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cultura

La magia dei Ceri

Domenica 15 maggio ritorna l’appuntamento con la festa di popolo, celebrazione rituale della comunità eugubina per rendere omaggio a S. Ubaldo


Conto alla rovescia a Gubbio per la Festa dei Ceri del 15 maggio. Cresce l'attesa nelle vie della città che vedono mescolarsi i ceraioli: gli eugubini che ritornano nel luogo d’origine, i turisti con le delegazioni delle città gemellate di Thann, che venera una reliquia di S. Ubaldo, e di Jessup, cittadina della Pennsylvania dove dal 1911 la presenza di una nutrita componente di emigrati di origine eugubina continua la tradizione della Festa, svolta con tre ceri di minori dimensioni, alla fine di maggio per il Saint Ubaldo day.

Grande attesa per l'intenso avvio dell'“alzata”, che segue la cerimonia dell'investitura in cui il primo capitano, Massimo Panfili, accompagnato dal secondo capitano, Giampiero Fratini, dell’Università dei Muratori, riceve simbolicamente dalle mani del sindaco l’insegna e la chiave della città, come segno di potere cittadino. Alle 11.00 i tre Ceri usciranno dal Palazzo dei Consoli per celebrare il primo vero momento rituale della giornata. Fissate alle barelle e corredate alla sommità delle statue dei Santi di appartenenza, le tre macchine, pesanti ciascuna circa 260 chili ed alte circa quattro metri, assumono la posizione verticale sotto la spinta delle braccia dei ceraioli e dei “capodieci”, che in piedi sopra alla barella lanciano prima in aria una artistica brocca e spingono in avanti il cero.

LA FESTA DEI CERI
È un’autentica festa di popolo che nei secoli ha avuto ed ha tuttora un ruolo fondamentale per la comunità eugubina. Una tradizione di notevole importanza nel panorama degli eventi regionali sia dal punto di vista folcloristico che da quello squisitamente storico, organizzata ininterrottamente fin dagl'ultimi anni del dodicesimo secolo, per la precisione dal maggio 1160, anno della morte del Vescovo Ubaldo Baldassini.
Da allora ogni anno, il 15 di maggio, giorno della vigilia del lutto, le strade di Gubbio si riempiono di colore, centinaia di eugubini che conducono i tre Ceri, pesanti ognuno oltre 4 quintali, in una corsa esaltante dalla città alla Basilica di Sant’Ubaldo (dove dall'11 settembre 1194 riposa il corpo di S. Ubaldo), passando attraverso le vie medievali e su per la collina del Monte Ingino per un dislivello di oltre 300 metri.

L'appartenenza al Cero è un fatto di grande rilevanza nella vita di un eugubino, è una specie di stemma qualificante legato al tipo di mestiere che in passato si tramandava di padre in figlio, di generazione in generazione. I colori delle divise ceraiole sono intonate alle vesti del Santo protettore delle corporazioni: gialla per i ceraioli di S. Ubaldo, azzurra per quelli di San Giorgio e nera per quelli di Sant'Antonio.

(14-05-2005)

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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 14-05-2005 alle :