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cultura

Croce e Luce, ad Assisi

Dal 31 marzo al 3 giugno 2007, in mostra ad Assisi, 33 disegni originali di Salvador Aulestia: il tema della Crocifissione interpretato secondo stili diversi


Al simbolo della Redenzione dell’Uomo, la Croce, è dedicata la mostra di Salvador Aulestia (1915-1994) allestita presso la sala mostre dei Beni Culturali Cappuccini di Assisi a partire dal 31 marzo. Un’esposizione assai originale che propone al visitatore un viaggio alla scoperta delle emozioni che un tema forte come la Crocifissione è in grado di trasmettere, soprattutto se espressa attraverso le tecniche diverse di stili diversi, dall’impressionismo all’espressionismo, dal postcubismo al surrealismo, dal futurismo al neoplasticismo. Tutti interpretati secondo un “ismo” cui l'autore ha dato il nome di Apotismo, basato su una concezione cosmologica dell'arte. Stili diversi che acquistano potenza dal tratto di uno degli artisti più ammirati della nostra epoca.

“La Croce è luce per tutti anche per i ciechi”. Così termina il Rosario Poetico che doveva accompagnare i 33 Cristi realizzati da Salvador Aulestia negli anni Ottanta del secolo scorso. 33 opere. 33 come gli anni del Signore al momento della sua Crocifissione.

Il Crocifisso è parte degli atti liturgici più rilevanti. È il simbolo dei Misteri della Redenzione, il simbolo che permette la relazione tra Dio e l'essere umano. La storia del mondo è anche la storia di Dio e la Crocifissione del Signore corrisponde a questa storia.

La Croce del Crocifisso è, secondo San Matteo, quella del Cristo Nostro Signore che consegna il suo Spirito al Padre: a questa croce Salvador Aulestia, uno dei più considerati e ammirati artisti contemporanei, ha voluto dedicare una parte del suo lavoro. Nelle 33 opere del Rosario Poetico, infatti, ha voluto interpretare il Crocifisso attraverso i diversi “ismi” che illustrano la storia dell'arte con lo scopo di tradurre l'immagine di Cristo nei diversi linguaggi dell'arte contemporanea. Nessuno, infatti, può dire che la rappresentazione grafica, plastica o scultorea di Dio sia riservata unicamente ed esclusivamente all'arte classica. Ogni rappresentazione è lecita se nasce con l'intenzione di evidenziare l'aspetto divino dell'immagine. Ogni “ismo” offre la sua umile collaborazione espressiva al Signore. Come diceva San Paolo “l'immagine del Signore è come il fuoco che prende mille forme e rimane sempre lo stesso”.
Ognuno dei 33 Crocifissi oggi esposti insieme per la prima volta, a tredici anni dalla scomparsa dell’autore, corrisponde all'immagine di Cristo crocifisso secondo Salvador Aulestia, senza pretendere precedenti o approssimazioni teologiche.
Si tratta di un'ispirazione intuitiva e quindi ha solo un valore figurativo e plastico; non corrisponde ad alcuna previsione dogmatica, come è stato per il romanico e per la prima tappa del gotico, ma non per questo è priva di sacralità.

Croce e Luce
Le opere in mostra sono state eseguite seguendo tutti gli stili pittorici dell'arte, interpretati secondo lo stile personale di Salvador Aulestia. Sono disegni, dipinti su carta, in bianco e nero e a colori, carichi di una drammaticità che dona al soggetto, il Cristo, il simbolo, il significato e il valore del suo gesto.Il periodo, la Pasqua, ed il luogo, Assisi, non potrebbero essere più adatti per un evento di tale portata artistica e significato religioso.

L’artista
Salvador Aulestia nasce a Barcellona nel 1915 e a soli tre anni inizia la sua formazione musicale, compiuta più tardi alla “Escuela de Bellas Artes” della sua città, culminata con alcune composizioni per violino assai apprezzate. L'incontro con i pittori Pere, Pruna, Gamboa lo portano a intraprendere un percorso pittorico di tendenza astratta. Non lascia più i pennelli e a soli diciassette anni esordisce con la “personale” alla “Sala Art” di Barcellona. A quella sono seguite molte esposizioni nelle principali città spagnole. La prima uscita all'estero è a Roma nel 1951 alla “Galleria Barbieri”. Subito ne seguono a Milano, Torino, Zurigo e altre in importanti città italiane e poi a Parigi, Londra, Düsseldorf. Richiedono le sue opere a San Paolo del Brasile (Biennale), a Los Angeles, in California. Realizza scenografie per opere di Ionesco, A. de Campmany e Ibsen, per diversi teatri di Barcellona. Le sue litografie vengono apprezzate in Italia, Germania, Spagna.
Ma non è tutta qui l'attività del maestro. Laureato in architettura studia anche scultura con Noyo e Galvany. Dalla fusione delle due Arti escono i suoi mobili scultura presentati in una partecipazione straordinaria al Salon de Mayo a Barcellona. Durante la guerra civile studia con la guida di un religioso teologia, apologetica, ermeneutica, liturgia. Da queste discipline nascerà in parte la sua vasta bibliografia. Ricordiamo i volumi “El embarcadero de las emociones” e il trattato di “Tauromaquia” considerato uno dei capolavori del genere. Pubblica, anche in Italia, diversi libri tra i quali “La boxe, rito di enfrentamento sul ring” e “La magia del calcio” che riceve nel 1982 il Premio Chiavari. Nel 1963 vince il concorso per la realizzazione del monumento a los hombres del mar e così nasce, terminata nel 1965, la sua grande scultura in ferro (65 metri di lunghezza per 17 di altezza), El Sideroploide, situata nel porto di Barcellona.
Alla 34a Biennale di Venezia il padiglione della Spagna si apre con il suo monumento “Sitial para un homenaja a Gaudi”. Tra le molte onorificenze ricevute ricordiamo le medaglie d'oro conferitegli dalla Provincia di Milano, dal Ministero dell’Istruzione Pubblica di Madrid, dalla Deputazione Provinciale di Barcellona.
Queste citate sono solo una parte delle benemerenze di un artista il cui temperamento volitivo e la vasta cultura hanno portato a un libero surrealismo, una concezione alla quale ha dato il nome di Apotismo (il manifesto fu pubblicato in Spagna, a Barcellona, nel 1963), spiegandolo in un'onirica basata sull'esperienza apotelesmatica, ovverosia un sogno cosciente esoterico e alchemico con cui il sognatore non si identifica.
Dal 1972 si trasferisce in Italia, a Milano dove realizza numerose mostre tra le quali, importante, quelle di Palazzo Reale, del Museo della Scienza e Tecnologia e del Museo Verdi di Crema.
Muore, sempre a Milano, nella primavera del 1994.

Scheda della mostra
Ente promotore: Provincia dell’Umbria dei Frati Minori Cappuccini
Curatore: Luca Temolo Dall’Igna
Dove: Sala Mostre dei Beni Culturali Cappuccini - Via San Francesco, 19 - ASSISI
Quando: 31 marzo – 3 giugno 2007 - da martedì a domenica 10.00-13.00/15.00-18.00
Ingresso libero

Per informazioni e prenotazioni visite guidate: 075/813668
oppure www.bccassisi.org – www.salvadoraulestia.org

(04-04-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 04-04-2007 alle :