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“Umbria Jazz”: lo “chef” perugino di ritorno dal “Birdland” di New York

“Penso che la cucina sia la migliore ambasciatrice delle eccellenze dei nostri prodotti tipici” dice Claudio Brugalossi, portavoce dell’enogastronomia umbra nella Grande Mela


I newyorkesi amano l’Umbria, che parla di sé attraverso i suoi prodotti enogastronomici di eccellenza: vino, olio, tartufo, norcinerie, pasta. Ne è convinto Claudio Brugalossi, lo “chef” perugino che per l’intera settimana dedicata ad “Umbria Jazz” dal “Birdland Jazz Club” di New York, dal 25 al 30 giugno, ha accompagnato le note del sax di Francesco Cafiso e degli archi de “I Solisti di Perugia”, nel loro “Omaggio a Charlie Parker”, con i sapori della sua cucina, rigorosamente basata su vini e prodotti umbri.

“E’ stato un successo – dice lo “chef” umbro, tornato dalla “Grande Mela” ad una Perugia nel pieno fermento di “Umbria Jazz” -: gli americani (e tutte le sere il ‘Birdland’ ha fatto il pieno con 300 persone in due turni, 180 al primo e 120 al secondo) hanno apprezzato moltissimo la nostra cucina e i nostri prodotti”.
Qualche esempio? “Il vino, soprattutto – dice Brugalossi, ricordando come la trasferta newyorkese di “Umbria Jazz” era stata sostenuta anche dalla presenza di numerose cantine umbre -: c’erano in carta, ovviamente, vini californiani e francesi, ma il pubblico ha preferito i vini umbri, bianchi e soprattutto rossi, del nostro territorio, in bottiglia e ‘al bicchiere’”.
“Penso che la cucina
– commenta Brugalossi, che ai fornelli è stato aiutato dall’aiuto-“chef” Manuele Garzia e da due cuochi del “Birdland” – sia la migliore ambasciatrice delle eccellenze dei nostri prodotti tipici, in quanto essa fornisce ad un pubblico che le ignora le corrette modalità del loro consumo: al centro delle serate, c’è stato il tartufo ‘scorzone’, che abbiamo esaltato al modo dei norcini, scottandolo appena con olio, aglio, rosmarino e acciuga: alla serata di gala del 25 abbiamo fatto un menu, basato interamente su questo ingrediente, dall’antipasto di terrina di faraona tartufata ai rigatoni ripieni di tartufo e ai nodini di vitello al tartufo nero. Ma – sottolinea Brugalossi -, aldilà del tartufo, sono state molto apprezzate le ricette che abbiamo proposto, i rigatoni al ragù umbro, un vero successo come il ‘baccalà alla perugina’ con prugne, uvetta e pinoli, e anche piatti semplici come le bruschette e le panzanelle, servite con gamberi di fiume, che valorizzavano il nostro olio: quello stesso olio che, al posto di pane e burro come fanno in America, servivamo insieme al coperto con pane bruschettato (naturalmente fatto in casa), all’aglio e no: l’olio umbro fa impazzire gli americani, basti pensare che ne abbiamo consumato il doppio dell’anno scorso”.

La diffusione e la valorizzazione sul mercato americano dei prodotti tipici umbri era parte integrante della trasferta newyorkese di “Umbria Jazz”, nel suo ruolo promozionale dell’immagine complessiva della regione. Presso la sede di New York dell’Enit, Ernesta Maria Ranieri, direttore dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria, aveva illustrato ai giornalisti americani il ruolo dei prodotti tipici e di eccellenza nell’ambito delle politiche agricole regionali.

(12-07-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 12-07-2007 alle :