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economia

Acciaierie, a casa altri 630 lavoratori

Da giovedì la Thyssen Krupp sospende senza stipendio tutti gli operai della Pix e di altre consociate. Da febbraio a casa circa mille dipendenti. Si spera in qualche segnale del governo. Gli eurodeputati bocciano le decisioni della multinazionale tedesca


Situazione sempre più difficile alle Acciaierie di Terni.
La Thyssen Krupp-Ast ha annunciato ai sindacati la decisione di mettere in libertà, da giovedì 24 febbraio, altri 630 dipendenti: 430 del Pix, uno dei reparti delle Acciaierie, e gli altri di vari servizi. Con i 360 dipendenti del reparto magnetico messi in cassa integrazione dai primi giorni di febbraio diventano un migliaio, sui 3.600 totali, i dipendenti Ast che non lavorano da quando, ad inizio febbraio, si è rotta la trattativa.

La Thyssen Krupp ha anche inviato una lettera ai capigruppo al parlamento Europeo per segnalare che la multinazionale è quotata in borsa e che ogni provvedimento che avrebbero potuto assumere, avrebbe avuto ripercussioni sul mercato.

I lavoratori ed i sindacati sollecitano l’intervento del governo italiano per far sentire la propria voce, con decisione, facendo passi nei confronti di quello tedesco che richiami a sua volta la TK ed i suoi vertici ad un diverso atteggiamento sulle relazioni sindacali. Non si esclude che la sospensione di altri 630 lavoratori, porti - dicono alcuni operai - alla decisione di uno sciopero contro l’azienda ed il Governo.

Lorenzetti: “Il governo intervenga subito”
“Il governo deve intervenire subito, affinché la strategia unilaterale della Thyssen Krupp venga bloccata”, ha detto il presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti. “Operai messi in libertà senza stipendio, cassa integrazione, ferie forzate ed ora anche una ulteriore azione nei confronti di altri 630 lavoratori della consociata, sono uno schiaffo all'Italia intera più che all'Umbria ed a Terni”. Per la presidente, che si sta impegnando affinché la trattativa possa riprendere in un clima più disteso, “é il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità in una unità di intenti per arrivare alla ripresa della trattativa, che - ribadise la Lorenzetti - deve vedere il Governo impegnato in una urgente convocazione delle parti”.

Rimangono i presidi alle portinerie
Gli operai delle acciaierie manterranno i presiedi alle portinerie dello stabilimento in Viale Brin. Giovedì si terrà una nuova assemblea per studiare le azioni di protesta alla decisione della Thyssen Krupp di mettere il libertà senza stipendio tutti i lavoratori del reparto PIX. Non si escludono altre forme di lotta, anche se si spera in un qualche segnale da parte del Governo.

Gli eurodeputati bocciano le decisioni della ThyssenKrupp
Per la crisi di Acciai speciali Terni, “aperta dalla decisione della ThyssenKrupp di ridimensionare la sua presenza, con la chiusura del magnetico”, occorre “indirizzare gli sforzi in tre precise direzioni: in primo luogo nei confronti del governo italiano perché assuma l'impegno di intervenire in sede europea e presso il governo tedesco; in secondo luogo nei confronti della ThyssenKrupp perché receda dalle decisioni assunte e non proceda unilateralmente; infine in sede parlamentare perché si assuma piena consapevolezza che la competitività europea passa attraverso la salvaguardia dei siti industriali e non attraverso la loro chiusura”.
È quanto sostengono, in un comunicato, i deputati italiani dei partiti dell'Unione al Parlamento europeo, che agiranno “in questo quadro, nelle sedi necessarie ed in rapporto con le parti sociali, perché possano realizzarsi gli obiettivi di consolidamento produttivo e di salvaguardia dei livelli occupazionali”. Il documento sottolinea che la crisi “determina effetti gravissimi sui lavoratori, sul territorio di Terni e sulla stessa industria nazionale” ed in termini occupazionali “provoca la perdita di oltre 1.500 posti di lavoro, tra acciaierie e indotto, e in termini tecnologici l'abbondano di produzioni strategiche per l'Italia”.

(23-02-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 23-02-2005 alle :