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cultura

Coli a Messori: “la libertà è nella verità”

In una conferenza stampa tenutasi il 10 gennaio alla Basilica di San Francesco il padre Custode Vincenzo Coli replica così a Vittorio Messori


Il 10 gennaio alla chiamata di Assisi sono stati tanti i media che hanno risposto, in occasione di una conferenza stampa nella quale il padre Custode della Basilica di San Francesco padre Vincenzo Coli ha spiegato: “molte persone, dopo aver letto l’intervista a Vittorio Messori su ‘La Stampa’ mi hanno chiamato o scritto mettendomi al corrente delle sue parole. Rispondergli confutandolo punto per punto è stato facile, perché in ogni risposta data da Vittorio alla Stampa c’è qualcosa che non va”.

Padre Coli all’indomani di un articolo apparso su Repubblica, che anticipava l’uscita della lettera aperta a Vittorio Messori sul numero di gennaio del mensile ‘San Francesco patrono d’Italia’ di prossima uscita, confuta punto per punto le ‘false affermazioni’ dello scrittore.

Il padre Custode davanti alla platea di giornalisti arriva ad analizzare persino la sua condotta, con umile, anzi francescana, disposizione d’animo:
“la mia lettera è stata forse un modo un po’‘cattivello’ per dire ‘lascia perdere, il Cantico non è nella tua sensibilità”; subito dopo padre Coli mostra bene di non aver dimenticato i profondi motivi della replica e rafforza la sua posizione, quella di chi è forte della verità: “ciò diventa normale quando si è colti nel vivo. Pur avendo espresso la mia contraria opinione e non condividendo ciò che egli ha detto alla Stampa continuo a considerare e chiamare Vittorio ‘fratello’ e gli auguro di poter scrivere ancora”.

Visto il trambusto generale suscitato dallo scambio epistolare Messori-Coli il Custode del Sacro Convento pensa bene di chiarire per l’ennesima volta anche le posizioni dei suoi frati circa il Motu proprio di Benedetto XVI:
“c’è stata grande serenità nell’accoglierlo; dopo la grande libertà avuta con il pontificato di Paolo VI inizia ora un nuovo cammino, forse più coinvolgente e stimolante. Come sarà andata lo sapremo fra un anno”.
Coli regala poi la sua preziosa immagine del Pontefice: “quando lo conobbi Cardinale fu una verità solare nella mia esperienza, un nobile d’animo. Tuttora io e tutti i francescani manteniamo nel cuore questa immagine e non lo diciamo per piaggeria”.
All’accusa di Messori contro i frati d’Assisi d’aver monopolizzato gli eventi del 1986 e di aver ‘strumentalizzato’ la venuta del Papa Coli confessa:
“se non fosse intercesso per noi il Cardinale Etchegaray davvero non avremmo neanche ottenuto quei pochi biglietti per sederci. Lavorammo di nostra spontanea volontà per l’arrivo del Pontefice preparando un grande palco in Basilica Superiore se mai avesse potuto piovere. Manipolare Wojtila, soprattutto quando era ancora in forze: ma ve lo immaginate?”.

(11-01-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 11-01-2006 alle :