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economia

Acciaierie, pugno di ferro della Thyssen Krupp

Ferie forzate per 14 lavoratori del reparto spedizioni. Lunedì si ferma l'industria di tutta la provincia per lo sciopero generale indetto dai sindacati


Sale la tensione alle Acciaierie di Terni.
Da ieri sono scattate le ferie forzate per 14 lavoratori del reparto spedizioni dell'Ast, cioè gli operai che materialmente caricano sui camion i prodotti lavorati in uscita.
Ne ha dato comunicazione alle organizzazioni sindacali la direzione aziendale precisando che il provvedimento si è reso necessario stante il blocco alle portinerie che non consente l'uscita dei prodotti, tranne che per lo stabilimento di Torino e per le controllate ternane.

Proseguono intanto i blocchi alle portinerie per garantire i presidi ai cancelli, nonostante le minacce della Tk di ricorrere alle vie legali.

Lunedì sciopero e manifestazione
Lunedì a Terni si ferma l'industria di tutta la provincia per lo sciopero generale indetto dai sindacati a sostegno della vertenza Ast. Gli operai si asterranno dal lavoro le ultime quattro ore di ogni turno ed è previsto un corteo che partirà alle 11 da piazza Valnerina per concludersi in piazza della Repubblica con i comizi sindacali.
Sulla vertenza, i sindacati ribadiscono la richiesta di far ripartire “un negoziato reale, che punti alla realizzazione di un positivo compromesso tra le esigenze della multinazionale e quelle del paese e dei lavoratori”.
Secondo i sindacati, “si deve riconoscere il carattere poliproduttivo dell'insediamento industriale ternano”, mentre si auspica che la produzione di acciaio inossidabile riguardi i laminati a freddo ad alta qualità, “con un programma di investimenti atto a potenziare effettivamente le capacità fusorie dell' azienda, insieme a quelle di laminazione”. I sindacati chiedono a Thyssen Krupp di “salvaguardare la diversità industriale delle consociate” di Ast approntando, “nel quadro di un progetto concordato con il governo, un programma di mantenimento delle diversità produttiva dello stabilimento”. Infine la richiesta di “confermare gli impegni precedenti” sui livelli occupazionali, “definendo un piano che garantisca per i prossimi anni il mantenimento degli organici del gruppo in Italia, pari a 3.800 unità”.

(17-02-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 17-02-2005 alle :