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spettacolo

Silvio Orlando è Pasquale Lojacono

In scena a Terni il 9 ed il 10 gennaio 2007 una commedia di Eduardo De Filippo tra le più note ed apprezzate, “Questi fantasmi”, un vero dramma... carico di comicità


La Stagione di Prosa del Teatro Verdi di Terni prosegue martedì 9 e mercoledì 10 gennaio 2007 con una delle più popolari e amate commedie del teatro di Eduardo De Filippo, Questi fantasmi che vede oggi nei panni del protagonista Pasquale Lojacono, uno dei nostri attori più acclamati, Silvio Orlando, diretto da Armando Pugliese.

Questi Fantasmi! fu scritta nel 1946, Eduardo racconta con un piccolo aneddoto l’idea dell’opera:
«C’era un vecchio con la barba che veniva a casa quando ci trovavamo tra amici perché raccontava di essere uno specialista di sedute spiritiche. Per convincermi, mi diceva che spesso, tornando a casa sua, trovava un tipo che usciva e lo salutava. Diceva di essere un fantasma. Io gli chiesi: “Lei è Sposato? E sua moglie non dice nulla?” “Non se ne accorge”- mi rispose- “non lo vede”. Così nacquero Questi Fantasmi!» .
Lo spettacolo debuttò trionfalmente il 7 gennaio 1946 al teatro Eliseo di Roma, con Titina De Filippo. Nel 1954 Eduardo dirige il film omonimo (tratto dalla commedia) di cui sono sceneggiatori egli stesso, Mario Soldati, Giuseppe Marotta, con protagonista Renato Rascel.

La storia dai chiari risvolti comici è il dramma per la vicenda di un uomo incapace di affrontare la vita nella sua quotidianità, Pasquale Lojacono, un poveraccio che si fa convincere ad andare ad abitare gratuitamente in una casa di diciotto camere, solo per sfatare le voci secondo le quali ci sono dei fantasmi. Il vero obiettivo di Pasquale è, però, quello di realizzare una pensione con cui guadagnare di che vivere. Egli arriva convinto poiché non crede ai fantasmi ma dopo i primi racconti di Raffaele, il portiere dello stabile, comincia a ricredersi.
In realtà, l’unico fantasma è un “fantasma finto”: si tratta di Alfredo, l’amante di Maria (moglie di Pasquale), che, pur di vederla, si nasconde nell’armadio che i facchini stanno portando a casa e, approfittando della temporanea assenza di Pasquale, esce dall’armadio per parlare con Maria. Rientrato all’improvviso, Pasquale vede Alfredo e resta immobile convinto che sia un fantasma e non dice nulla per non spaventare la moglie. Tuttavia il “fantasma” si rivela una presenza benefica per la famiglia Lojacono perché assicura loro un discreto tenore di vita.
Ma un giorno la moglie e i figli dell’amante si presentano a casa di Pasquale che, atterrito, li scambia per fantasmi; Alfredo torna dalla sua famiglia e Pasquale, non trovando più i soldi, non può far fronte ai suoi creditori e si augura che il fantasma torni quanto prima aspettandolo di nascosto sul terrazzino di casa.
Alfredo torna per convincere Maria a scappare con lui, ma Pasquale, sempre nella convinzione che si tratti del fantasma che lui stava aspettando, si decide a parlargli e con un accorato discorso lo convince ad abbandonare il suo piano.

Il regista, nelle sue note di regia afferma: «.. Speriamo di far intuire che aldilà del gioco dei fantasmi, aldilà dello svilupparsi degli interessi o degli appetiti o delle necessità dei nostri personaggi maschili, anche se in forme diverse, l’autore fa risultare come vero dramma quello delle donne.
Quello di Maria, donna inquieta e sballottata tra opposti sentimenti, che quando finalmente intravede la salvezza, se la vede sfumare sotto il naso.
Quello di Carmela, sorella del portiere rimasta scema… dopo una sortita in terrazza, magari per uno scherzo di dubbio gusto del nostro dirimpettaio, il professor Santanna.
Quello di Armida, la moglie tradita, che si ritrova abbandonata dal marito a gestire in una campagna sperduta i due “muorbidi”, come essa stessa definisce i suoi due figli…e finanche quello della defunta moglie del portiere, che forse perse la vita proprio a causa degli amorosi schiaffoni che l’uomo si era abituato a somministrarle per ammansirla o per “farla parlare”.
Già, perché aldilà delle incredibili trovate comiche e delle paradossali situazioni grottesche, proprio di dramma stiamo parlando, con tutti i suoi risvolti amari, compreso quel “…è probabile…speriamo” che lo chiude, foriero di altri drammi a venire… »
.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222.

(08-01-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 08-01-2007 alle :