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spettacolo

Condannato il Marchese Casati che finalmente è stato processato

Nel primo dei Grandi processi organizzati dal Festival dei Due Mondi il marchese Camillo Casati Stampa è stato condannato sia dal Tribunale che dal pubblico in sala.Tutto esaurito nel primo week end


Colpevole! Nel primo dei Grandi processi organizzati dal Festival dei Due Mondi il marchese Camillo Casati Stampa è stato condannato sia dal Tribunale che dal pubblico in sala. La torbida storia che sconvolse la Roma dei primi anni Settanta è stata ricostruita nelle arringhe del pubblico ministero, Stefano Dambruoso e dell’avvocato difensore Grazie Volo. Processo che non si potè mai celebrare a causa della morte del reo. Camillo Casati infatti, dopo aver ucciso la moglie e l’amante rivolse l’arma contro di sé.

La vicenda: Anna Vallarino, sposata con il marchese Casati Stampa, viveva con il marito un rapporto estremamente libero per l’epoca. Una sorta di complicità legava i due in un perverso gioco che portava Camillo ad essere spettatore dei tradimenti della moglie. Un gioco dove alla base vi era il sesso. Il corto circuito scattò poi quando di Massimo Minorenti, l’ultimo dei suoi innumerevoli amanti, Anna si innamorò. L’accordo tacito tra i due si ruppe e Camillo Casati, distrutto dalla gelosia, uccise moglie e amante e dopo si sparò. I profili psicologici dei due protagonisti della tragedia sono stati passati al setaccio dagli avvocati ma, nonostante gli sforzi dell’avvocato difensore, il giudice togato, non ha potuto fare a meno di condannare l’infelice omicida. E anche la giuria popolare, con il consueto sistema delle palline a grande maggioranza ha condannato il Marchese.

Intanto il primo week end del Festival è proseguito all’insegna del tutto esaurito.
Tutto esaurito alla prima della Maria Golovin venerdì sera.
Tutto esaurito per il concerto di Andy Garcia.


I dettagli del processo CASATI-STAMPA
Avvocato Grazia Volo
Pubblico Ministero Stefano Dambruoso
Presidente Italo Ormanni

Il processo che non si è mai fatto al marchese Camillo Casati Stampa, che uccise la moglie e il giovane amante di lei prima di togliersi la vita all'inizio degli anni Settanta. Al centro della vicenda, che segnò l'esordio del giallo a sfondo sentimentale per le cronache dell'epoca, c'era la passione ossessiva del marchese per le scene di sesso che la bellissima moglie, Anna Fallarino, accettava di offrirgli, accopiandosi con giovani sconosciuti. Il gioco ebbe fine quando lui si accorse che proprio di uno di questi sconosciuti, la moglie si era perdutamente innamorata.

È la sera del 30 agosto 1970. Una chiamata giunge alla squadra mobile di Roma. C'è un omicidio ai Parioli,elegante quartiere della capitale,in via Puccini. Il capo della squadra mobile Valerio Gianfrancesco si precipita con la sua squadra. È una serata caldissima, una domenica tipicamente romana, dall'aria irrespirabile. La polizia penetra nell'appartamento: riverso su un letto c'è il cadavere di una donna, Anna Fallarino in Casati. Ha gli occhi ancora spalancati per la paura e per la sorpresa. In un angolo Massimo Minorenti, che si scoprirà essere il suo amante, infine, riverso, il cadavere di Camillo Casati, marchese, rampollo ricchissimo e viziato della nobiltà romana. Per terra un Browning 20, privo di 6 colpi, che sono stati sparati verso le vittime. L'ultimo ha ucciso il Casati, una parte del suo volto e un orecchio sono schizzati sulla parete, sporcando un dipinto. Non c'è tanto sangue, tutto sommato. Storia chiara, caso chiuso. Non vi sono dubbi.

Grazia Volo - Siciliana, avvocato penalista, Grazia Volo fa parte di diritto - e ormai da molti anni - dell'Olimpo dei principi del Foro Italiano. Indossa la toga da protagonista, da quasi trent'anni anni,in tutti i tribunali d'Italia e in processi spesso drammatici. Ha esordito giovanissima, come giovane avvocato di parte civile nel processo per il massacro del Circeo, compiuto nel '74 da tre giovani della Roma bene. E ha proseguito la sua carriera difendendo imputati illustri ma riservando sempre un occhio di riguardo per le ragioni delle donne; tra le sue clienti, spicca il nome di Silvia Baraldini, condannati per reati politici in Usa, è potuta rientrare in Italia per scontare il residuo di pena a Roma; e sempre lei difende l'ultima superpentita delle nuove Brigate Rosse, Cinzia Banelli, che proprio grazie ai colloqui con Grazia Volo ha deciso di intraprendere un cammino di riavvicinamento alla legalità collaborando in maniera decisiva alle indagini sugli assassini di Massimo D'Antona e di Marco Biagi. Negli ultimi mesi ha assunto la difesa dell'immobiliarista Stefano Ricucci e si è occupata della delicata inchiesta sulla scalata alla proprietà della casa editrice Rizzoli-Corriere della Sera.

Stefano Dambruoso - Quarantacinqie anni, di Bari, è uno dei due italiani che il settimanale americano Time ha inserito nella classifica dei 36 "eroi dei nostri tempi" stilata poche settimane fa. È il magistrato della Procura di Milano, dice il Time, che "ha fatto perdere il sonno ai terroristi internazionali" con le sue indagini sulla rete di Al Qaeda e su Bin Laden.
Anni e anni di indagini e contatti internazionali con investigatori di tutto il mondo, hanno fatto di lui un osservatore privilegiato dell'emergenza terroristica scattata dopo l'undici settembre 2001. Le sue inchieste hanno rappresentato un validissimo supporto per l'attività di prevenzione in tutti gli Stati Uniti, al punto che il presidente George W. Bush ha ritenuto opportuno rendere atto del suo aiuto con una lettera di elogio, che gli ha inviato nel so ufficio della Procura di Milano. Dopo alcuni anni trascorsi a Vienna e Lussemburgo, presso rappresentanze giudiziarie internazionali delle Nazioni Unite, è tornato alla procura di Milano.

Italo Ormanni - Sessantanove anni, napoletano, Italo Ormanni è capo della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e Procuratore Aggiunto della capitale dal luglio '94. Come pubbico ministero, Ormanni si è occupato di importanti fatti di sangue. Tra l'altro è stato uno dei rappresentati dell' accusa al processo di primo grado per l'omicidio della studentessa Marta Russo e, più di recente, è stato chiamato a coordinare tutte le indagini sugli attentati e i sequestri subiti da cittadini italiani in Afghanistan e Iraq, dal delitto della giornalista del Corriere della Sera Mariagrazia Cutuli avvenuto sulla strada che porta a Kabul, ai sequestri dei nostri connazionali a Bagdad. Tra le sue passioni, c'è però anche l'arte, il teatro e la buona musica, che coltiva non appena i suoi impegni glielo consentono.


(02-07-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 02-07-2007 alle :