inUmbria on line nelCentro on line inItalia on line in Europa on line nel Mondo on line nellUniverso on line
 
 
| Home | sul sipario | libri da vedere | links | contatti |
 

spettacolo

“Au Cafè” di Micha Van Hoecke a Foligno

Grande appuntamento con la danza, il cartellone del Ballet della Fondazione Umbria Spettacolo propone la creazione di uno dei più fertili coreografi europei, interpretata dall’Ensemble. Un’allegoria della vita fra sogni, canzoni, ricordi


Per il cartellone 2006 di Ballet, la programmazione di danza organizzata dalla Fondazione Umbria Spettacolo, giovedì 23 febbraio, alle ore 21.00, all’Auditorium San Domenico di Foligno, è di scena L'Ensemble di Micha Van Hoecke con “Au Cafè”, l’ultima coreografia, in ordine di tempo, creata dallo stesso Micha Van Hoecke, autore molto amato e apprezzato dal pubblico italiano.
La musica vuole ricordare il cafè come allegoria della vita, l’atmosfera è quella calda e fumosa dei “cafè” del Belgio, terra nativa di Van Hoecke, luoghi di incontro per eccellenza, dove il tempo si annulla tra idee, parole e musica, diventa il quadro e la cornice di questo spettacolo che è in realtà un’allegoria della vita stessa.
I “cafè”, nella visione del coreografo, sono luoghi popolari dove la gente balla, dove arrivavano i barboni, gli artisti e la gente comune. Dove passa la vita, dove la gente si ferma guardando verso il destino che può anche essere il nulla.
Frammenti di vita vissuta e di vita sognata. Come un quadro da interpretare. Si ascoltano musiche le più diverse nei cafè, dalle canzoni sentimentali di Adamo ai motivi rock di Johnny Halliday, dalle poesie in musica di Jacques Brel e Leo Ferrè ai suoni in libertà di Le Gran JoJo, ci sono i Beatles, ma anche le divertenti versioni in musica dei Quatre Barbus che giocano, parodiandola, sulla Quinta Sinfonia di Beethoven.

Micha van Hoecke, uno dei più fertili coreografi europei
E’ un cantore dell'immaginario e del fantastico, un autore raffinato ed elegante, un poeta che attraverso il movimento compone balletti come se questi fossero matrioske: appena si pensa di aver afferrato la forma e colto il significato delle immagini che ci propone, queste si aprono svelando significati più profondi e complessi.
È ciò che succede anche in questo “Au Cafè”, spettacolo che ci è presentato dallo stesso van Hoecke: “La messa in scena di questo balletto - racconta Micha - ha suscitato in me una riflessione su che cos’è il teatro, che per me è l’energia, il ritmo e l’imprevisto. Il teatro è comunicazione totale, non credo in un teatro che viaggia su binari diversi, da un lato la musica, su un altro la prosa e su un altro ancora la danza. Il mio teatro è tutto e io sono interprete anche dei miei interpreti. Non amo essere catalogato, il mio teatro è commistione di arti e di pensieri. In questo contesto della mia ricerca, cerco di esprimere una danza che dia vita a un racconto, che parla della vita e la vita è piena di imprevisti.
Da sempre, nei miei spettacoli
– prosegue ancora il coreografo – inseguo il mio mondo interiore, ricordando chi c’è e chi se n’è andato, ma che comunque è sempre presente nei miei pensieri. Così prendono vita ricordi, immagini e eventi della mia storia, piccoli pezzi di vita vissuta, accompagnati dalle musiche che ancora fanno vibrare una parte di me. Perché se un profumo può evocare una persona – precisa ancora van Hoecke - così la musica agisce su di me facendo riaffiorare alla mia mente immagini, ricordi, situazioni. Il mio cafè è un luogo dove accadono cose, e i ricordi si materializzano attraverso i miei interpreti”.

