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spettacolo

La Sessantunesima Stagione Lirica Sperimentale 2007

Si è svolta l'8 maggio al Teatro dell’Opera di Roma la Conferenza Stampa ufficiale di presentazione del programma 2007. Presenti i registi Pippo Del Bono, Giorgio Pressburger, Alessio Pizzech, Gabriele Dolcini, il compositore Giovanni Mancuso


Il Teatro Sperimentale “A. Belli” di Spoleto annuncia la Sessantunesima Stagione Lirica Sperimentale; una Stagione questa del 2007 che - rompendo gli argini della sperimentazione stessa, ma con l’occhio sempre attento alla grande tradizione - vuole tracciare un profondo solco nel terreno della totale innovazione dei codici e dei linguaggi artistici non solo legati al teatro d’opera.
Ancora una volta una coraggiosa sfida a scelte più comode si concretizzerà il 6 settembre 2007 (ore 21.00) quando il sipario del Caio Melisso di Spoleto si leverà sulla prima mondiale di Obra Maestra – Su un progetto mai realizzato di Frank Zappa, del giovane compositore veneziano Giovanni Mancuso su libretto di Pilar Garcia, opera vincitrice della VII Edizione del Concorso Internazionale per Nuove Opere di Teatro Musicale da Camera Orpheus – Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, che porterà la firma per la regia, l’adattamento e la drammaturgia di Pippo Delbono, una tra le voci più rivoluzionare e scomode del teatro italiano degli ultimi anni, impegnato per la prima volta in un’opera lirica.
“Poche volte sono stato all’opera. Anche se ne sono affascinato – afferma Delbono che nel 2003 ha vinto il premio “Olimpici del Teatro” con Gente di Plastica, pièce ispirata proprio alla figura di Frank Zappa - . “Per una passione per la musica, per il canto, la coralità. Sono attratto da quella possibilità che mi dà l’opera, di entrare in una dimensione di rito, di sacralità. Di entrare dentro un mondo che mi parla delle passioni, delle lotte, delle vittorie e delle sconfitte, attraverso la musica, il canto, espressioni a me vicine nel raccontare i percorsi contorti dell’animo umano. Ma poi mi ritrovo sempre dentro un mondo pieno di lustrini, - continua - di gente ‘perbene’ impacchettata, di cantanti dalla voce ben impostata ma spesso con corpi come statue di cera, con i musicisti, il coro, i mimi, le comparse, le scenografie usati come elementi di un grande supermercato dove molte cose mi sembrano inutili e senza valore. Perdendo in questo calderone il valore poetico che può avere il semplice gesto di un musicista che tende un archetto e i tanti semplici gesti di ognuno che sta su quell’affollato palcoscenico.

In questi anni ho cercato di lavorare con i musicisti della mia compagnia, proprio per cercare non solo nella qualità della musica ma anche nella coscienza del corpo una loro presenza più totale, che faccia di loro non solo degli sconosciuti che emettono musica ma degli attori che attraverso quella musica parlano.
Ricordo un seminario che ho diretto alcuni anni fa a Parigi, rivolto a giovani cantanti d’opera. Il lavoro ricercava nella loro presenza fisica, nei loro volti, nei loro sguardi, colori diversi, contraddittori, nuovi. Era stato sorprendente scoprire come dopo quel lavoro quelle loro stesse arie mi parlavano di altro. E come spesso nello contrapposizione tra capacità, virtuosismo vocale e fragilità, emergessero contraddizioni affascinanti che mi portavano verso una verità.
Credo che questo progetto di lavoro con il Teatro Sperimentale di Spoleto faccia parte di un desiderio di continuare questa indagine. Un universo che se da una parte mi è lontano (per struttura, per rigidità, per composizione), da un’altra, proprio per la relazione che ho sempre creato nei miei spettacoli con una drammaturgia musicale, mi è particolarmente vicino”.
