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cultura

Dieci anni di successi per il teatro Mengoni di Magione

Nato nell’800 per amore di una donna fu riaperto al pubblico nel 1996. Una serata speciale celebra così il decennale della riapertura del teatro magionese. E c’è anche un libro di Zampetti ed un concerto


Martedì 2 gennaio 2007, con inizio alle ore 21.00, grande serata per ricordare il decennale della riapertura del teatro Mengoni di Magione con la presentazione del libro “Il teatro di Magione” di Gianfranco Zampetti ed il concerto “Omaggio a George Gershwin” .

novembre 1996 - novembre 2006: sono trascorsi dieci anni dalla riapertura del Teatro Mengoni di Magione dopo l’ultimazione degli importanti lavori di restauro che hanno riportato ai suoi antichi splendori uno dei luoghi più amati dai cittadini di Magione.
Ma per conoscere la storia di questo luogo, che fu per oltre cento anni centro di vita culturale e sociale del paese, attingiamo al libro che Gianfranco Zampetti, fondatore della Compagnia Teatrale Magionese, ha dedicato al ‘suo’ teatro. ‘Il teatro di Magione’, della collana Teatri dell’Umbria, pubblicato nel 2000, ripercorre molto bene le tappe salienti della storia del Mengoni.
Circa ottanta pagine, arricchite da riproduzioni di documenti e foto storiche, che mostrano l’evoluzione, il decadimento, la ripresa di uno dei teatri più importanti, in termini di ‘vivacità artistica’, del Trasimeno. Hanno calcato quel palcoscenico le più importanti compagnie italiane e artisti di fama.

«Sono molte le notizie interessanti legate al teatro, a partire dalla sua nascita. - commenta al riguardo l’assessore alla cultura del comune Aldo Chiappini - Curiosando qua e là tra le pagine del prezioso volumetto di Zampetti, apprendiamo che il Teatro Mengoni si chiamò così fin dalle sue origini, siamo alla fine dell’Ottocento, e fu fortemente voluto da una singolare Società anonima che presentò ufficialmente domanda alla Giunta comunale nell’aprile del 1870 . Fu progettato e costruito dall’omonimo architetto (Giuseppe Mengoni), molto importante all’epoca e, narrano i racconti popolari, arrivato a Magione grazie ad una storia d’amore intrecciata con una signora del luogo. Fu così che il Teatro prese forma. Venne inaugurato la sera del 21 ottobre 1871 con uno spettacolo della Filodrammatica Perugina della Minerva. In quell’occasione debuttò ufficialmente anche l’esordiente Concerto comunale».

Del teatro di Magione, così come era all’origine, non si hanno però immagini ufficiali, solo un disegno di Adriano Faina.
Fu realizzato tutto in legno e questo fece sì che già nel 1875 il teatro necessitasse di interventi urgenti di manutenzione e restauro tanto che la Società anonima, proprietaria del Teatro, avanzò al Comune di Magione una proposta di vendita dell’immobile. Proposta inizialmente rigettata. Nel 1876 la stessa Società propose al Comune la cessione gratuita del Mengoni e l’amministrazione finalmente accettò.

L’atto di cessione venne redatto nel 1877.«Fin dai primi anni il Teatro visse periodi di grande vitalità: rappresentazioni teatrali, veglioni, ma anche adunanze cittadine... un vero successo insomma. - prosegue l’assessore - L’inizio del novecento segna l’arrivo del cinema. E anche a Magione, come in molti altri teatri italiani, viene fatta richiesta di adibire il teatro a sala cinematografica. Richiesta però rifiutata. Il teatro deve rimanere teatro. Ma sono questi gli anni della trasformazione definitiva del Mengoni».

La sua struttura interna, realizzata con materiali facilmente deteriorabili, rende l’uso del teatro sempre più precario e difficoltoso. Fra tentativi di chiusura, richieste di proroga, interventi urgenti ma sommari, si arriva agli anni Trenta. Risale al 1933 la decisione della Commissione Provinciale per i locali di pubblico spettacolo che spinse l’amministrazione a demolire l’interno della sala riducendo il teatro ad un grande stanzone vuoto - come scrive Zampetti -. Per un certo periodo il Mengoni rimase chiuso, ma già nel 1935 il Comune decise di ricostruirlo affidando il progetto al geometra comunale Caiello. Del suo progetto originario venne però realizzata solo una parte.

Seguirono gli anni della guerra, e del dopoguerra, durante i quali il teatro fu sempre molto vitale. Venne redatto un altro progetto, a cura della studio tecnico Fantasia-Latocca di Milano, per trasformare il Mengoni in sala cinematografica e teatrale, ma il progetto non fu mai realizzato.
La concessione di questo luogo per gli scopi più svariati causò ulteriori danni ad una struttura tanto fragile, fino a costringere l’amministrazione a chiuderlo per motivi di pubblica sicurezza nel 1978.

La gente però amava troppo il suo teatro, tanto che il decreto di chiusura venne più volte cancellato e riproposto. E’ in questi anni che nasce, su iniziativa di Gianfranco Zampetti, la ‘Compagnia Teatrale Magionese’ che da lì agli anni seguenti svolgerà un ruolo importante e determinante nella vita teatrale cittadina.
Nel 1980 il sindaco Alfiero Bastreghi affida all’architetto Giuliano Carrozza l’incarico di redigere un progetto di ristrutturazione e recupero del teatro. L’architetto magionese elabora un primo progetto, del costo di 1 miliardo e mezzo di lire che prevedeva il raddoppio della struttura esistente, da finanziare con i fondi Fio (Fondo investimento occupazione).
L’ispezione tecnica bocciò però il finanziamento, finalizzato al recupero di teatri storici, ma il Mengoni, dopo lo ‘svuotamento’ non rientrava più questa tipologia. I bilanci comunali non permettevano di realizzare il bel progetto che venne quindi accantonato.

Arriviamo al 1990, quando la Regione Umbria decide di acquistare l’immobile dal Comune per la simbolica cifra di un milione accompagnata dall’impegno da parte della Regione di ristrutturare l’immobile e destinarlo all’uso per il quale era stato costruito. La gestione rimaneva in mano al Comune.

Il progetto dell’architetto Carrozza venne presentato alle autorità e alla popolazione, i lavori iniziarono nel 1992 e terminarono nel 1995. Il rinnovato Mengoni venne finalmente inaugurato il 6 novembre 1996, alla presenza delle principali autorità locali, con lo spettacolo ‘Stanca di guerra’ di e con Lella Costa per la compagnia Irma di Milano.
«Dieci anni fa venne quindi riconsegnata a Magione una struttura moderna e funzionale, in grado di accogliere 238 spettatori ed ospitare le principali compagnie teatrali italiane e locali con spettacoli rivolti a grandi e piccini. Da allora fino ad oggi il Teatro è stato affidato al Comune che lo gestisce con successo grazie alla collaborazione della Compagnia Teatrale Magionese» - conclude l’Assessore.

(02-01-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 02-01-2007 alle :