collaborazione con le istituzioni, dei gestori e del personale dipendente sul tema dell’abuso di alcool, di responsabilizzare il personale addetto alla somministrazione sul divieto di consumo di alcol, di promuovere l’adozione di misure di autoregolamentazione in materia di vendita di bevande super alcooliche in contesti di possibile rischio, che invece la legge non vieta.

Il fac-simile della locandina – accompagnato da una nota per guidare l’esercente nella esposizione del divieto - verrà distribuito entro il mese di settembre agli oltre 1000 bar associati attraverso il mensile Confcommercio. Ma fin da subito, la stessa locandina è disponibile nel sito www.confcommercio.pg.it da cui può essere scaricata.

Nella ferma convinzione di poter essere portatori di dialogo, cultura e società, i pubblici esercizi si impegnano a svolgere un ruolo di sensibilizzazione verso i cittadini. “La comunicazione di “Tolleranza zero” - afferma Romano Cardinali, presidente della Fipe della provincia di Perugia - deve essere inequivocabile per il minore, un deterrente alle loro richieste, e rassicurante per le famiglie. L’impegno di questa campagna è rivolto però anche al nostro interno: infatti, nel momento in cui ci renderemo conto che in un locale non verrà fatta rispettare la legge, interverremo con un’opera di sensibilizzazione sul danno sociale che sta arrecando ai suoi clienti (un cliente vale più di un bicchiere di alcol), sul danno di immagine che reca al suo locale (verrà considerato poco affidabile dai consumatori) e sul danno economico (un bicchiere in più venduto una sera vale meno di tante altre consumazioni vendute in meno le sere successive)”.

(24-08-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 24-08-2007 alle :