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cultura

Assolto il Grande Fratello

Nei processi, i “grandi” processi, del Cinquantesimo Festival dei Due Mondi di Spoleto, un po’ si condanna, un po’ si assolve. In questo caso, quello cioè di George Orwell, lo scrittore è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato


Sabato 7 luglio presso il Teatro San Nicolò si è tenuto il processo a George Orwell considerato l’inventore del Grande Fratello.
La giuria ha deciso che il fatto non costituisce reato.
Non è colpa di George Orwell se oggi il Grande Fratello è diventato qualche cosa di più di quell’incubo che lui aveva solo immaginato nel suo romanzo 1984. Ma quello che Orwell aveva preconizzato era un “Grande Fratello” centralizzato, figlio dello Stato ideologico, totalitario che, nel frattempo, per come Orwell lo concepiva, si è perso per strada. E, al posto di questo soggetto centralizzato oggi a svolgere questo controllo sono una miriade di soggetti tutti con finalità diverse. Dalle telecamere della sicurezza che non si limitano a garantirci contro le rapine alle tracce elettroniche che lasciamo in giro con carte di credito, bancomat e altre varie tessere magnetiche fino ad arrivare alle intercettazioni che, più o meno legalmente, continuano ad animare come un canovaccio da commedia all’italiana le cronache politiche, economiche e giudiziarie. Il pubblico pur condannando l’invadenza dei mezzi tecnologici che sono sempre più presenti nella vita di tutti noi non ha individuato in Orwell e nelle sue profezie il responsabile. George Orwell, insomma, non c’entra, lui si era limitato a immaginare, a disegnare un futuro da fantascienza. Probabilmente lui stesso non avrebbe mai creduto che quello che disegnava con dettagli così precisi altro non era che la prefigurazione di qualcosa che si sarebbe avverato.

A sostenere l'accusa contro George Orwell, ma soprattutto contro questa concezione della sicurezza che non riesce a prescidere dal controllo indiscriminato e pressante della popolazione, è stato il magistrato Fabrizio Gandini, celebre per aver ordinato l'arresto di Annamaria Franzoni per il delitto di Cogne, quando era Gip presso il tribunale di Aosta.
A sostenere la ragione della difesa, un tecnico dello spionaggio telematico: il colonnello della Finanza Umberto Rapetto, che comanda il nucleo anticrimine tecnologico della Fiamme Gialle. A presiedere la Corte e anche la giuria - che come consuetudine sarà rappresentata dal pubblico presente in sala, il Garante della Privacy, professor Francesco Pizzetti.

(09-07-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 09-07-2007 alle :