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spettacolo

Un anno di Ballet, in due trances

La Fondazione Umbria Spettacolo ha dato inizio a gennaio alla tredicesima edizione della rassegna dedicata alla danza che prevede in cartellone spettacoli di alto livello, per un pubblico molto eclettico e variegato


Il 19 gennaio si è ufficialmente aperta l’edizione 2006 di Ballet, in assoluto la tredicesima. In cartellone grandi titoli e proposte per ogni tipo di pubblico: la danza in ogni sua declinazione presentata da compagnie straniere e gruppi italiani, da ballerini emergenti e da professionisti.
La Fondazione Umbria Spettacolo ha organizzato un folto programma che avrà luogo in sei città dell’Umbria, gli spettacoli andranno infatti in scena a Foligno, Magione, Orvieto, Passaggio di Bettona, Perugia, Terni, e saranno presentati da due compagnie straniere e sei italiane.
Se nelle altre edizioni l’intera stagione iniziava a gennaio e si concludeva ad aprile, quest’anno c’è una novità: le proposte saranno divise in due semestri, la prima trance avrà luogo da gennaio ad aprile e la seconda da ottobre a dicembre (questo è in realtà un modo per sopperire alle complesse modalità di finanziamento ordinate dal Ministero dei Beni Culturali).

Il sipario si è alzato per la prima volta giovedì 19 gennaio, al Teatro Mengoni di Magione, con il Junior Balletto di Toscana, compagnia diretta da Cristina Bozzolini: proprio lei ha attinto dalla scuola di danza e dai corsi di formazione che dirige, riformando un gruppo omonimo a quello disciolto quattro anni fa (il Balletto di Toscana).
I compenti dello Junior sono danzatori intorno ai venti anni, ma non temono confronti in Europa: sono forti dell’entusiasmo, della passione, della curiosità che li alimenta, sono di una puntualità rigorosa, così insieme affrontano e superano le scelte di un repertorio eterogeneo, dove si cambia ‘aria’ ad ogni pagina, in una pluralità di linguaggi espressivi.
Ne è stato un esempio “Stili con stile, ovvero coreografie d’Autore”, lo spettacolo proposto a Magione: in scena brani che andavano dal neo-classico al contemporaneo, dal modern-jazz all'hip-hop, ma sempre all’insegna della creatività, con autori affermati o ancora da conoscere, come Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde, Armando Santin, Roberto Sartori, Eugenio Scigliano, Arianna Benedetti, Antonio Colandrea, Cristina Rizzo, Walter Matteini, Mauro Astolfi.

Mercoledì 25 gennaio, al Teatro Verdi di Terni e giovedì 26 gennaio, al Teatro Morlacchi di Perugia, il Ballet Concerto, una compagnia fondata nel 1998 da Iñaki Urlezaga (famoso danzatore per anni étoile del Royal Ballet di Londra) ha calcato le scene con il “Don Chisciotte”.
Iñaki Urlezaga è famoso nel mondo del balletto: brillante, con una prestante figura scenica e una tecnica classica spettacolare, si può certo affermare che Urlezaga è uno dei danzatori più completi nel panorama della danza maschile di oggi.
La sua compagnia si compone di ballerini professionisti, alcuni provengono dalla famosa scuola del Teatro Colón (in cui sono nati tra gli altri Julio Bocca e Maximiliano Guerra), altri sono cresciuti nella compagnia stessa.
A Terni e Perugia il balletto è stato presentato nella versione coreografica tradizionale, un po’ snellita, ma fedele al classico di Marius Petipa e ai suoi pezzi più celebri.

Giovedì 2 febbraio, ancora a Magione, il gruppo Déjà Donné/Aldes ha danzato nello spettacolo intitolato “Piotr e le stelle di Tut”. La compagnia è stata fondata da Simone Sandroni e Lenka Flory nel ’97 e prende il nome dalla loro prima coreografia a quattro mani: “Déjà Donné”.
Per loro non stata la prima volta al Ballet, dal 2005 poi Sandroni e Flory risiedono in Umbria e dirigono una compagnia internazionale, sia per le diverse provenienze dei suoi danzatori, che le tournées che li vedono protagonisti in giro per il mondo.
Questo ultimo loro spettacolo, è un mix di danza, teatro e musica, pensato per i piccoli teatri nazionali. E’ la storia di Piotr, un produttore di spettacolo proveniente dall’immaginario paese di Tut, che si perde nel mondo illusorio della realtà teatrale. Così Pietro Micci e Simone Sandroni intraprendono un viaggio nel mondo, tra i “trucchi” del teatro e gli espedienti della vita, con un continuo riferimento a fatti politici e sociali di stretta attualità. Ecco come sulla scena il reale e la fantasia si uniscono ed il risultato è “tragicamente comico”.

Giovedì prossimo invece, il 9 febbraio, si terrà il secondo spettacolo di Ballet 2006 a Terni: è la volta di “Romeo e Giulietta”, su musica di Prokofieev, nella versione firmata da Natalia Kasatkina e Vladimir Vasilijov (già étoiles del Teatro Bolshoi di Mosca, attualmente coreografi e direttori artistici del Classical Moscow Ballet).
“Nel nostro allestimento”, spiegano, “ci siamo sforzati di restare il più possibile aderenti all'originale shakespeariano, cercando di non trascurare nulla nel tradurre l'opera del grande tragediografo inglese nel linguaggio coreografico. Ci hanno ugualmente appassionato sia le figure romantiche dei due eroi principali, sia quelle fortemente caratterizzate della servitù, sia i grotteschi personaggi popolari del carnevale”.
La compagnia del Balletto Classico di Mosca venne fondata nel 1966 come troupe mobile per le tournées all’estero, guidata dal 1977 da Kasatkina e Vasilijov, ha oggi in repertorio oltre venti titoli, dai capolavori del XIX secolo al contemporaneo. Insomma, insieme al Bolshoi di Mosca e al Mariinskij di San Pietroburgo, è considerata una delle più prestigiose compagnie tersicoree di Russia.

