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spettacolo

Il premio della critica come “come miglior spettacolo dell’anno 2006” in scena a Magione

S’intitola “La cena de le ceneri” ed è il primo dei sei dialoghi italiani che Bruno scrisse durante la sua permanenza in Inghilterra. Va in scena con la regia di Antonio Latella


Dopo aver ricevuto sia in Italia che all’estero ambiti riconoscimenti nonché il premio della critica come premio come miglior spettacolo dell’anno 2006, La cena de le ceneri da Giordano Bruno, prima di partire per una nuova tournèe viene riallestito al teatro Mengoni di Magione dove effettuerà una recita domenica 25 marzo, alle 21.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’ Umbria, è diretto da Antonio Latella, e vede la presenza di Danilo Nigrelli, Marco Foschi, Fabio Pasquini e Annibale Pavone.

La cena de le ceneri è il primo dei sei dialoghi italiani che Bruno scrisse durante la sua permanenza in Inghilterra, ed è essenzialmente il primo in cui vengono gettati i semi della sua proposta filosofica e della sua visione cosmologica. Una scienza in grado di soppiantare le teorie ad essa precedenti in nome di una visione delle cose del tutto rivoluzionaria, che si avvale comunque, per il suo fine, di elementi di altre dottrine come il neoplatonismo e soprattutto delle ricerche di Copernico, di cui Bruno peraltro tesse l’elogio nel primo dei cinque dialoghi in cui è strutturata l’opera. Si tratta quindi, in prima analisi, di un testo di filosofia, dove Teofilo, l’alter-ego di Bruno, spiega ai suoi interlocutori le ragioni della sua dottrina. Scopriamo allora l’accettazione della teoria copernicana per cui la Terra gira intorno al Sole, la tesi che ogni cosa ha una propria anima che la muove e l’affermazione, del tutto eversiva per il tempo, che l’Universo è infinito e che vi possono essere innumerevoli mondi. Ed è forse proprio qui lo scacco, il cortocircuito potenzialmente teatrale per cui al filosofo Bruno, osservatore dell’infinito, si sovrappone l’uomo Bruno, con la nota e drammatica finitezza. Cercare di coniugare questi due opposti può aprire allora una chiave di lettura utile a dissotterrare, dis-velare, aspetti del testo che evadono dal territorio apparentemente astratto della filosofia per condurre direttamente nel dominio della carne, delle pulsioni, degli umori. Fino a scoprire che ogni parola, in Bruno, non solo è intrisa, come è stato detto, della sua cosmologia, ma anche del suo corpo; e che anche quando questa appare ludica, divertita, sottende un’avventura della carne di cui non si può non tener conto, riportandoci di peso al titolo stesso dell’opera, alla sua ambiguità, al suo enigma. Perché, prima del discorso filosofico, qui si parla espressamente del travaglio di un uomo verso la conoscenza. Il tutto espresso in una lingua, l’italiano volgare, che avvolge nelle sue spire ogni personaggio e che si fa essa stessa drammaturgia.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222.

(23-03-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 23-03-2007 alle :