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cultura

“L’attentato di Canzio” di Luciano Costantini

Giovedì 14 dicembre, incontro con l’autore al caffè letterario della biblioteca comunale di Terni


Viene presentato giovedì 14 dicembre al caffè letterario bct, il volume “L’attentato di Canzio” ( edizioni Crace), prima fatica narrativa dell’onorevole Luciano Costantini ex sindaco di Narni e già Presidente della Provincia di Terni.
All’incontro con l’autore intervengono il Sindaco di Terni Paolo Raffaelli, l’assessore alla cultura del Comune di Terni Sonia Berrettini e Roberto Stopponi, docente di storia e filosofia.

Un libro su alcuni dei personaggi che hanno animato Narni a cavallo tra gli anni sessanta ed i settanta. Nel suo libro Costantini racconta le “gesta” di Canzio, Marcello, Coriolano e del “Barone”, tutti personaggi che fino alle soglie degli anni ottanta era possibile incontrare nelle vie e nelle piazze della città. Un bisogno di memoria che si è tradotto in un racconto dove personaggi, vicende e luoghi, pur mantenendo una riconoscibilità intrecciata ad una acuta carica evocativa, si trasfigurano assumendo peculiari caratteri fantastici che prendono ad agire autonomamente, lasciando allora i segni più forti nell’animo del lettore.

Le cifre del racconto sono tante e si intrecciano: il linguaggio, i personaggi, la trama e le grandi quinte del racconto che descrivono la Narni del dopoguerra, così nitidamente scolpita nella sua fisionomia e nel suo stile.

L’anarchismo irridente di Canzio, ben conosciuto anche a Terni, con quel suo scassato furgone pieno di oggetti, la sua loquacità, la sua umanità profondissima, mite ed arrogante insieme, non esprime solo la poderosa forza del contestatore ma rivela anche tratti umanissimi.

“Il caso dell’opera di Costantini – scrive Roberto Stopponi, docente di storia e filosofia – pur potendo per certi aspetti esteriori essere incluso nel genere picaresco e della novella d’avventura, se ne distacca per più ragioni: se è vero che i personaggi che vi operano sono tutti riconoscibili a chi ha avuto esperienza della vita cittadina, questi tendono poi nel corso della narrazione ad assumere una grandezza, una corposità epica, quasi icone di una dimensione altra; la beffa, la canzonatura non si limitano a definire le gesta di questi, vi si avverte un’attenzione ed un’intenzione che vanno al di là della pura divertita rappresentazione. Ed allora non esito ad affermare che questi “buffi” di Narni, questi protagonisti di gesta fuori dal comune, assurgono ad un valore che per merito dell’autore ha assunto una consistenza storica, una consistenza politica, nel senso alto del termine”.

(14-12-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 14-12-2006 alle :