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spettacolo

“R.A.P. FOR CHILDREN” è approdato in Umbria

Il progetto educativo di Lenka Flory e Simone Sandroni riveste un'importanza internazionale che vede impegnate la FUS e la compagnia Déjà Donné in sinergia creativa con partners di diversi paesi europei


Nell’edizione 2007 di Ballet, la programmazione di danza realizzata dalla Fondazione Umbria Spettacolo, ha occupato uno spazio e un profilo del tutto particolare il progetto “R.A.P. FOR CHILDREN”. Tale progetto, realizzato dalla compagnia Déjà Donné e dalla FUS in collaborazione con vari partners europei, è il vincitore del Concorso Cultura 2000 organizzato dall'Unione Europea nell'anno 2006.

Per un consuntivo del progetto stesso, sono stati convocati a Perugia, nel corso di una conferenza stampa, gli enti che hanno contribuito alla sua realizzazione: Dance Umbrella Festival, Londra, Gran Bretagna; Theater im Pfalzbau Ludwigshafen, Germania; JES Stuttgart, Germania; Duncan Centre Prague, Repubblica Ceca.

Un progetto creativo e controcorrente
“R.A.P. FOR CHILDREN” si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica internazionali per il suo essere e porsi in controcorrente rispetto a quanto solitamente prodotto e distribuito nei normali circuiti grazie alle sue importanti finalità educative. Il tema di fondo sottolineato da questo progetto era infatti una profonda riflessione sulla società post industriale, produttrice di spazzatura, una società dove anche l'uomo-oggetto diventa un oggetto da gettare. L'importanza del riciclaggio, ovvero del rispetto del naturale ciclo di uso e riuso e delle cose, di trasformazione in positivo della materia, diventava allora non solo salvezza ecologica ma anche un messaggio di neo-umanesimo.

Una partnership europea dai contenuti etici
R.A.P. for children, nato con il sostegno del programma della cultura 2000 della Commissione Europea, si è dunque prodotto in cinque città europee (Praga, Londra, Ludwigshafen, Stuttgart, Perugia), in un arco di tempo compreso fra luglio 2006 e maggio 2007. Il progetto si è realizzato grazie alla intensa collaborazione stabilitasi tra la compagnia Déjà Donné e i rappresentanti delle città suddette, di teatri e di festival, di scuole locali e dell’azienda di trattamento dei rifiuti.

“R.A.P. for children” ha puntato all´allargamento dell’interesse del pubblico grazie ad un processo creativo e di formazione di nuove platee. Ciò si è realizzato nella collaborazione con le comunità locali con interventi attivati alcuni giorni o settimane prima d’ogni rappresentazione.

Il gruppo considerato target del progetto erano considerati gli allievi di alcune scuole di volta in volta identificate, con le rispettive famiglie, gli insegnanti, gli organizzatori del workshop, le autorità locali interessate e le comunità locali.

I bambini sono stati motivati a sviluppare le proprie azioni con interventi teatrali chiari e diretti, e con scopi altrettanto definiti, che corrispondevano ai fini delle rappresentazioni.

I bambini realizzavano dunque oggetti riciclati dai rifiuti, e questi oggetti facevano parte della scenografia di “My Name is King“. Attraverso la creazione di questi manufatti, i relativi esercizi e giochi di utilizzo, i bambini hanno sviluppato la responsabilità individuale, l´auto-controllo e il senso di collaborazione in un gruppo. Doti, queste, che li hanno portati a migliorare la loro capacità nella gestione di un progetto, la preparazione e la sua pianificazione dello stesso, così come ad un netto incremento delle loro abilità manuali.

Il tema di fondo sottolineato da questo progetto era infatti una profonda riflessione sulla società post industriale, produttrice di spazzatura, una società dove anche l'uomo-oggetto diventa un oggetto da gettare. L'importanza del riciclaggio, ovvero del rispetto del naturale ciclo di uso e riuso e delle cose, di trasformazione in positivo della materia, diventava allora non solo salvezza ecologica ma anche un messaggio di neo-umanesimo.

Lo stile di una compagnia “impegnata”
Rinomata per uno stile esplosivo, e nel contempo a fortissima valenza sociale e politica, la compagnia Déjà Donné, nelle proprie scelte artistiche, non punta alla più facile commercializzazione, ma ha scelto da sempre percorsi ‘alternativi’ e particolarmente ricchi di idee. Crea dunque spettacoli artisticamente indipendenti da manierismi, forme e temi in voga, e sempre nitida è la sincerità e la carica umana che sta alla base di ogni lavoro. Per questo gli shows della compagnia Déjà Donné risultano di forte impatto e coinvolgimento da parte del pubblico. Le performances del gruppo, condite con una grande dose di autoironia, sono un ibrido fluente di linguaggi, atteggiamenti ed emozioni (spesso in opposizione tra di loro, attraenti e sgradevoli, seducenti e ripugnanti) e traducono sul palco tutta la generosità degli artisti, la loro tecnica precisa e versatile. La vitalità traboccante che la compagnia sa sprigionare in palcoscenico ad ogni creazione si traduce, a opera di Sandroni e dei suoi danzatori co-creatori, in una drammaturgia sapiente, in una costruzione modulata su ampie onde emotive, in un alternarsi ritmato di vuoti e pieni, di leggerezza e profondità, di oscurità e luce.

Le biografie degli artisti
Lenka Flory, della Repubblica Ceca, e Simone Sandroni, italiano, fondano, nel 1996 a Praga, la compagnia di teatro danza Déjà Donné. La compagnia trae il nome dalla loro prima performance di successo, firmata a due mani, nel 1996, in Belgio. È qui che i due artisti si sono incontrati, nel 1991, all’interno dell'eccentrica compagnia Ultima Vez, del geniale e bizzarro coreografo belga Wim Vandekeybus, di cui Simone Sandroni è stato a lungo complice creativo.

Dal loro primo spettacolo, questo originale gruppo ha saputo muoversi con successo nei maggiori palcoscenici e festivals europei. Come è accaduto proprio per il loro “There where we were”, che, dopo il felice debutto nell’agosto 2003 al Tanzwerkstatt Europa Festival di Monaco, in Germania, è stato proposto al Festival di Edimburgo, dove ha ricevuto il Total Theatre Award, accolto con un’autentica ovazione da parte della critica di danza internazionale, che concordemente ha definito il gruppo “idealista e strepitoso”.

(22-05-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-05-2007 alle :