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spettacolo

Torna Celestini con La pecora nera

A grande richiesta il Teatro Stabile dell’Umbria ripropone lo spettacolo che nasce da un lavoro di ricerca che Celestini ha iniziato nel 2002 nei manicomi italiani. Venerdì 15 a Panicale e sabato 16 a Magione


Dopo lo straordinario successo ottenuto nella scorsa stagione torna in Umbria, a grande richiesta, la produzione del Teatro Stabile dell’Umbria La pecora nera di e con Ascanio Celestini, giovane e affermato talento della scena italiana.

Lo spettacolo va in scena al Teatro Caporali di Panicale venerdì 15 dicembre e sabato 16 dicembre al Mengoni di Magione.

Lo spettacolo nasce da un lavoro di ricerca che Celestini ha iniziato nel 2002 raccogliendo in diverse città italiane racconti e testimonianze sulla vita del manicomio: la vita dell’istituzione manicomiale prima e dopo la riforma e la vita di coloro che vi lavoravano dentro e di esso vivevano.
Durante gli anni Settanta, nel territorio della città di Perugia, la Riforma della Psichiatria ha vissuto precocemente quella stagione rivoluzionaria e sperimentale sfociata nella Legge 180 del 1978, nota come “La Legge Basaglia”.
Nella primavera del 2003, la collaborazione dello Stabile umbro con Ascanio Celestini è partita proprio da questo e la sua ricerca sul campo, i suoi primi incontri con i testimoni della vita manicomiale, prima e dopo la Riforma, sono avvenuti proprio a Perugia.

Da allora Celestini ha proseguito il suo lavoro in molte altre città italiane, visitando i luoghi degli ex manicomi e raccogliendo memorie ed esperienze.
“Per tre anni ho registrato storie di manicomi, – racconta Celestini - l’ho fatto a Perugia, Roma, Parma, Reggio Emilia, Udine, Bologna, Venezia e Imola. Ho incontrato soprattutto gli infermieri perché mi è sembrato che potessero raccontare le storie più concrete. E poi dovevo fare una scelta, quando facciamo una ricerca non si può cercare ovunque. Pensavo di raccontare una storia sulla fine dell’era manicomiale, ma ho fatto due errori. Per prima cosa ho confuso le storie delle singole persone con la storia dell’istituzione. Tre anni di interviste insieme alla regista Daria Menozzi mi hanno permesso di avvicinarmi alle storie orali più che alla storia ufficiale.
E poi ho pensato che il manicomio fosse finito con la destrutturazione degli ospedali psichiatrici. Ma a parte il fatto che oggi ci sono ancora gli ospedali psichiatrici giudiziari, le cliniche private e è praticato l’elettroshock... oggi viviamo con l’idea che ci sia un modello di riferimento. Un modello di benessere fisico, psicologico, economico. Viviamo costantemente quella che gli psichiatri chiamavano cura morale secondo la quale l’ordine del manicomio rimette a posto il disordine del cervello malato. Noi viviamo con l’incubo del disordine. A partire dal viso disordinato dalle rughe che lo invecchiano fino al disordine delle lingue e delle culture, fino alla paura del terrorismo.
Così ho pensato che i personaggi di questa storia dovessero raccontare il manicomio attraverso l’esperienza del presente. Non il manicomio come soggetto del passato, né come metafora, ma come meccanismo istituzionale che è ancora in moto. La Pecora Nera inizia così
.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n. 075/57542222.

(14-12-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 14-12-2006 alle :