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economia

Umbria, tra imprese “speciali” e no profit

Tra le aziende umbre si possono annoverare quelle di titolari stranieri, quelle capitanate da imprenditori in gonnella e quelle pronte per Piazza Affari


Le “extra” imprese
Nella nostra regione sono presenti 3.262 imprese guidate da titolari stranieri. Di queste, 2448 sono in particolare condotte da extracomunitari.
Questo dato è aggiornato al mese di marzo del 2005 ed è di particolare rilevanza, al di là del numero di per sé, in quanto evidenzia e conferma un trend di crescita molto forte nell’arco degli ultimi anni.
Dunque nel 2005, rispetto al 2004, le imprese di titolari stranieri sono aumentate del 16,5%.
Ecco che, come dicevo, se si va ad analizzare il quinquennio 2000-2004 le “extraimprese”, si nota che la crescita sul lungo periodo è stata del 98,5%.

Aziende a tinte soft
Le imprese femminili umbre hanno fatto notizie in tutto lo Stivale, toccando il record di 21.235 unità (con un ulteriore aumento del 2,3% fra il giugno 2004 e lo stesso mese del 2005).L’incremento complessivo è stato, è bene ricordarlo, dell’1,6%.
Da questi dati emerge pertanto che le aziende “rosa” rappresentano il 26% del totale.
Questa cifra si poi tanto più rilevante nel momento in cui il dato si confronta con la media italiana: si vede allora che è superiore a quella di quasi il 25%.

Chi entra in borsa
Sono venti le imprese umbre che, in base ai fatturati, sarebbero in grado di affrontare la quotazione a Piazza Affari. Tradotto in termini percentuali, allora sono lo 0,02% delle 80.235 aziende della regione che per dimensioni ed organizzazione potrebbero essere quotate.
Lo affermano direttamente i rappresentanti di Borsa italiana che quantificano con 750.000 euro il capitale da destinare a flottante.

Il no profit, un altro pianeta dello stesso sistema planetario
Le associazioni, le fondazioni, le cooperative sociali e le altre istituzioni no profit presenti in Umbria, ammontano a 4722.
Nel 69% dei casi, si tratta di associazioni non iscritte all’albo regionale, il 23% di esse invece sono riconosciute, il 3,9% sono istituzioni no profit di varia natura, il 2,2% cooperative sociali e l’1,4% sono infine fondazioni.

(30-01-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 30-01-2006 alle :