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ambiente

Un grande carnivoro nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini

È l'orso bruno, immortalato grazie all’ausilio di trappole fotografiche. Gli zoologi hanno reperito campioni di pelo ed ora si attende da Teramo l’esame del Dna


L’Ente Parco dei Monti Sibillini ha effettuato nel corso dell’anno delle indagini ed un’attenta attività di monitoraggio alla ricerca di informazioni e di conferme riguardanti la presenza di un esemplare di orso bruno.
L’animale era stato avvistato nel Parco Nazionale osservate dagli allevatori di Visso, allertati alla vista di alcune impronte; così, nel mese di settembre, gli zoologi Paolo Forconi e Massimo Dell'Orso, dello Studio Faunistico Chiros, che collaborano con il Parco anche in altri progetti faunistici, avevano confermato: l’orso bruno c’era davvero.
Dal monitoraggio dell'area in questione, nell’arco di quaranta giorni, gli zoologi sono riusciti a reperire un discreto campione di escrementi e di pelo; inoltre, avvalendosi di strumenti quali le trappole fotografiche, è stato possibile anche avere un reportage di dodici scatti, i primi direttamente dall'Appennino Umbro Marchigiano.
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo ha attualmente sotto mano i campioni di pelo che serviranno a mappare il Dna e quindi anche a sapere l’orso è maschio o femmina, ma anche se è un esemplare immatricolato nella Programma nazionale per la tutela dell'Orso.
Circa la provenienza dell’animale, l’ipotesi più plausibile ed accreditata è quella che arrivi dall'area abruzzese-molisana-laziale: in pratica potrebbe essere passato attraverso i monti della Laga e i monti Reatini, poi da qui ai Sibillini.

I Parchi d’altronde lavorano assiduamente, monitorando la qualità ambientale, e ambiscono alla creazione di una popolazione umbro-marchigiana, ma purtroppo in questo corridoio naturale che unisce i Parchi Nazionali appenninici è difficile impedire un’osmosi degli orsi. L’area poi della Valle del Tronto che fa da liason tra Sibillini e Laga, è pressoché incontrollabile perchè davvero troppo impervia.
Le amministrazioni provinciali e quella regionale dal canto loro, cercano di cooperare per tutelare questa specie ad altro rischio di estinzione, l’orso infatti è particolarmente protetto sia dalla normativa nazionale che comunitaria, insieme al lupo, solo che l'Ente Parco afferma che il ritorno dell'orso sui Monti Sibillini “risulta accertato da oltre dieci anni, anche se con bassa densità di individui e senza prove di avvenuta riproduzione” (si era estinto tra il ‘700 e l’‘800), mentre il lupo non è mai scomparso dal medesimo territorio.
Da quando agli inizi degli anni '90, sul versante marchigiano del Monte Vettore l’orso ha fatto di nuovo capolino, il Parco si è attivato dando vita ad un programma di collaborazione con l'Università degli Studi di Perugia. Grazie all’aiuto del Corpo Forestale è iniziato il monitoraggio sistematico di alcune specie faunistiche, orso incluso.
Per questo oggi si può affermare con certezza che tra il 1992 e il 2003 l’orso è presente nell'area protetta, maggiormente nella zona sud.

(03-11-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 03-11-2006 alle :