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economia

L’Umbria tiene il passo

Secondo uno studio sull'economia regionale, dal 1980 ad oggi il tasso di crescita medio annuo del Pil (1,64%) é in linea con la media italiana (1,77%)


Dopo la grande avanzata degli anni Settanta, una secca battuta d'arresto fino alla metà degli anni Ottanta per poi mettere a segno un recupero nel decennio successivo fino al 1995 (in cui l'economia umbra cresce più velocemente di quella nazionale) e muoversi in linea con il trend italiano dal 1995 al 2002.

È il quadro dell’economia umbra che emerge dall'indagine condotta dal ricercatore del Svimez Stefano Prezioso presentata nel corso di un convegno sull'economia umbra tra passato e futuro svoltosi all'Assindustria di Perugia. Presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, Adriano Garofoli, Carlo Colaiacovo, Paolo Raffaelli, Bruno Bracalente, Alviero Moretti e Pier Luigi Bruschi.

Nel periodo interessato dallo studio, 1980-2002, il tasso di crescita medio annuo del Pil regionale é risultato pari all'1,64%, valore sostanzialmente analogo al dato medio italiano (1,77%). L'Umbria, quindi, pur tra saliscendi, ha tenuto il passo, accelerandolo su alcuni aspetti importanti come l'occupazione, aumentata dalla seconda metà degli anni '90 di circa 30 mila unità, con il conseguentemente dimezzamento del tasso di disoccupazione, sceso a livello quasi fisiologici, e quel che più conta con l'aumento del tasso di occupazione, superiore alla media italiana.

Il Pil pro capite, in confronto con quello medio nazionale, é passato da un valore di circa 104 nel 1980 a 95 nel 2002, ma va tenuto conto che nei 22 anni considerati l'incremento della popolazione umbra é stato quasi il doppio di quello italiano (+5,1% contro +2,8%).

L'Umbria ha anche mostrato un buon andamento sul fronte del cosiddetto “tasso di accumulazione”, ossia il rapporto tra investimenti fissi lordi e Pil (gli investimenti fissi lordi per unità di lavoro nel 2002 ammontano a 8,9 milioni di euro per unità di lavoro in Umbria e 9 in Italia, mentre l'incidenza degli investimenti sul Pil é del 22% nella regione e del 21% nel Paese), recuperando del tutto il forte svantaggio che esisteva nel 1980.

Lo studio ha inoltre messo anche in risalto il forte aumento del “grado di apertura” del sistema economico regionale: nell'ultimo decennio il valore dato dal rapporto tra le esportazioni totali e Pil é praticamente raddoppiato, passando dal 7,4% del 1991 al 14,3% del 2002 e diminuendo in modo importante il gap con il dato medio nazionale.

(07-03-2005)

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Assindustria Perugia



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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 07-03-2005 alle :