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politica

Iniziano i lavori per il Dssr 2007-2013

L’Umbria è pronta ad affrontare la nuova stagione di programmazione 2007-2013 per i fondi europei, Fesr e Fse. Il Documento strategico per lo sviluppo rurale dovrà tener conto dei tagli previsti ai finanziamenti comunitari


La programmazione del nuovo Piano di sviluppo rurale 2007-2013 dell'Umbria è incentrata sul binomio inscindibile costituito da impresa e territorio. Quelle che saranno le linee di indirizzo dei sette anni in questione, si possono leggere nella proposta di "Documento strategico per lo sviluppo rurale" (Dssr) della Giunta regionale e illustrata, lo stesso presentato la scorsa settimana a Palazzo Donini, dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti e dal Vice presidente della Giunta regionale e assessore all'agricoltura Carlo Liviantoni, durante la riunione del Tavolo generale del "Patto per lo sviluppo dell'Umbria".
Si tratta concretamente del più alto organismo di concertazione regionale, di esso fanno infatti parte i soggetti istituzionali, sociali ed economici firmatari del Patto.

Che cos’è il Dssr
Di fatto è il contributo che la Regione Umbria, così come tutte le altre Regioni d’Italia, utile a definire il "Piano strategico nazionale", quello cioè che guiderà, nel periodo 2007-2013, gli interventi di politica regionale da realizzarsi con le risorse comunitarie.

Dunque la riunione del Tavolo generale ha doto il via al confronto ed alla concertazione: alla fine di tale percorso sarà pronto il Programma per lo sviluppo rurale dell'Umbria, che dovrà essere inviato entro 31 luglio prossimo alla Commissione Europea per l’approvazione definitiva.
Nel Programma si terranno come punti fermi qualità, innovazione, diversificazione, identità territoriale e competitività del sistema che si faranno confluire ed interagire all’interno di azioni integrate con gli interventi di programmazione generale, definiti appunto nell'ambito del Patto per lo sviluppo dell'Umbria.

Certo non sarà semplice, considerando poi che le risorse destinate alla politica agricola europea subiranno un taglio di circa l'8% rispetto ai sette anni precedenti di programmazione, cioè 2000-2006.

La risorse comunitarie saranno distribuite tra le regioni in via di sviluppo (in pratica l’ex Obiettivo 1) e poi le altre, tra cui compare l'Umbria.
In verità la ripartizione tra gli Stati membri non è stata ancora stabilita, ma comunque si stima che per l'Umbria, il taglio di cui sopra comporterà una forte diminuzione in confronto ai fondi ottenuti nel settennio 2000-2006, pari cioè a 193,5 milioni di euro, di cui 14 milioni di risorse premiali.

Ecco che tale riduzione del Feasr, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, ha come conseguenza una ridefinizione della programmazione futura che si dovrà basare su una "sinergia tra politiche" ed anche su un’integrazione tra le politiche regionali finanziate dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e dal Fondo sociale europeo (Fse) e dalle risorse statali e regionali: solo così gli effetti sul territorio saranno amplificati.
Nel "Dssr" si parla poi di ottimizzare i meccanismi di governo, tramite una più forte joint venture tra pubblico-privato, solo così si rafforza la competitività del sistema.

(27-03-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 27-03-2006 alle :