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economia

Novemila in piazza a difesa delle Acciaierie

Grande partecipazione al corteo che ha pacificamente invaso le vie di Terni. In sciopero tutto il comparto industriale della provincia. Sindacati e istituzioni chidono al governo di riaprire la trattativa


Novemila persone, secondo le stime del sindacato, cinquemila secondo la Questura, hanno partecipato al grande corteo indetto dai sindacati nell'ambito della vertenza Ast. La manifestazione degli operai e delle migliaia di cittadini ternani in corteo a difesa dello stabilimento “è la risposta di una città intera all'atteggiamento dei vertici aziendali”, hanno sottolineato i rappresentanti dei principali enti locali umbri, anche loro in corteo.

La presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, il sindaco di Terni, Paolo Raffaelli e il presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, sono tornati a sollecitare il governo ad operare attivamente per riaprire il confronto e giungere ad un buon accordo per la città, per gli operai, e per il settore siderurgico italiano.
La Lorenzetti ha proposto al governo “una serie di incontri bilaterali con le parti in trattativa per poter poi riconvocare il tavolo definitivo che sfoci in un esito positivo. Il muro contro muro attuale - ha ribadito - causato dall'atteggiamento di Thyssen Krupp, non serve a nessuno e, soprattutto, ne sopportano il peso gli operai, che scioperando perdono reddito”.
“Lo sciopero e il corteo - secondo Raffaelli - dimostrano che quella degli operai dell'Ast é una forza tranquilla che chiede solo rispetto e prospettive di futuroper uno stabilimento dal quale finora la multinazionale ha tratto molteplici vantaggi”. Lo sciopero - ha ribadito Cavicchioli - serve a rilanciare con forza la richiesta al governo di attivarsi per rilanciare la trattativa, superando i comportamenti irrazionali attuati finora da Tk”.

I manifestanti, in sciopero per quattro ore insieme a tutto il comparto industriale della provincia, hanno sfilato dalla portineria delle Acciaierie di viale Brin sotto una pioggia insistente. Il corteo era aperto da uno striscione con scritto: “Non ci stiamo allo smantellamento delle Acciaierie di Terni”. A seguire le bandiere di Cgil, Cisl e Uil, una grossa statua in polistirolo di Pinocchio, con la scritta “Con Tk lavoro garantito”, e una riproduzione della statua della libertà con il cartello “Siamo tutti in liberta”, con riferimento al fatto che l'azienda, oltre alla cassa integrazione per i 360 operai del magnetico, ha messo in libertà o in ferie forzate un altro centinaio di dipendenti dei vari reparti.

I sindacati al governo: “Più coraggio e meno neutralità”
“Più coraggio e meno neutralità” ha chiesto al governo Giorgio Santini, della segreteria nazionale della Cisl, nel comizio di chiusura della manifestazione. Santini ha chiesto a Thyssen Krupp di “mostrare più rispetto per Terni, per i suoi operai e per le istituzioni locali. In questa città e con questo stabilimento - ha sottolineato Santini - i profitti di TK hanno superato di gran lunga gli investimenti. Per questo, dopo aver rotto una trattativa che sembrava avviata a buon fine, ora TK deve ricostruire con fatti concreti il rapporto con operai, sindacati ed istituzioni. Nessun disimpegno o abbandono - ha concluso Santini - ma più investimenti, più impegni e più garanzie per la fabbrica ternana e per le migliaia di famiglie che da essa traggono il loro reddito”.

(22-02-2005)

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Settimana decisiva per l'Ast



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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-02-2005 alle :