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economia

“Italia Emirati Arabi Uniti direttrici di sviluppo per la crescita comune”

Seconda giornata dell'Assisi Endurance lifestyle dedicata agli incontri bilaterali tra i due Paesi. Al convegno gli imprenditori umbri si confrontano con i colleghi emiratini, una “occasione per intensificare ed ampliare le relazioni già consolidate”


Più di 100 imprenditori italiani si sono incontrati con 30 rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti dopo il convegno Italia Emirati Arabi Uniti direttrici di sviluppo per la crescita comune che si è svolto al teatro Lyrick di Assisi.

“Si tratta di un evento importante che ha creato l'occasione per intensificare ed ampliare le relazioni già consolidate da tempo tra i nostro due Paesi” ha sottolineato nel suo intervento l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti Abdulhamid Abdulfatah Kazim.

Gli Emirati Arabi Uniti sono in pieno sviluppo, dal 2000 ad oggi il Pil (prodotto interno lordo) è cresciuto del 23,5 per cento. E questo non solo al grazie al petrolio, che risulta essere circa il 60 per cento del totale, ma anche ad investimenti mirati in particolar modo nel campo dell'edilizia e del turismo. Grazie poi alla posizione strategica tra Asia e mondo occidentale, gli Emirati Arabi Uniti sono diventati un luogo privilegiato dove vige il mercato libero con una estrema apertura agli scambi commerciali.

“L'economia del nostro Paese – ha ricordato il direttore generale della camera di commercio ed industria Sharjah sua eccellenza Saeed Obaid Al Jarwan - è estremamente solida. Grazie anche ad un governo stabile è un ambiente molto favorevole per gli scambi commerciale ed aperto a quelle aziende che vogliono investire.

Le aziende italiane che investono negli Emirati Arabi Uniti ad oggi sono 83, “pochissime rispetto agli altri investitori esteri – ha ricordato Vincenzo Petrone ministro plenipotenziario e consigliere diplomatico della Confindustria – bisogna importare delle strutture di aggregazione come le fiere che permettano alle piccole e medie industrie di entrare in contatto con questo modo e nello stesso tempo è necessario stimolare anche gli investimenti delle aziende emiratine in Italia”.
Nel nostro Paese fino ad ora solo due sono stati gli investimenti importanti delle aziende degli Emirati: l'acquisizione del 5% della Ferrari e del 35% della Piaggio.

Ha tratto le conclusioni di questo importante incontro il sottosegretario del ministero del commercio internazionale Mauro Agostini che ha ricordato l'aumento del 2% del Pil nel nostro Paese in quest'ultimo anno come segno di una ripresa economica. “Questa ripresa economica deve essere da stimolo per realizzare un salto di qualità anche nei rapporti commerciali internazionali in particolar modo con gli Emirati Arabi Uniti ma anche con i mercati asiatici, dell' Africa e di tutto il bacino del Mediterraneo”.

Al convegno sono intervenuti il sindaco di Assisi Claudio Ricci, il presidente della regione dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti, il presidente della Confindustria Umbria Mario Fagotti, il presidente della Camera di commercio di Perugia Alviero Moretti, il presidente gruppo giovani Confindustria Alessandro Braca, l'amministratore delegato della Sistemaeventi Gianluca Laliscia,
l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti Abdulhamid Abdulfatah Kazim, l'ambasciatore italiano a Abu Dahabi Paolo Doinisi, il presidente autorità Sharjah commercio e turismo sua eccellenza Sheikh Sultan bin Ahamad Al Qassimi, il direttore generale del ministero del commercio internazionale Gianfranco Caprioli, il direttore generale della camera di commercio ed Industria Sharjah sua eccellenza Saeed Obaid Al Jarwan, il direttore generale dell'Istituto nazionale per il commercio estero Massimo Mamberti, il ministro plenipotenziario e consigliere diplomatico della Confindustria Vincenzo Petrone e il sottosegretario del ministero del commercio internazionale Mauro Agostini. Ha coordinato il direttore della Rai Umbria-Marche Andrea Jenco.

(22-06-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-06-2007 alle :