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economia

Competitività, Umbria tra luci ed ombre

Studio “Ruics 2004” sul “posizionamento competitivo” del sistema economico regionale: ok per la formazione, male l’occupazione nei settori della tecnologia. Infrastrutture: Umbria sotto la media nazionale


L’Umbria si colloca al dodicesimo posto nella graduatoria delle regioni italiane per ciò che riguarda il “posizionamento competitivo” del sistema economico regionale. Una posizione al di sotto delle regioni del Centro Nord, esclusa la Valle D’Aosta, anche se non molto distante dalle prime cinque regioni che la precedono (Toscana, Abruzzo, Marche, Trentino Alto Adige e Liguria).

È quanto emerge dallo studio “Ruics 2004: il quadro di valutazione regionale della competitività e dell’innovazione in Umbria”, realizzato dall’Area programmazione strategica e socio-economica della Regione Umbria illustrato oggi a Perugia nel corso di un affollato convegno tecnico cui ha portato il suo saluto la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti.

Lo studio - ha spiegato il coordinatore dell’Area Programmazione della Regione Umbria, Lucio Caporizzi - fotografa un sistema che ha potenzialità interessanti in alcuni fattori, come ad esempio la formazione di risorse umane in grado di sviluppare e applicare l’innovazione, il buon livello di spesa pubblica in ricerca e sviluppo o l’alta percentuale di piccole e medie imprese che utilizzano l’innovazione di processo. Ma il sistema umbro è frenato da una serie di criticità, alcune anche di carattere strutturale, che ne limitano lo sviluppo ulteriore. Si registra infatti una scarsa propensione alla innovazioni finanziarie, di prodotto e di struttura di mercato, come pure il basso livello della spesa privata in ricerca e sviluppo (basso numero di brevetti), o il basso livello della spesa per l’innovazione nel settore manifatturiero e un basso grado di “apertura verso l’esterno” che trova l’unica eccezione positiva nelle buone performance nell’export di prodotti di “alta tecnologia”.

OK PER FORMAZIONE, MALE OCCUPAZIONE SETTORI TECNOLOGIA
Entrando nello specifico di alcuni dei dati presentati si rileva che nella classifica tra le regioni l’Umbria si classifica al quarto posto per partecipazione alla formazione permanente e al quinto per l’istruzione secondaria ma si posiziona agli ultimi posti (17mo) per la capacità di assorbire occupazione nei settori ad alta e media tecnologia. Al buon risultato della spesa pubblica in ricerca e sviluppo che colloca l’Umbria al terzo posto, si contrappone un 13mo posto per ciò che riguarda la spesa privata ed un terzultimo per numero di brevetti registrati nei settori ad alta tecnologia. Per quanto riguarda poi la capacità del sistema imprenditoriale di sviluppare innovazioni di prodotto e di processo si registra un dato contraddittorio: all’alta percentuale di Pmi manifatturiere innovative fa riscontro una bassissima spesa per l’innovazione, e ciò perché si utilizza innovazione tecnologica già presente sul mercato, a basso costo e disponibile per tutti, facile da imitare, e quindi esposta ai concorrenti che praticano costi di produzione e del lavoro più bassi.

ITC E INFRASTRUTTURE: L'UMBRIA SOTTO LA MEDIA NAZIONALE
L’Umbria si trova poi sotto la media italiana, e al 15mo posto, per la spesa del sistema in Itc (Innovation technology comunication) e per gli investimenti di capitale di rischio nel settore dell’high tech. L’indice sintetico “RUIS” (Regione Umbria innovation scoreboard) che comprende questi ed altri fattori collocano l’umbria al decimo posto della graduatoria tra le Regioni, al disotto di quelle del centro nord. Sugli indicatori che definiscono il potenziale competitivo dell’ambiente macroeconomico (RUMES) l’Umbria registra un buon secondo posto nel tasso di copertura nel commercio di prodotti di alta tecnologia (sul totale dei prodotti esportati), ma è al 16mo per le esportazioni degli stessi prodotti.
Per ciò che riguarda l’infrastrutturazione economica (strade, ferrovie, aeropori, impianti e reti energetiche e di comunicazione telefonica e telematica) l’Umbria si colloca al nono (sotto la media italiana), con dati positivi per le infrastrutture “classiche” (strade e ferrovie) e criticità per ciò che riguarda aeroporti, dotazione di impianti e reti energetico–ambientali, telefonia e telematica. Il tasso medio di crescita del Pil colloca poi l’Umbria al 15mo posto, mentre il tasso di accumulazione del capitale la fa risalire al settimo, gli indici di produttività del lavoro la fanno scendere al 12esimo e il tasso medio di crescita del settore servizi la colloca al quart’ultimo.
L’indice sintetico (RUMES)di questi ed altri valori considerati nella ricerca posizionano l’Umbria al 13esimo posto della graduatoria nazionale. E la sintesi di questi due indici relativi a innovazione e competitività ha prodotto il valore del Ruics 2004 che, come soprascritto colloca l’Umbria al dodicesimo posto della graduatoria tra le regioni.

(29-06-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 29-06-2005 alle :