“Il punto di partenza – sostiene ancora - è un’opera scritta da Giovanni Mancuso. Un omaggio a Frank Zappa, il grande compositore contemporaneo. Proprio Zappa i cui concerti ho inseguito per molti anni in moto in tutta l’Europa. E anche qui, come nel surreale, iconoclasta, dissacrante universo zappiano, ho ritrovato una necessità, una esplosione di libertà musicale. Contro un mondo kafkiano animato da figure di benpensanti, di giudici, detentori della legge, detentori di quelle regole morali così presenti nel mondo americano messo a nudo da Zappa. L’America degli anni 70 con i suoi fantasmi accusatori, che riemergono ancora oggi fortemente. E ricordando quello che diceva Antonin Artaud, “non potrei mai fare un’ opera che non si contamini con la mia vita, non ne sarei capace”, la scommessa sarà come entrare in questo universo di musica già composta su un libretto scritto, portando dentro una esperienza personale e quindi forse in parte stravolgendo quella musica e quel libretto.
Per ritrovarmi poi, inevitabilmente, non nella messa in scena di un’opera scritta, ma in un atto creativo che alla fine mi corrisponda in tutte le sue componenti registiche, musicali, e drammaturgiche. Del resto la proposta appassionata viene da un Ente che si chiama Teatro Sperimentale – conclude Delbono”.
Obra Maestra, che sarà diretta da Marco Angius (esperto interprete della musica contemporanea) impegnato alla testa dell’Ensemble di Musica Contemporanea e dell’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, narra la vicenda artistica di Z, compositore particolarmente prolifico, antiaccademico e aspramente sarcastico. La sua corrosiva verve creativa lo ha portato a scontrarsi negli anni con istituzioni e moralismi sociali per cui ha sviluppato una sorta di autarchia musicale che lo vede come fulcro unico di una inarrestabile catena di invenzione, esecuzione e produzione musicale, assistito unicamente da un ensemble inconsueto con il quale ha sviluppato una tecnica esecutiva e di scrittura d'avanguardia.
Il personaggio è disegnato con una deliberata ispirazione a Frank Zappa del quale Z è una sorta di impossibile immaginazione futura.
Oltre a Z, in Obra Maestra si muoveranno come personaggi Tre Voci Benpensanti (due soprani, e un mezzosoprano) e Juez, voce fuori scena di baritono.
Assolutamente particolare sarà l’organico orchestrale formato da due flauti, un corno inglese, una tuba, due contrabbassi, percussioni, da un’orchestra da tavolo.
Interpreti saranno i soprani Stefania Grasso e Tania Bussi, il mezzosoprano Federica Carnevale e il baritono Gabriele Ribis.
Aiuto regista sarà Pepe Robledo e Cristiano Bacchi disegnerà le scenografie.
Obra Maestra, cui è stato assegnato il Primo Premio da una Commissione Giudicatrice presieduta da Louis Andriessen, e formata da David Lang (USA), Luca Francesconi, Michele Dall’Ongaro (in rappresentanza di Rai – Radio 3), Luigi Taglioni (Raitrade), Carlo Donadio (in rappresentanza del Teatro dell’Opera di Roma) e Michelangelo Zurletti (Direttore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale) si avvale, inoltre, del sostegno di Rai-Trade per l’edizione, di Rai-Radio3 per la ripresa e la messa in onda radiofonica e della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.
Al Concorso Orpheus - nato nel 1993 sotto l’impulso e gli auspici di Luciano Berio suo presidente della competizione sino al 2002, anno della scomparsa – sono stati assegnati, inoltre, i premi Tullio Profili e Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. Di fondamentale importanza l’apporto di quest’ultima che, grazie al personale e grande impegno del suo Presidente Dario Pompili, ha reso possibile la realizzazione in tutte le sue fasi e la sua piena riuscita. Infatti la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto ha messo a disposizione dell’Ente spoletino fondi per la realizzazione della messa in scena dell’opera.
La manifestazione è resa possibile grazie anche alla collaborazione del Ministero dei Beni e Attività Culturali – Dipartimento Spettacolo dal Vivo.
