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economia

Ast, da Bruxelles spiragli alla riapertura del dialogo

Giudizio interlocutorio dopo l'incontro tra i sindacati europei e la dirigenza della Thyssen Krupp. Generiche disponibilità a riaprire la trattativa. Nessuna novità sul piano industriale. Si decide sullo sciopero provinciale


Nessuna novità concreta per quanto rigurada il piano industriale, ma generiche disponibilità a riaprire la trattativa sul magnetico.

È il bilancio della giornata di colloqui a Bruxelles tra i sindacalisti della Federazione europea metalmeccanici ed i dirigenti della Thyssen Krupp. “È stato un incontro positivo e costruttivo, ma le difficoltà che avevamo quando siamo partiti da Roma ce le abbiamo anche ora che ci accingiamo a tornare a casa”, sottolinea il segretario nazionale di Fim-Cisl, Cosmano Spagnolo, che spiega: “Passi avanti non ne abbiamo fatti, anche se non é da escludere che nella prossime ore ci possano essere le condizioni per riaprire il confronto”. L'azienda “si é dichiarata disponibile”, aggiunge il sindacalista che, tuttavia, chiarisce: “Ad ora é una disponibilità che un cattolico apprezza ma che, nei fatti, non serve a niente”.
Più o meno sulla stessa linea il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi: “L'incontro é stato utile, soprattutto per il ruolo svolto dalla Federazione europea dei metalmeccanici, ma il punto vero é che l'azienda per ora non ha modificato di un millimetro le sue posizioni, anzi ha dichiarato che non intende fornire garanzie occupazionali e quindi, da questo punto di vista, non ci sono sostanziali passi in avanti”. “Noi non abbiamo rotto le trattative, é l'azienda che si é alzata dal tavolo”, ricorda il segretario Fiom, ribadendo che il sindacato “non é disponibile a sottoscrivere quello che ThyssenKrupp ha già deciso”. “La parola spetta all'azienda che deve ora decidere se vuole sedersi al tavolo e trattare. Sapendo che, sedersi al tavolo - continua Cremaschi - significa trovare un compromesso che garantisca l'occupazione e su questo i segnali non sono positivi. Se vanno avanti così, c'é solo lo scontro; questo mi pare che in parte l'abbiano capito. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere”.
Più ottimista il responsabile della siderurgia della Uil Mario Ghini: “C'é disponibilità a un confronto più sereno e più pacato che, mi auguro, avvenga nei prossimi giorni. Noi siamo disponibili a sedersi al tavolo per trovare delle soluzioni e per un confronto sereno, ma anche la controparte deve essere disponibile a rimettersi in gioco e deve pensare che un accordo si scrive in due”.

Oggi riunione del consiglio di fabbrica
Nel pomeriggio a Terni è previsto un consiglio di fabbrica allargato a tutte le rsu del gruppo, dove i sindacalisti relazioneranno ai delegati sulla trasferta a Bruxelles. Ma l'incontro servirà soprattutto a fare il punto sulle azioni di lotta. Probabile che la rsu decida lo sblocco delle portinerie per i tir carichi dell’acciaio semilavorato diretti all'Ast di Torino.

Si decide sullo sciopero provinciale
Sempre oggi riunione alla Cgil dei tre segretari confederali allargati a quelli delle categorie per decidere la data dello sciopero provinciale dell'industria, che dovrebbe coinvolgere tutte le tute blu della provincia di Terni. Le date in ballo sono quelle del 18 o del 21 febbraio. Molto dipenderà dai segnali che si avranno nelle prossime ore, non ultimo l'incontro in Assoindustriali a Terni, per il 15, quando Michael Rademacher dovrà fornire nuova documentazione sulla cassa integrazione già avviata per tutti i 360 lavoratori del magnetico, come richiesto dall'ufficio regionale del lavoro. I lavoratori infatti, sollecitati dal sindacato, sono pronti a ricorrere al giudice perché la CIG é stata una scelta unilaterale attuata dall'azienda.

(10-02-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 10-02-2005 alle :