inUmbria on line nelCentro on line inItalia on line in Europa on line nel Mondo on line nellUniverso on line
 
 
| Home | sul sipario | libri da vedere | links | contatti |
 

cultura

Teatro Lirico Sperimentale, oltre la sperimentazione

Spoleto si conferma terra adottiva e d’elezione per artisti stranieri in erba. È il caso, ad esempio di Plamen Kumpikov, un giovane cantante bulgaro (ecco un’intervista)


Il Teatro Sperimentale di Spoleto, come è noto apre le sue porte non solo ad artisti italiani, ma anche a cantanti provenienti da tutte le aree internazionale. Giovani che vivono una esperienza unica, che vengono accolti, come sempre, dal grande calore dell’ente spoletino, che vengono aiutati concretamente a intraprendere la carriera artistica.
Come il caso di Plamen Kumpikov, giovane artista bulgaro, già applaudito lo scorso anno nella pucciniana Boheme e nella Lucia di Lammermoor che quest’anno verrà ripresa nella corrente Stagione Lirica (l’opera sarà anche in decentramento regionale) e che rivedrà impegnato Kumpikov nel ruolo di Raimondo.
Quest’anno l’artista bulgaro, dalle eccezionali doti artistiche vestirà anche i panni di Basilio ne Il Barbiere di Siviglia per la regia di Giorgio Pressburger.

Plamen Kumpikov, quando ha scoperto la vocazione al canto?
Ho cominciato a cantare a 23 anni, consigliato da un amico, dopo poco sono entrato a far parte di un coro e nel frattempo seguivo un corso di canto. Da una decina d’anni studio con il Maestro Asen Selimski, importante docente bulgaro.

Come è arrivato in Italia al Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto?
Ho vinto una borsa di studio con Raina Kabaivanska durante un corso di perfezionamento presso la Nuova Università in Bulgaria; poi ha fatto un’audizione con il Maestro Zurletti qui a Spoleto e quindi attraverso una convenzione tra lo Sperimentale e la Nuova Università, ho potuto frequentare il corso di avviamento al debutto ed i masterclasses di Renato Bruson e Raina Kabaivanska, con cui spero di aver altre occasioni per potermi perfezionare.

Quindi la trovo entusiasta della vita musicale spoletina…
Qui sto benissimo, è una città con tanta storia e solo qui allo Sperimentale ho potuto lavorare con grandi professionisti, direttori, registi, docenti; lo scorso anno ho preso parte alle splendide produzioni di Bohème e Lucia di Lammermoor, lavorando sotto la direzione di Marcello Panni, Giovanni Scandella, Gabbris Ferrari che mi hanno arricchito umanamente e professionalmente.

Avendo preso parte al corso di avviamento al debutto per giovani cantanti lirici nel 2005, cosa ne pensa della formazione che offre lo Sperimentale?
Studiare allo Sperimentale è un’esperienza unica, mi è piaciuto molto, sono venuti durante il corso numerosi docenti per perfezionare la figura del cantante lirico sotto ogni aspetto. Ho potuto avvalermi dei pianisti del corso per maestri collaboratori, nel periodo in cui questi ultimi stavano studiando con il Maestro Boemi e, insieme a loro, ho approfondito l’intero repertorio di arie che avevo portato con me a Spoleto. Qui si vive un’esperienza unica che altrove non si ritrova in modo così completo. L’unica difficoltà che mi trovo ad avere è il dover cantare in una lingua straniera ricercando la vera pronuncia delle parole.

In Bulgaria qual è la situazione didattica musicale per il canto lirico?
In Bulgaria pur avendo una lunga tradizione che ha visto grandi voci, non esistono accademie come invece qui, e nemmeno corsi di perfezionamento continuativi durante il corso dell’anno, o che sfocino in una produzione, non si trovano centri di formazione in cui lo studio e quindi l’insegnamento siano attuati da persone così competenti come invece accade qui.

Insomma lo Sperimentale continua a guardare oltre, oltre quella sperimentazione che ormai è diventato termine desueto, datato storicamente, in quanto, si sa benissimo che la vera sperimentazione si fonda sul “prevenire”, che l’arte si misura anche con il metro della qualità, del rischio, del nuovo e dello sconosciuto.
Sicuramente lo Sperimentale non riesce ad accontentare tutti, ma al suo interno ha superato da molti anni la cosiddetta fase sperimentale. Nel panorama italiano ed estero, sia a livello di pubblico che di stampa nazionale e internazionale si afferma come una delle realtà che hanno stilato una precisa e ben definita corrente produttiva cui tutti guardano a esempio, un manifesto programmatico che pone lo sguardo oltre, sempre più lontano. E non è un caso che grazie alla sua opera di sprovincializzazione lo Sperimentale sia diventata meta ambìta e prestigiosa per quegli stessi paesi che lo accolgono. I più importanti teatri, organizzazioni culturali internazionali chiedono allo Sperimentale di essere ospitate nell’ambito propria programmazione.
Lo Sperimentale appartiene e vuole appartenere a Spoleto, ma la città spettacolo che ha creato nel corso dei lunghi anni, vuole ed è villaggio globale, vuole e parla con il linguaggio che conia sempre nuovi termini, sempre innovate espressioni artistiche. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti e lo saranno ancor più, tra breve, quando un personaggio di così alta statura, come Pressburger ( e nel recente passato Luca Ronconi, Giancarlo Cobelli, Henning Brockhaus, Peter Wyrsch, Debis Krief) presenterà uno spettacolo anche multimediale, dove le più innovate tecniche espressive e artistiche sapranno fare una straordinaria incursione in una opera “tradizionale” come Il Barbiere di Siviglia.
Insomma, visti i risultati, non si può altro che affermare che il messaggio è giunto orami da decenni dritto al cuore della cultura italiana e di quelle più lontane, che hanno prontamente inglobato e assimilato nella propria cultura il vessillo artistico del Teatro Sperimentale Lirico di Spoleto.

(31-08-2006)




[torna ai risultati]
 


Periodo dal

al

Argomento

Parola chiave:


torna ai risultati
 


Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 31-08-2006 alle :