L’opera sarà replicata, sempre al Caio Melisso sabato 8 e domenica 9 settembre (ore 17.00)
Come è noto, il Teatro Sperimentale di Spoleto è stato e continua a essere importante fucina e ribalta delle più rinomate voci del panorama lirico internazionale e in tale quadro di riferimento l’8 settembre 2007 (ore 21.00) al Teatro Nuovo il celebre tenore Giuseppe Sabbatini festeggerà in una Serata di Gala i suoi venti anni dal debutto, avvenuto proprio al Teatro Lirico Sperimentale nel 1987 in Lucia di Lammermoor. L’Orchestra dello Sperimentale sarà diretta da Marco Boemi.
Altra Serata di Gala l’11 settembre. Ancora una “star” internazionale ritorna allo Sperimentale per festeggiare questa volta i quaranta anni dal debutto avvenuto a Spoleto. Si tratta di Leo Nucci, vincitore del Concorso dello “Sperimentale” nel 1967. Il baritono sarà interprete di celebri arie (accompagnato al pianoforte da Paolo Marcarini) al Teatro Caio Melisso. Nucci debuttò nel ruolo di Figaro de Il Barbiere di Siviglia di Rossini. Un’edizione storica dello “Sperimentale” quella del 1967 con un cast ragguardevole. Oltre a Leo Nucci nel ruolo di Figaro, Rosina era interpretata da Rosetta Pizzo, Basilio dal giovane Ruggero Raimondi e Berta da Corinna Vozza.
Dopo i due concerti celebrativi andrà in scena Il Trovatore di Giuseppe Verdi che ritorna sul palcoscenico di Spoleto dopo ventitre anni. A dirigere il capolavoro verdiano Carlo Palleschi, direttore umbro di grande talento, apprezzato ormai nei maggiori teatri italiani e stranieri. Palleschi ritorna allo Sperimentale dove ha collaborato per anni come maestro sostituto e maestro del coro e dove ha debuttato come direttore nel 1992 proprio in un’opera di Verdi, Il Ballo in maschera. La regia è affidata a Lucio Gabriele Dolcini che vanta già altre felici collaborazioni con l’Istituzione spoletina (Il Mondo della Luna di Franz Joseph Haydn, Cleopatra di Domenico Cimarosa, Dido and Aeneas di Henry Purcell, Didone Abbandonata di Baldassarre Galuppi). L’allestimento scenico rivisitato da Dolcini è quello storico di Tito Varisco. Il Trovatore andrà in scena al Teatro Nuovo di Spoleto il 13 settembre (repliche 14,15,16 settembre). L’opera offre l’opportunità di presentare alcune tra le voci più promettenti scoperte dallo Sperimentale negli ultimi anni. Debutteranno i soprani Maria Agresta e Yasuko Sato nel ruolo di Eleonora, i tenori Andrea Carè e Giuseppe Varano nel ruolo di Manrico, invece Veronica Simeoni sarà Azucena. I baritoni Simone Piazzola e Costantino Finucci affronteranno il ruolo del Conte di Luna. Due bassi bulgari Plamen Kumpikov e Aleksandar Sfefanoski sosterranno il ruolo di Ferrando. Il Coro del Teatro Lirico Sperimentale sarà diretto da Andrea Amarante.
Il 21, 22 e 23 settembre al Teatro Caio Melisso andrà in scena un brillante dittico di intermezzi settecenteschi: La Dirindina va a Teatro, rivisitazione dell’intermezzo di Domenico Scarlatti su libretto di Girolamo Gigli inframezzato da brani tratti da Il Teatro alla moda di Benedetto Marcello e il Pimpinone scritto da Tomaso Albinoni nel 1708 su libretto di Pietro Parlati.
Nelle vesti di Dirindina sarà impegnata Eleonora Buratto, in quelle di Liscione Enrico Iviglia, mentre Don Carissimo avrà la voce di Omar Montanari.
