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cultura

Venanzio Reali, pittura scultura poesia, ad Assisi

Presso la Sala Mostre dei Beni Culturali dei Frati Cappuccini di Assisi, fino al 6 luglio 2007, in mostra le opere d’arte e le raccolte poetiche del Sacerdote cappuccino spentosi nel 1994


Sacerdote cappuccino, Agostino Venanzio Reali (1931-1994) fu un artista capace di fondere la fede in Dio propria del suo ministero all’esigenza plastica dell’arte, trasformandola in altissima espressione artistica e in inconfutabile testimonianza di Fede. Alla sua produzione, vasta quanto di alto livello, è dedicata questa mostra.
14 Via Crucis, 24 dipinti del Ciclo della Genesi, alcune terrecotte per i presepi e altre scene sacre, oltre a un piccolo bronzo, sono alcune delle opere artistiche esposte insieme alle sue raccolte di poesie.

Per scoprire l’anima di un sacerdote che fu anche e soprattutto un grande artista.

L’artista
L’opera figurativa di Agostino Venanzio Reali, accostato spesso a Rouault e Chagall, ma anche al Gauguin, pittore che non si associa tradizionalmente al genere religioso, delle icone popolari, dei ‘Calvari’, rappresenta momenti di organizzazione compositiva, di strutturazione narrativa e iconografica, innovativi in rapporto alle espressioni figurative tradizionali d’arte sacra.
Tutto, dell’artista che ha “dipinto la Parola”, i quadri dedicati alla Creazione, le stazioni della Via crucis, le sculture, le terrecotte e disegni, si conforma a una spiritualità della partecipazione alla cronaca. Quando, nelle pitture ispirate alla Genesi, affronterà “il grande tema” rimarrà sempre al di qua del clamore delle forme magniloquenti. Si finge quasi primitivo nei colori, vedendo le cose come dal basso del proscenio della rappresentazione. La sua è una sensibilità innocente, ma al contempo pienamente consapevole, che anima il colore-materia nelle scene della Genesi, che dà corpo alle figure dei progenitori, che addensa i colori come in un’iniziale, stupefatta, visione del mondo. Come se i primi momenti della vita, della storia nascente dell’uomo, e ogni episodio della sacra narrazione non potessero che essere espressi, in una ritrovata identità di emozione religiosa e conoscenza poetica, da una pittura intesa anch’essa in una condizione magicamente aurorale.

Agostino Venanzio Reali (27 agosto 1931 Montetiffi - 25 marzo 1994 Bologna) è sacerdote cappuccino ma anche artista e poeta, che solo oggi si sta adeguatamente scoprendo. Dal 1957 al 1962, a Roma per conseguire la licenza in teologia presso l’Università Gregoriana e quella in scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico, ha intense frequentazione con il mondo letterario e artistico: Cardarelli, Govoni, Ungaretti, Pasolini, Caproni, Betocchi, Guttuso, Spagnoletti, De Luca… Tra il 1961 e il 1964 alcuni suoi componimenti apparvero sulle riviste «Fiera Letteraria», «Belmondo», «Persona» mentre e il poeta Giorgio Caproni lesse alla radio la poesia “Primaneve”.
Accanto al lavoro esegetico e teologico, padre Venanzio si dedica alla formazione all’interno dell’ordine, all’insegnamento e al servizio di assistenza ai malati in ospedale; dal 1981 al 1987 è Ministro Provinciale; dal 1999 fino alla morte è direttore della rivista «Messaggero Cappuccino»: al lavoro poetico e artistico dedica, invece, le ore notturne.

Il poeta
Nel 1983, con la “trasposizione poetica” dall’originale ebraico del Cantico dei Cantici, iniziano le pubblicazioni di poesia che hanno registrato l’apprezzamento di critici come Alberto Bertoni, Marisa Bulgheroni, Graziella Corsinovi, Mario Luzi, Ezio Raimondi ed Enrica Salvaneschi. Non confessionale, ma religiosa nel senso più alto, la poesia di Agostino Venanzio Reali, per nulla semplice e anzi complessa, predilige la figura dell’ossimoro come mezzo stilistico: mentre sosta davanti al mistero della bellezza che commuove, parimenti si coinvolge quasi ad assumere su di sé il dolore dell’uomo e del mondo. Il miracolo della parola, l’accensione linguistica che scaturisce dal silenzio, investe ogni aspetto della vita: la gioia e il dolore, la preghiera, la solitudine esistenziale, il deserto interiore, la stanchezza. Ma la speranza resta la categoria dominante anche dentro il dramma della storia, grazie a una fede che legge il grande libro del creato facendo memoria della terra d’origine cui il cuore aspira tornare. Nell’effervescenza creativa la metafora scopre e rinnova simboli talvolta già acquisiti all’uso, altre volte immessi ‘ex novo’ nel circuito letterario, recuperando non di rado un uso liturgico della parola. Il plurilinguismo lessicale e una molteplicità di registri stilistici fondano un dialogo ininterrotto con gli autori antichi e moderni – siano essi poeti o artisti – tessendo una sorta di polifonia. Complementare all’impulso poetico è il lavoro artistico, esigenza di arte totale che colloca Agostino Venanzio Reali a pieno titolo tra i grandi poeti e artisti contemporanei.


Scheda della mostra
Ente promotore: Provincia dell’Umbria dei Frati Minori Cappuccini
Curatore: Luca Temolo Dall’Igna
Dove: Sala Mostre dei Beni Culturali Cappuccini - Via San Francesco, 19 - ASSISI
Quando: 6 giugno - 6 luglio 2007 - da martedì a domenica 10.00-13.00/15.00-18.00
Ingresso libero
Per informazioni e prenotazioni visite guidate: 075/813668 o www.bccassisi.org

(12-06-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 12-06-2007 alle :