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cultura

La Fondazione della Cassa di Risparmio di Spoleto a fianco del Teatro “Belli”

Nell’intervista al Presidente della Fondazione, Dario Pompili, si legge: “Saremo sempre al fianco del Teatro Lirico Sperimentale”. E così è stato, nel momento in cui la finanziaria del governo Berlusconi ha messo in ginocchio la cultura e lo spett


Tra i sostenitori più attenti delle innumerevoli attività del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, sicuramente si può annoverare la Fondazione della Cassa di Risparmio di Spoleto, che da molti anni ormai affianca concretamente, finanziando in parte i progetti promossi e realizzati dall’Istituzione spoletina.
In un momento in cui la manovra finanziaria dell’ultimo governo ha messo in ginocchio la cultura e lo spettacolo in Italia, penalizzando fortemente soprattutto le realtà più piccole, ma non per questo meno valide, sono entrate a far parte attivamente del partenariato enti che, come afferma Dario Pompili, Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Spoleto “si pongono come organismi intermedi tra Stato e privato”.

Abbiamo incontrato il Dottor Pompili, che con grande entusiasmo ci ha parlato del rapporto con il Teatro Lirico, chiarendo, inoltre, quali sono le funzioni precipue di una Fondazione come quella che presiede.
“Desidero innanzitutto precisare che la Fondazione della Cassa di Risparmio non ha assolutamente fini di lucro, che ha e vuole avere l’unico scopo di promuovere ed essere attiva a 360 gradi nel tessuto sociale in cui opera; vuole affermare e far parte di quel processo democratico che vede affiancati il pubblico e il privato. Non ci sono interessi di alcun tipo, tanto è vero che le Fondazioni sono sottoposte a controlli del Ministero del Tesoro. Oltre alla cultura, settore che mi sta particolarmente a cuore, la Fondazione è impegnata anche in ambiti come lo sviluppo socio-economico dell’Umbria, nella Sanità (di recente è stato acquista un mammografo digitale, di ultimissima generazione, per garantire la diagnosi precoce dei tumori, n.d.r.), dell’Educazione, Istruzione e Formazione, nel Volontariato, nella Ricerca scientifica e tecnologica”.

Dottor Pompili, come nasce il felice connubio tra Fondazione e Teatro Sperimentale?
“Il Teatro Lirico è una realtà che non si può ignorare. La sua azione sia sul territorio locale che nazionale e da qualche tempo anche internazionale è talmente evidente e di tale portata, che va assolutamente sostenuto. Lo Sperimentale ha portato l’Umbria nel mondo, da esso sono partiti i progetti più innovativi e qualificati, gli artisti oggi divenuti protagonisti della scena mondiale, continua a creare e realizzare programmazioni che pur mantenendo quell’aurea di tradizione, si pongono come elementi di rottura, di innovazione nell’ambito artistico. E l’arte ha il dovere di andare sempre avanti, di anticipare ed evitare tutti quei linguaggi che possono scadere in facili mode intellettuali”.

In tal senso si giustifica il fatto che la Fondazione ha deciso di contribuire al finanziamento di progetti per così dire meno comodi e demagogici
“Assolutamente sì. Abbiamo deciso, a esempio, di partecipare al finanziamento di Orpheus, il Concorso per Opere di Teatro da Camera proprio in quest’ottica, nell’ottica della sperimentazione, perché ci sembra doveroso essere in linea con i percorsi programmatici dello Sperimentale. Sappiamo perfettamente che in Italia la musica contemporanea soffre di scarsa considerazione, perché è difficile per gli enti “rischiare” con il nuovo, con lo sconosciuto. Invece il Teatro Lirico è sempre impegnato in prima linea in tutti quei progetti in cui il fattore di rischio è alto, dove è impossibile prestare il fianco al botteghino, ma solo con queste operazioni la cultura può andare avanti, può produrre idee in un momento in cui, non ce lo nascondiamo, stiamo subendo una stasi assai pericolosa. Non solo non ci sono più idee, ma è sempre più difficile la circuitazione di espressioni artistiche innovative”.

Anche il progetto Europeo L’Arte della Fuga di Bach-Berio ha visto la partecipazione della sua Fondazione
“Per noi è stato e rimane un fiore all’occhiello. L’arte della Fuga, oltre ad aver coinvolto tra gli altri personaggi del calibro di Luciano Berio, è stato un progetto dalla valenza culturale e scientifica di enorme importanza a livello mondiale, perché ha contribuito in maniera determinante alla riscoperta in Italia e all’estero del repertorio bachiano, gettando un ponte di collegamento tra la musica del XVII secolo e il repertorio contemporaneo. Un’idea non solo geniale, ma che conferma la volontà dello Sperimentale di guardare sempre oltre, di spingere sempre più lontano gli orizzonti della cultura imperante”.

Quali sono i progetti futuri di collaborazione con il Teatro Lirico?
“Al momento è difficile programmare interventi su basi pluriennali. Ma una cosa è certa. La Fondazione sarà sempre al fianco dello Sperimentale. Il nostro intervento non vuole assolutamente risolversi in episodi sporadici di sostegno, ma creare e stabilizzare un processo di continuità storica, quella storicità che insieme al Teatro Lirico è diventato comune manifesto programmatico”.

In occasione delle Celebrazioni dei Sessant’anni del Teatro Lirico Sperimentale dell’8 settembre u.s. l’Istituzione umbra, in segno di profonda gratitudine per il sostegno che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Spoleto offre al Lirico, ha donato al Dottor Dario Pompili una pergamena su cui era apposto un francobollo d’argento.

(26-09-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 26-09-2006 alle :