L’Ensemble è amato dal pubblico
L’Ensemble si è costituito nel novembre del 1981. È nato da un gruppo di giovani danzatori, provenienti dal Centro Mudra di Bruxelles che, sotto la guida di Micha van Hoecke, hanno affinato e sviluppato la loro formazione interdisciplinare, fondata sulla fusione fra danza, arte scenica, canto e musica strumentale.
L’esordio ufficiale dell’Ensemble risale al 1982 con lo spettacolo Monsieur, monsieur a Bruxelles. A questa prima produzione, che ha imposto il grupppo all’attenzione del pubblico e della critica, sono seguiti altri spettacoli: Doucha (1983), La Derniere danse? (1984), Cascade (1986, produzione Maggio Musicale Fiorentino), Prospettiva Nievsky (1986, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano), Il Cappotto e il Naso (1987 - Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano), Guitare (1988, Festival di Castiglioncello), Voyage (1989, Teatro di Documenti, Roma), Dante Symphonie (1990, Ravenna Festival), Chez Pierre et le Loup (1991, Torino Danza), Regard (1991, Festival di Castiglioncello), La Muette de Portici (1991, Ravenna Festival), Adieu à l’Italie (1992, Ravenna Festival - premio della critica per la migliore coreografia 1992), Il Combattimento (1993, Festival di Castiglioncello), A’ la Memoire (1994, Ravenna Festival), Il violino di Rotschild (1994, Festival di Castiglioncello), Odissea Blu (1995, Ravenna Festiva) e Carmina Burana (1995, Teatro Verdi di Pisa), Pulcinella e Orfeo di Stravinsky (1996, Ravenna Festival), Le Diable et le Bon Dieu (1997, Teatro Verdi di Pisa), Pélerinage (1997, Ravenna Festival), Pierrot Lunaire musiche di Schoenberg (1998, Ravenna Festival), Scene da un romanzo (1998, Ravenna Festival), La Foresta Incantata musica di Francesco Geminiani (1999, Ravenna Festival), La Salle des Pas Perdus (2000, Festival di Castiglioncello), Quadro di Famiglia (2000, Rosignano Solvay), Le Troiane (2000, Teatro Stabile di Catania), Pellegrini del Giubileo (2000, Teatro Stabile di Catania), Per Elisa (2001, Festival Riviera degli Etruschi Castiglioncello), Il Paradosso Svelato (2002, Ravenna Festival), Omaggio ad Antonioni (2002, Roma), L’Apprendista Stregone, L’Histoire du Soldat (2003, Castiglioncello), Maria Callas, La Voix des Choses (2003, Ravenna Festival).
Ricordiamo la fruttuosa collaborazione de L’Ensemble a numerose coreografie di opere dirette da Riccardo Muti e Liliana Cavani. Numerosi sono gli interventi televisivi curati da Vittoria Ottolenghi e Vittoria Cappelli. Inoltre L’Ensemble ha partecipato ai festival seguenti: Festival di Taiwan (1985), Carlton Festival, San Paolo e Rio de Janeiro (Brasile, 1989), Festival delle Notti Bianche, San Pietroburgo (Russia, 1989), Festival di Terrassa, Barcellona (Spagna, 1989), Festival di Caracas (Venezuela, 1989), Festival Città del Messico (Messico, 1989), Festival teatrale di Sitges (Spagna, 1994), Mosca, Ulianovsk, San Pietroburgo (Russia, 2001), Cittadella della Grande Moschea, Il Cairo (Egitto, 2002).