Il 23 febbraio, al San Domenico di Foligno è di scena L'Ensemble di Micha Van Hoecke con “Au Cafè”. Ecco come Van Hoecke in persona in persona ci presenta lo spettacolo: “Da sempre, nei miei spettacoli sento l’esigenza di comunicare il mio mondo interiore, ricordando chi c’è e chi se n’è andato, ma che comunque è sempre presente nei miei pensieri. Ricordi, immagini e eventi della mia storia, piccoli pezzi di vita vissuta, accompagnati dalle musiche che ancora fanno vibrare una parte di me, prendono vita. Il mio cafè è un luogo dove accadono cose e i ricordi si materializzano attraverso i miei interpreti”.
Sul palco sarà ricreata l’atmosfera calda e fumosa dei cafè belga, luoghi di incontro dove il tempo è sospeso tra idee, parole, e musica. Lo spettacolo forse è un’allegoria della vita stessa, sul sottofondo musicale di Adamo, Jacques Brel, Leo Ferrè, Johnny Halliday, Le Gran JoJo, i Beatles, ma anche sulle divertenti esibizioni dei Quatre Barbus che fanno il verso alla Quinta di Beethoven e raccontano l’invenzione della molletta per panni.
D’altronde, spiega van Hoecke, “un profumo può evocare una persona, così la musica agisce su di me facendo riaffiorare alla mia mente immagini, ricordi, situazioni”.

Giovedì 2 marzo, a Terni e venerdì 3 marzo, al Teatro Excelsior di Passaggio di Bettona, è la volta di “Open space”, rappresentato dalla RBR Dance Company, una compagnia italiana di athletic dance guidata dal coreografo Cristiano Fagioli. In scena un’opera visionaria alla scoperta delle meraviglie del cielo: moti, esplosioni, corpi che popolano il cosmo, atomi, particelle che riempiono il vuoto ed anche nuovi incontri. Sì, questo promette Fagioli, i corpi dei danzatori diventeranno pianeti, comete, galassie lontane. Il coreografo ha infatti costruito una danza celeste e le sonorità saranno certamente non meno accattivanti.

Giovedì 9 marzo, a Foligno, all’Auditorium San Domenico debutterà in Umbria la Compagnia di Mvula Sungani, Centro Regionale della Danza del Lazio.
Sungani è un coreografo di origini italo-africane che ha dato vita ad uno stile di danza in l’attrazione per la cultura africana e forte ed evidente, non meno però del legame con le radici italiane: è lo stile “Black”, dove la tecnica accademica si fonde con quella moderna (secondo gli stili di Lester Horton e Josè Limon) ed insieme poi si aprono alla danza afro-acrobatica spontanea.
E quale titolo migliore, se non “Mediterraneo”, per l’ultima creazione della compagnia? Questo è l’omaggio di Sungani ai popoli e ai luoghi che si affacciano sul Mare Nostrum. Il sottofondosi compone di musiche tradizionali unite a melodie interpretate dal violoncellista YoYoMa.

Venerdì 10 marzo, la stessa compagine è di scena a Magione con “Ritratti”, un viaggio storico-cronologico nelle coreografie e nel repertorio della compagnia per raccontare, attraverso la danza, le vicende umane di persone che in diverso modo subiscono emarginazione.

Mercoledì 24 marzo una compagnia straniera, Les Ballets Jazz de Montreal sarà a Terni, sul palcoscenico del Teatro Verdi, con “The Stolen Show”.
In occasione del debutto americano di questo spettacolo, il Los Angeles Times titolava così: "Sexy choreography...a sensation!". Il pubblico dell’Umbria conosce già questa compagnia, più volte presente al Festival di Spoleto e ad Umbria Jazz.
Dal 1972, anno della sua fondazione, il gruppo continua a crescere in vitalità, energia e sensualità, tutti elementi presenti nell’ultima creazione, piena di energia e humour irriverente, in un mix unico jazz, hip-hop, funk e “street dance”.

Sabato 1 aprile, a Magione e domenica 2 aprile, al Teatro Mancinelli di Orvieto (solo in questa data alle ore 17.00), va in scena “Khatak e Flamenco. Viaggio nel ritmo dall’India alla Spagna”: Rossella Fanelli, ideatrice e interprete della serata, è stata definita “la donna dall’anima indiana in un corpo italiano”, le musiche appunto, saranno quelle tradizionali indiane e flamenche.
La ballerina ha letteralmente dedicato la propria vita al kathak: venti anni di studio e pratica, tanto che orami è un’ambasciatrice di questa arte nel mondo, per questo il governo indiano le ha conferito numerosi premi e titoli.
Lo spettacolo si ispira a quel particolare evento storico, stratificatosi nei secoli, del lungo cammino che i gitani fecero dall’India alla Spagna (in Andalusia, culla del cante jondo flamenco), traversando deserti e montagne, l’Europa orientale e balcanica, l’Italia e la Francia del Sud e il Nord Africa, differenziandosi per la lingua, ma conservando alcuni tratti, dal nomadismo alla musica e alla danza.
Il Kathak è uno stile di danza del Nord dell’India ed è la disciplina che più si avvicina al Flamenco, con cui nel ritmo della musica e della danza, soprattutto nel lavoro dei piedi (nudi nel caso della danza Kathak), ha strettissime relazioni.

Per informazioni ci si può rivolgere a:
Fondazione Umbria Spettacolo
tel. 075.5726764;
indirizzo e-mail: info@umbriaspettacolo.it

(03-02-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 03-02-2006 alle :