“La Dirindina, tra tutte le farse, commedie, scherzi, insomma tutti gli intermezzi settecenteschi – afferma Michelangelo Zurletti, direttore artistico dello Sperimentale - è una di quelle che hanno più storia. Girolamo Gigli, autore del libretto la chiama “farsetta” mirando ad un genere nel genere e soprattutto annunciandone la brevità. Non la futilità, perché anzi La Dirindina è una delle più organiche, saporose e, grazie ad un finale imprevedibile di parodia di opera seria, curiose operine del suo genere. A fare le spese della consueta burla del solito vecchio, lo stolido di turno è Don Carissimo, maestro di canto che perde le bave per Dirindina, cantante in erba ma donna esperta. Tra loro si inserisce Liscione, un “musico” come si diceva , e oggi potremmo dire un sopranista: insomma un castrato. L’impossibile amore tra la bella canterina e il musico impotente - conclude Zurletti che ha ideato lo spettacolo - servirà almeno a sventare le mire del maestro di musica sulla pupilla di cui ammira più che le grazie vocali quelle fisiche. Naturalmente i tre si esprimono con i soliti mezzi che possiedono: recitativi secchi, arie, duetti, sostenuti da un quartetto d’archi e cembalo. E tra fioriture, malintesi e malizie l’intermezzo viaggia verso la sua intuibile conclusione. La musica di Domenico Scarlatti ha la vivacità che troviamo nelle sue straordinarie sonate: con pochissimo riesce a darci l’idea di una cosa grande”.
La regia e l’allestimento è del giovane e affermato Alessio Pizzech, che considera La Dirindina “Un mezzo per entrare nel mistero, nella magia del suo farsi, del suo diventare rappresentazione. Le parole di Benedetto Marcello tratte dal Teatro alla Moda si intrecciano con l’intermezzo di Domenico Scarlatti, svelando così allo spettatore vizi e virtù, ieri come oggi, del teatro musicale. L’esecuzione della Dirindina diventa così un teatro nel teatro in cui i cantanti/attori agiscono passando dal camerino al palcoscenico, raccontandosi come persone e come personaggi. La Dirindina va a Teatro – conclude Pizzech - rappresenta un gioioso omaggio al ‘700, a un secolo in cui il teatro celebra se stesso, si celebra come la finzione più vera, più verosimile. Un teatro dell’illusione scenica che diventa gioco attraverso il testo, la musica, attraverso un moltiplicarsi dei linguaggi messi in campo”.
La revisione musicale è stata curata da Andrea Amarante, in questo caso impegnato anche nel ruolo di maestro al cembalo. La rilettura è partita dall’analisi dell’unica copia manoscritta della partitura, depositata presso la Biblioteca della Fondazione Levi di Venezia, appartenuta, probabilmente, a un cantante e a lui destinata allo studio della parte. Si è proceduto, quindi alla ricostruzione della partitura, evidentemente incompleta perché mancante degli elementi superflui al cantante ma indispensabili al concertatore, prendendo come punto di riferimento lo studio di partiture coeve del medesimo autore, nonché le conoscenze attuali della prassi improvvisatoria, comune a quei tempi a cantanti e strumentisti.
Alla partitura originale è stata quindi aggiunta una Sonata quale Ouverture (originariamente non prevista nella struttura dell’Intermezzo) scritta dallo stesso Scarlatti e orchestrata dal revisore.
Nella seconda parte verrà presentato il Pimpinone di Tomaso Albinoni. Concepito originariamente come intermezzo dell’opera Astarto, rappresentato a Venezia presso Teatro San Cassiano il 26 novembre 1708, il Pimpinone di Albinoni godette di buona notorietà per un trentennio, raggiungendo molte scene italiane, nonché i teatri di Vienna, Monaco e Mosca.
