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politica

L‘istruzione vale O.R.O.

Si chiama così Progetto della Provincia di Perugia in linea con le più recenti indicazioni della Comunità Europea: “Orientamento, Recupero, Occupazione”. L’indagine su 1500 giovani umbri svela la crisi di motivazioni e il bisogno primario di orie


La maggior parte degli allievi degli istituti superiori umbri non percepisce la dimensione europea come opportunità di crescita personale e professionale; per quanto attiene ad un progetto di sviluppo professionale, gli sguardi si concentrano soprattutto sul conteso locale ed emerge una visione più idilliaca che concreta del mondo del lavoro; inoltre, è diffusa tra i gruppi degli allievi delle classi più vicine all’uscita dal percorso scolastico, la convinzione che il conseguimento del diploma possa aprire le porte ad un’occupazione “sicura” presso l’Ente Pubblico, mentre le aspirazioni convergono al posto fisso senza che vengano considerati i fattori, oggi più che mai diffusi, della precarietà e della flessibilità.

Il progetto O.R.O.
E’ questo il quadro abbastanza preoccupante emerso da un’indagine condotta negli ultimi due anni scolastici presso alcuni istituti superiori della provincia di Perugia, finalizzato a individuare interventi di prevenzione alla dispersione scolastica.
Un progetto che vale oro, si potrebbe dire riprendendone la sigla (O.R.O., ovvero Orientamento, Recupero, Occupazione), dal momento che l’associazione temporanea d’impresa (ATI) formata da SFCU – Sistemi Formativi Confindustria Umbria, la cooperativa sociale Frontiera Lavoro di Perugia e l’Ial Cisl Umbria ha saputo ben interpretare da una parte le esigenze dei giovani e dall’altra le finalità della Provincia di Perugia che ha finanziato l’iniziativa.

La scuola secondo l’assessore Granocchia
L’Assessore provinciale alle politiche del lavoro e alla pubblica istruzione, Giuliano Granocchia, ha tuttavia sottolineato come “nel territorio provinciale perugino non ci sia una vera e propria emergenza in materia di dispersione scolastica facendo risultare una delle percentuali più basse rispetto ai dati nazionali. Tuttavia cominciano ad emergere alcune criticità, come per esempio la visione distorta che si ha rispetto all’integrazione con l’accresciuta presenza di extracomunitari anche nelle scuole, di fronte alle quali è necessario orientare sempre di più i giovani. Per questo la Provincia di Perugia intende riconfermare l’impegno a destinare ampie risorse su questi temi”.

Studenti senza bussola
Il tratto comune, trasversale per età e per ambito territoriale, che caratterizza tutti gli studenti incontrati (presente una delegazione delle scuole perugine coinvolte), è la mancanza di motivazioni, attraversata anche da una profonda sfiducia in se stessi, nelle proprie potenzialità e dalla mancanza di vissuti di esperienze responsabilizzanti.
Dalle circa 1500 testimonianze raccolte tra i ragazzi in vari comprensori (Media Valle del Tevere, Assisiate, Perugino, Lago Trasimeno, Valnerina, Foligno), attraverso una capillare articolazione di interventi, si individua una forte crisi di motivazioni già al momento della scelta scolastica (influenzata spesso da pressioni familiari, amicizie, comodità), ma anche nella presa di coscienza dei potenziali sbocchi lavorativi.
Problemi emergono di fronte all’incapacità di analisi della propria realtà, all’attitudine al contesto locale, alla scarsa cooperazione tra scuole e famiglie, alla non abitudine a responsabilizzarsi nei vari contesti formativi, alla scarsa conoscenza del mondo del lavoro e delle lingue straniere.
Ecco allora che subentra lo strumento dell’orientamento, fondamentale anche alla luce dei dati finali del progetto, inteso come sostegno alla motivazione nello studio e come stimolo culturale però estraneo alla scuola.

Il valore dell’orientamento
La strategia diventa dunque quella di tutorare i curricula degli studenti, non obbligarli a scelte premature sugli studi da compiere, offrire loro occasioni per sperimentarsi come protagonisti in contesti collettivi, associare esperienze di cittadinanza attiva a percorsi di orientamento, far loro conoscere la realtà cui vanno incontro, trasferendo fiducia nella possibilità di cambiare.
In questo senso l’attività di orientamento diventa strategica per favorire e contenere non solo gli insuccessi scolastici, ma anche per incoraggiare processi decisionali, scelte consapevoli e ponderate che incideranno su tutta la vita scolastica e professionale degli studenti.
La Provincia di Perugia ha ben compreso l’importanza di tale attività, investendo risorse, know how e professionalità per rafforzare l’offerta di servizi volti alla prevenzione della dispersione scolastica e dell’abbandono, in linea con le più recenti indicazioni della Comunità Europea su tale fronte.
Il “Progetto O.R.O.” è un esempio di come strumenti e servizi innovativi, che utilizzano anche le nuove tecnologie, adattate e personalizzate ai bisogni specifici dei singoli studenti, possa intervenire in maniera efficace.

(05-06-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 05-06-2006 alle :