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spettacolo

“La Pecora Nera” di Celestini apre la stagione dello Stabile

Martedì 18 debutto in prima assoluta al Morlacchi di Perugia dello spettacolo-racconto sulle vicende dell'istituzione manicomiale


“La pecora nera”, di e con Ascanio Celestini, produzione del Teatro Stabile dell'Umbria, inaugura la nuova stagione teatrale del Morlacchi di Perugia con il debutto, in prima assoluta, di martedì 18 ottobre.
Ascanio Celestini lavora a questo progetto dal 2002, rivolgendo l’attenzione all'intreccio fra la vita sociale e le Istituzioni cardine nel nostro Paese. Quando si è trovato a collaborare per la prima volta con il Teatro Stabile dell'Umbria, che nel 2003 ha prodotto “Sirena dei mantici” (storia delle acciaierie di Terni), l'interesse dello Stabile per la sua intenzione di raccontare la memoria dell'istituzione manicomiale, è stato immediato ed è nato con Celestini l'accordo di produrre insieme questo nuovo racconto teatrale.
Durante gli anni Settanta, nel territorio della città di Perugia, la riforma della psichiatria ha vissuto precocemente quella stagione rivoluzionaria e sperimentale sfociata nella legge 180 del 1978, nota come “La Legge Basaglia”. Nella primavera del 2003, la collaborazione dello Stabile umbro con Ascanio Celestini è partita da questo e la sua ricerca sul campo, i suoi primi incontri con i testimoni della vita manicomiale, prima e dopo la Riforma, sono avvenuti proprio a Perugia. Da allora Celestini ha proseguito il suo lavoro in molte altre città italiane, visitando luoghi degli ex manicomi e raccogliendo memorie ed esperienze.
“Per tre anni ho registrato storie di manicomi, - ha raccontato Celestini - l'ho fatto a Perugia, Roma, Parma, Reggio Emilia, Udine, Bologna, Venezia e Imola. Ho incontrato soprattutto gli infermieri perchè mi è sembrato che potessero raccontare le storie più concrete. Dovevo fare una scelta, in una ricerca non si può cercare ovunque. Pensavo di raccontare una storia sulla fine dell'era manicomiale, ma ho fatto due errori. Ho confuso le storie delle singole persone con la storia dell'istituzione. Tre anni di interviste insieme alla regista Daria Menozzi hanno permesso di avvicinarmi alle storie orali piu' che alla storia ufficiale. Ho pensato che il manicomio fosse finito con la destrutturazione degli ospedali psichiatrici. Invece oggi ci sono ancora gli ospedali psichiatrici giudiziari, le cliniche private ed è praticato l'elettroshock... oggi viviamo - ha aggiunto Celestini - con l'idea che ci sia un modello di riferimento. Un modello di benessere fisico, psicologico, economico. Viviamo costantemente quella che gli psichiatri chiamavano cura morale secondo la quale l'ordine del manicomio rimette a posto il disordine del cervello malato. Viviamo con l'incubo del disordine. A partire dal viso disordinato dalle rughe che lo invecchiano fino al disordine delle lingue e delle culture, fino alla paura del terrorismo. Così ho pensato che i personaggi di questa storia dovessero raccontare il manicomio attraverso l'esperienza del presente. Non il manicomio come soggetto del passato, nè come metafora, ma come meccanismo istituzionale che è ancora in moto. “La Pecora Nera” inizia così. Attesa quindi al teatro Morlacchi per la prima assoluta di questo “progetto-racconto”.

(13-10-2005)

Link consigliati:
Teatro Stabile dell'Umbria



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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 13-10-2005 alle :