Micha Van Hoecke, fra danza, teatro e regie d’opera
Nato a Bruxelles, Micha van Hoecke entra a far parte della Compagnia di Roland Petit nel 1960. Dopo un periodo intenso come attore di cinema e dopo aver curato le coreografie del film Bolero di Claude Lelouch, Micha van Hoecke lascia la Compagnia di Roland Petit per passare al Ballet du XX Siècle.
Con questa straordinaria formazione partecipa ai più prestigiosi balletti di Maurice Bèjart da Le Sacre du Printemps a Baudelaire, da Romeo et Juliette a Messe pour le Temps Présent, da Simphonie pour un homme seul a Nijinski-Clown de Dieu e poi Golestan, Notre Faust, Gaitè Parisienne, e innumerevoli altri.
Nel 1971 si dedica anche alla coreografia, prima con il Ballet du XX Siècle: Le journal d’un fou, Les Mariés de la Tour Eiffel, La Valse de Ravel, Sequenza III di Luciano Berio, Rapsodie Espagnole e successivamente con il Maggio Musicale Fiorentino:Visione Varese nel 1978 ed in seguito Souvenir de Florence, Pavane pour une Enfante Défunte, Magnificat e Cascade, all’Opera di Roma: Berg Kristall di Sylvano Bussotti nel 1983, Hommage à Petrassi nel 1984, Fellini nel 1995; al Teatro alla Scala di Milano: Orfeo di Poliziano nel 1983 ideato con lo scenografo Luciano Damiani; al San Carlo di Napoli: Lucia!; con il Festival di Avignone: Antigone nel 1972 con la Compagnia Anne Beranger e con Mikis Theodorakis, che compone le musiche.
Nel 1979 Maurice Béjart lo nomina direttore artistico del Centro Mudra.
Nel 1981 forma con i migliori elementi del Mudra il proprio Ensemble.
Nel 1983 si trasferisce con L’Ensemble a Rosignano M.mo - Castiglioncello e lì stabilisce la residenza artistica.
A partire dal 1990 è particolarmente intensa la sua collaborazione con Ravenna Festival, dove debutta anche come regista di opera ne La Muette di Portici di Auber (1991).
Crea negli anni successivi sempre con L’Ensemble e per Ravenna Festival: Dante Symphonie (1990, musiche di Liszt), Adieu à l’Italie (1992, musichz di Rossini, Respighi, premio della critica italiana per la migliore coreografia moderna), A la mémoire (1994, Mahler), Odissea Blu (1995), Orpheus e Pulcinella (1996), Pelérinage (1998), Pierrot Lunaire (1998 - musiche di Schoenberg), La Foresta incantata (1999, musica di Francesco Gemignani), regia e coreografia di Carmen (Ravenna Festival 2000), Il Paradosso Svelato (Ravenna Festival 2002), Omaggio ad Antonioni (Roma, 2002), Maria Callas, La Voix des Choses (Ravenna Festival 2003).
Nel 1998 é interprete a fianco di Carla Fracci ne L’Heure Exquise (coreografia e regia di Maurice Béjart). Al Teatro alla Scala, nel quadro del Festival Donizettiano 1998, coreografa Il Furioso di San Domingo (Musiche di G. Gavazzeni) e, sempre per il Teatro alla Scala, ha curato la ripresa de La Sonnambula di Balanchine.
Nel 1997 é nominato coordinatore per il ballo presso il Teatro Massimo di Palermo. Cura le coreografie di Aida, opera che inaugura la riapertura del Teatro Massimo di Palermo (1998), sempre al teatro Massimo coreografa Le Martyre de San Sebastien (D’Annunzio/Debussy 1999).
Per il Teatro Stabile di Catania cura la regia e la coreografia de Le Troiane da Euripide e Seneca (1999-2000). Nel 1999 è nominato direttore del ballo e coreografo principale al Teatro Massimo di Palermo. Nel 2001 è grande protagonista, sempre al Teatro Massimo, con le coreografie del nuovo allestimento de Les Maries de la Tour Eiffel di Jean Cocteau (musica Groupe des Six), A Paris (musiche di repertorio delle Chansonnes Françaises).
Di nuovo grande protagonista nel 2002 con I sette peccati capitali di Brecht, musiche di Weill, spettacolo per il quale ha ricevuto il il premio DANZA E DANZA 2002 per la migliore coreografia. Lo vediamo ancora grande protagonista nel 2002 chiamato a realizzare le coreografie di Ifigenia in Aulide, regia di Yannis Kokos che con la direzione di Riccardo Muti ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala di Milano il 7 dicembre 2002.

Per informazioni:
Fondazione Umbria Spettacolo
telefono 075.5726764
indirizzo e-mail: info@umbriaspettacolo.it

(22-02-2006)




[torna ai risultati]
 


Periodo dal

al

Argomento

Parola chiave:


torna ai risultati
 


Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-02-2006 alle :