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spettacolo

Il “Grogrè” di Marco Zannoni a Magione

È uno spettacolo tratto dal libro “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi, una storia raccontata e vissuta da un inteso Marco Zannoni, diretto da Angelo Savelli


Sabato 13 gennaio 2007, alle 21, al Teatro Mengoni di Magione va in scena un divertente e irresistibile spettacolo tratto dal libro “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi, GROGRÈ, una storia raccontata e vissuta da un inteso Marco Zannoni che, diretto da Angelo Savelli, dà vita e voce a una serie di spassosi personaggi.

Il grosgrain è un nastro di seta e cotone usato in sartoria. E in Toscana, e più precisamente alle porte di Firenze, il vocabolo francese grosgrain, diventa senza tanti complimenti, i’ grogrè.
E’ in una sartoria, o meglio, in un laboratorio di taglio e cucito che si svolge la nostra storia. Premiato Laboratorio di taglio e cucito per signora e signorina di Olga e Annelda Pennetti. Firenze inizio secolo, una vita diluita nel silenzio e nel frusciare di stoffe e rasi. Un voto "fatto al poero babbo" ha fatto delle due sorelle una coppia di vergini illibate e nubili ad oltranza. Unica presenza maschile nella sartoria Pennetti, è quella del merlo indiano Cecchino, motivo di gelosia e di rancori nella fragile esistenza delle due attempate Signorine. Dalla finestra del loro villino, la campagna che sale verso Fiesole, dalle gelosie delle sue persiane, occhiate mai distratte e timidi sguardi per l’avvenente "Verduraiolino" che dalla collina se ne scende con la sua carretta "pien di zucche e di fagioli". La stagione in cui andiamo a curiosare nel loro salottino, è la primavera, ovvero la "stagion de’ fiori", stagione prediletta dalla soavissima Olga. Per sua sorella Annelda, detta Neda, al contrario, non c’è stagione che non cambierebbe volentieri con la successiva o con la precedente... ma ciò che non cambierebbe per tutto l’oro del mondo sarà un regalo che il destino farà alle due sorelle un sabato sera di un Maggio del 1920: un giovane di bell’aspetto, attore di improbabile fama ma di indiscutibile fascino, che farà irruzione nella loro vita. Quello sarà per la prima volta…"Un uomo tutto intero in casa!" Quel giovane sarà il regalo tanto atteso ma così inatteso in una vita fatta di sospiri e di incrollabili certezze.

La prima idea di scrivere "Grogrè", è nata dal desiderio di pensare a uno spettacolo che usasse un lessico che va scomparendo e che addirittura in certi vocaboli ed in alcuni modi di dire non si trova più, dalla nostalgia della musicalità del "dire" toscano, dalla versatilità nell’uso dei vocaboli che se ne faceva a Firenze e dall’eleganza nell’adattare e nel fare propria la lingua italiana. La Firenze del novecento e le sue strade lastricate, i villini di periferia e l’Omnibus a cavalli la domenica per la gita alle Cascine. Attraverso i suoi modi di dire, il suo strascicato lessico ed il suo spirito, Firenze tramandava sé stessa a sé stessa. Si racconta che Augusto Novelli, autore di Acqua Cheta, andasse a "scuola" in Piazza S. Marco per ascoltare i discorsi dei fiaccherai e da loro attingere i vocaboli della lingua parlata per reinterpretare e reinventare nuovi modi di dire e di essere. Possiamo immaginare Olga e Annelda come cugine di terzo o quarto grado delle ben più blasonate e nobili Sorelle di Palazzeschi.

Lo spettacolo è così nato da una memoria di suoni e da una più attenta rilettura da quel capolavoro che è Sorelle Materassi. Forse con Grogrè ci sembrerà, per una sera, di passeggiare ancora per le strade lastricate in pietra, le strade di una Firenze e di tante altre città che non ci sono più, con le loro strade dai i muretti arrotondati, con i loro vicoli spettinati da fronde di glicine e di rose antiche.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n. 075/57542222.

(12-01-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 12-01-2007 alle :