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cultura

Il Sacro Convento di Assisi ospita Redivo

Il maestro Gualtiero Redivo è noto per la sua pittura “materica”, fatta di oggetti dimessi che si animano nell’arte a cui egli stesso dà forma. La Basilica di Assisi apre i battenti all’arte contemporanea


Ad Assisi, presso la basilica di San Francesco, dal 7 luglio è stata inaugurata la mostra di Gualtiero Redivo dal titolo "Contaminazioni".
Redivo è sempre stato impegnato nella cosiddetta pittura “materia”, quella cioè che ricorre all’utilizzo di materiale di seconda mano: stoffe, corde, nastri adesivi. Il maestro ha già esposto in personali e collettive in numerose gallerie e sedi istituzionali, a Roma e fuori. Certo la sua arte non è di immediata lettura, ma s’impone per le soluzioni acute e le intuizioni inaspettate ottenute elaborando i materiali dismessi.

Il Sacro Convento di Assisi ha deciso di aprire le proprie porte a quest'arte contemporanea, porte che già si pongono come uno scrigno, un “Prezioso contenitore” di capolavori del passato custoditi con tenacia non gelosa, ma anzi generosa in favore delle generazioni future. D’altronde “il messaggio evangelico, si legge nel catalogo, ha sempre trovato nell'arte, fin dagli albori della comunità cristiana un formidabile tramite per manifestarsi agli uomini, capaci di riconoscervi il bello divino. Il mistero dell'arte non può però essere sempre ripetuto in un manierismo di forme; esso ha bisogno di novità d'espressioni, individuando i segni dei tempi”.

Questa della mostra appare dunque il dirottamento di opere, non confessionali, dalla loro funzione abituale a quella della loro esibizione in un Contesto Sacro, per poter così misurare le “onde di senso” che scaturiscono da questa operazione di interdizione contaminata e arricchita dalle parole che il Santo recitava "poste a commento": profana materia trasformata in preghiera laica.

Non bisogna pertanto stupirsi se l'arte si combina al sacro e riaccende così le coscienze aprendole ai valori e diradando l'oscurità dell'individualismo e dell'indifferenza.
Il linguaggio della pittura è universale, è un linguaggio simbolico particolare che scaturisce suggestioni non esclusivamente di matrice razionale, frutto cioè dalla mera osservazione, ma anche dalla facoltà dell'anima che fa da intermediazione tra la percezione derivante dal mondo sensibile e quella proveniente dal mondo spirituale e inintelligibile.

La mostra resterà aperta fino alla fine di luglio, ma potrebbe essere prorogata sino a settembre.

(13-07-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 13-07-2006 alle :