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Signori e signore, ecco a voi le “monichelle”

Presentazione ufficiale all’Università dei Sapori di Perugia per l’antica varietà di fagiolo… in via d’estinzione ed ora nuovamente coltivata grazie al lavoro del “Cedrav” e dell’Ateneo del capoluogo umbro


In principio erano 20 fagioli, segnalati a Visso e minacciati di estinzione. Messi a coltura, per iniziativa del “Cedrav” (il Centro per la Documentazione e la Ricerca Antropologica in Valnerina) e della Sezione Antropologica del Dipartimento “Uomo&Territorio” dell’Università di Perugia, nell’Azienda dei Fratelli Lanini a Ceseggi di Sellano, in Valnerina, oggi sono molti di più, commercializzati in eleganti confezioni, e si possono gustare in insalate, minestre e zuppe, magari in connubio con quello “zafferano di Cascia”, anch’esso recuperato per iniziativa del “Cedrav”. Sono i fagioli della varietà detta “Monichelle”, così chiamati per la loro buccia sottile colorata in bianco e nero, da ricordare la tonaca delle monache, che nei giorni scorsi sono stati presentati presso l’“Università dei Sapori” di Perugia, da Luciano Giacchè del “Cedrav” e Sandro Piermattei del Dipartimento “Uomo&Territorio”. Alla presentazione è seguita una degustazione del prodotto, cucinato in zuppa con lo zafferano di Cascia, che ha fatto apprezzare la peculiarità delle “monichelle”, la cui buccia esile le rende particolarmente facili e morbide alla cottura.
“Oggi – commenta Luciano Giacchèin agricoltura la qualità non basta più, ci vuole l’eccellenza. Occorre dunque salvare i prodotti che hanno fatto la storia e il tessuto della nostra antica tradizione, e dunque – ha aggiunto, sottolineando “la grande valenza anche culturale e antropologica di questo tipo di approccio” – le condizioni che li hanno resi possibili” .

“Siamo per una genetica agraria – afferma Sandro Piermattei del Dipartimento “Uomo&Territorio” – mirata alla conservazione delle varietà locali, testimonianza di una storia agraria prolungata nel tempo che va tutelata e valorizzata” .

Le “monichelle” vengono coltivate dall’azienda dei fratelli Lanini a Ceseggi di Sellano a circa 900 metri di quota, in un orto familiare di 200 metri quadrati. La produzione è di circa 50-60 kg l’anno.
Il ciclo vegetativo è molto lungo: la semina avviene a metà maggio, a luglio avviene la fioritura e si possono fare due raccolte. Dopo la prima raccolta del fagiolino, la pianta rifiorisce e si può portarla a seme con una seconda raccolta, che può protrarsi, in assenza di gelate precoci, fino a novembre.

(23-01-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 23-01-2007 alle :