Soggetto dell’intermezzo è l’aspirazione da parte di una serva a un rango sociale più elevato. Sembra pertanto significativo che esso sia stato rappresentato nello stesso teatro che quarant’anni prima aveva visto la nascita del primo spettacolo di opera lirica a pagamento, aperto al pubblico ed in particolare alla vivace ed intraprendente borghesia veneziana. Quei personaggi comici che negli stessi anni venivano banditi dal melodramma si ripresentano qui per recitare una commedia borghese di realistica, sconcertante quotidianità, agli antipodi delle improbabili, eroiche vicende dell’opera seria. La struttura è semplice e chiara: ogni intermezzo prevede, intercalati con i recitativi, due arie (una sola per il primo, più breve intermezzo) e un duetto conclusivo di particolare brio, che raffigura l’interazione dinamica di due personalità differenti, ben delineate dalla musica.
L’edizione della partitura è stata realizzata sempre da Andrea Amarante per il Teatro Lirico Sperimentale, partendo dal manoscritto conservato presso la Österreichische Nationalbibliothek di Vienna.
Vespetta sarà interpretata da Francesca De Giorgi, Pimpinone da Omar Montanari.
Andrea Amarante al cembalo coordinerà musicalmente i due protagonisti e l’Ensemble dell’Orchestra dell’Istituzione umbra. La regia e l’allestimento scenico sarà curato sempre dal giovane e affermato Alessio Pizzech.
La suggestiva cornice della Sala Pegasus accoglierà sabato 15 settembre e sabato 22 settembre due Concerti lirico-vocali. Saranno protagonisti i giovani cantanti dello Sperimentale impegnati successivamente in Lieder & Lieder spettacolo multimediale di poesie e immagini curato da Michelangelo Zurletti e per la parte scenica da Alessio Pizzech (sabato 29 settembre ore 21).
A conclusione della 61ma Stagione verrà nuovamente allestito al Teatro Nuovo Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini nella fortunata edizione andata in scena lo scorso anno con la regia di Giorgio Pressburger, diretta da Vito Clemente e le scene di Tito Varisco. Sono previste quattro recite a Spoleto tre delle quali a favore delle scuole dell’Umbria (27, 28, 29 settembre). Ultima replica domenica 30 settembre. Il Barbiere effettuerà in Umbria la Stagione Lirica Regionale: l’1 e il 2 ottobre sarà in scena al Teatro Morlacchi di Perugia, il 4 ottobre al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, il 5 ottobre al Teatro Verdi di Terni, il 6 ottobre al Lyrick Theatre di Assisi e infine il 7 ottobre al Teatro Comunale di Todi.
Come di consueto tra la fine di luglio e la seconda metà di agosto si articolerà la ormai tradizionale Anteprima dello Sperimentale, realizzata in collaborazione con la Provincia di Perugia e il Comune di Spoleto, con concerti vocali e sinfonici, e protagonisti i cantanti e l’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale.
Il 28 luglio, nell’ambito della rassegna Storie di Ville e Giardini e a cura della Provincia di Perugia, è prevista una visita e concerti vocali nella magnifica Villa Redenta di Spoleto.
L’11 agosto (replica il 12 agosto) è programmata (in collaborazione con il Comune di Spoleto) Eine Kleine Theater Musik, visita animata del Teatro Nuovo di Spoleto, kermesse di concerti (musica da camera, liederistica), poesia, proiezioni, nei vari spazi del Teatro Nuovo di Spoleto.
Infine sabato 18 agosto Concerto lirico-sinfonico al Teatro all’aperto di Villa Fidelia a Spello nell’ambito della rassegna Splendidissima organizzata dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Spello.

L’attività del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” è resa possibile grazie a: Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Spoleto, Agenzia di Promozione Turistica dell’Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Banca Popolare di Spoleto, Camera di Commercio di Perugia, Fondazione Antonini Spoleto.

Per la Stagione Regionale: Comuni di Assisi, Città di Castello, Perugia, Terni e Todi.
Il Teatro Lirico Sperimentale ringrazia per la collaborazione:
Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, Rai Radio3, RaiTrade, Associazione Amici della Lirica di Perugia, Sovrintendenza Archivistica per l’Umbria.

(10-05-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 10-05-2007 alle :