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cultura

Dario Mellone a Spoleto

Fino al 12 giugno si potrà visitare la prima grande antologica dell’artista, organizzata in sei anni, da quando cioè nel 2000 egli scomparve. In esposizione cinquanta opere del noto disegnatore del "Corriere della Sera"


Nel settecentesco Palazzo Collicola di Spoleto, nella Galleria Civica d'Arte Moderna, fino al 12 giugno è aperta al pubblico la mostra di Dario Mellone. in esposizione più di cinquanta opere, in un itinerario che ripercorre la storia del disegnatore ed illustratore del "Corriere della Sera".
Il percorso espositivo coprirà un arco temporale che va dal 1965, fino agli anni ‘90, testimoniando le varie fasi dell'iter creativo di Mellone, dalle Figure nello spazio alle ultime, intensissime Teste.
La rassegna attraversa poi la stagione delle Città, dall’aspetto fantascientifico, e approda alle Teste polimateriche, agli originali Uomini-prigione e alle variazioni sul tema della testa che raccontano con grande ricchezza pittorica la complessità della condizione umana nell’epoca del dominio tecnico.

La mostra è curata da Martina Corgnati ed è la prima allestita dopo la morte di Mellone, nel 2000, anche se un'anteprima in forma ridotta si è tenuta a Milano, nel Palazzo delle Stelline, dal 16 febbraio all'11 marzo scorso.

Chi è Dario Mellone
Nato a Bologna nel 1929 e trasferitosi presto a Milano al seguito dei genitori, impara la pittura da autodidatta e frequentando i corsi serali all’Accademia di Brera.
Nel 1950, a Milano, avviene il decisivo incontro con Dino Buzzati, che lo vuole subito come disegnatore per la Domenica del Corriere. L’attività di disegnatore, svolta da Mellone con una straordinaria capacità di rendere le variegate forme della realtà cittadina, segue in maniera contigua quella di pittore, in un reciproco scambio che conduce a notevoli risultati.
Mellone ha coltivato la passione per la pittura con un'autonomia linguistica e una spiccata riservatezza caratteriale, interrotta soltanto da qualche episodio espositivo, come le personali alla Galleria Braidense nel 1978 e nel 1987, al Museo di Milano nel 1980 e alla Compagnia del Disegno di Milano nel 1995.
Ferruccio De Bortoli, direttore al Corriere della Sera, ha detto d lui "credo che Dario Mellone avesse commesso il peggiore dei peccati per un artista: quello di anticipare troppo i tempi".
Se il suo linguaggio all’inizio dava forma ad un "realismo esistenziale" drammatico e sofferto, nel 1967 con uno scarto produce le Strutture cellulari, una riflessione astratto-combinatoria sul meccanismo di costruzione e propagazione delle forme viventi.
Poi l'interesse per la tecnica e la scienza, unito alla voglia di sperimentare, porta Mellone a provare la scultura ed il rilievo: nascono le Figure biomorfe (1971), fatte di cavetti di plastica, tipo le composizioni "morbide" di Eva Hesse.

Insieme alla mostra, è nata una pubblicazione edita da Efferre, a cura di Martina Corgnati. Sarà disponibile anche la monografia edita da Skirà nel 2003, a cura di Paolo Biscottini.
La aperta mostra sarà aperta dalle 10.30 alle13.00 e dalle 15.30 alle 19.00 (chiusa il martedì). Ingresso libero.

Per informazioni: Dario Mellone – Antologia, Galleria Civica d'Arte Moderna - Palazzo Collisola, Via Loreto Vittori, 11 - 06049 Spoleto
Tel. 0743.46434 - Fax 0743.46434

(30-05-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 30-05-2006 alle :