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economia

Acciaierie, si allarga la cassa integrazione

Ipotesi di ferie forzate anche per gli operai della Società delle Fucine, consociata della Tk-Ast di Terni. Il provvedimento dovrebbe riguardare 16 dipendenti e scatterebbe dalla prossima settimana


La crisi del magnetico, con la cassa integrazione per 360 lavoratori del reparto che da lunedì non sono più ammessi in fabbrica o per ferie forzate o per cassa integrazione speciale, ha coinvolto anche le Fucine, impresa collegata alle Acciaierie. Anche in questa società sarebbero imminenti le procedure per la richiesta di cassa integrazione o ferie forzate.

È quanto ha comunicato l'azienda al sindacato, mentre continuano alle portinerie dello stabilimento i presidi dei dipendenti che scioperano un'ora ciascuno per bloccare le merci in uscita.

"Ci hanno spiegato - riferisce Celestino Tasso (Fim-Cisl - che se l'Ast non assicura il colaggio dei materiali, 16 dipendenti sui 187 della Società delle Fucine dalla prossima settimana saranno posti in ferie forzate. Inoltre ci è stato detto che il Centro servizi inox di Terni ha materiale da lavorare fino al turno di stanotte: poi saranno messi in libertà anche questi dipendenti. Per lo stabilimento di Torino le ferie sono state programmate dall'11 febbraio al 6 marzo per 456 dipendenti. Infine da lunedì prossimo si potrebbe fermare, sempre per mancanza di materiali da lavorare, il treno della laminazione a caldo".

L'annuncio delle ferie forzate per i lavoratori della Società delle Fucine - ha commentato Maurizio Maggi, della segreteria provinciale della Fim Cisl - "è una volontà strategica aziendale per forzare la mano ai dipendenti in sciopero e far pesare sulla pelle dei lavoratori l'agitazione in atto.

Continua intanto l’impegno delle forze sociali e delle amministrazioni locali per richiedere nuovi incontri a livello istituzionale. Il sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, ha promosso l'approvazione di un documento per riaprire la trattativa con la Thyssen Krupp, mentre il sindacato Cisl e Fismic, apparso più morbido rispetto alle posizione della Cgil, chiede che si torni a trattare.

I lavoratori chiedono garanzie e sollecitano altre azioni di lotta, tra cui uno sciopero di 4 ore, anche in difesa delle altre aziende facenti capo alla multinazionale tedesca che avrebbe parlato di difficoltà per lo stabilimento di Torino, dove sono impiegati 478 dipendenti, che da martedì hanno visto fermarsi due impianti di finitura con lavoratori in ferie obbligatorie.

Attesa anche per l'incontro del 15 febbraio, tra vertici di TK e sindacato all'associazione industriali di Terni, per avere maggiori chiarimenti, richiesti dall'ufficio regionale del lavoro, sulla cassa integrazione, anche in considerazione che il sindacato sta lavorando ad un ricorso, con tanto di avvocati e fogli di carta da bollo, contro la Thyssen Krupp ed il suo vertice guidato a Terni, da Michael Rademacher.

Gli operai del magnetico sfilano incatenati in città
Alcuni operai del reparto magnetico dell’Ast hanno improvvisato una sfilata di carnevale. Un gruppo di quindici lavoratori ha voluto cogliere l'occasione offerta dal martedì grasso, per portare ancora una volta alla ribalta delle cronache, il dramma che in questi giorni sta vivendo la fabbrica più importante della città. Nel pomeriggio, attorno 15, gli operai si sono mascherati con tute bianche con cappuccio e mascherine, si sono incatenati tra di loro e hanno sfilato partendo dai cancelli della fabbrica in viale Brin. Hanno raggiunto la sede del Comune di Terni distribuendo volantini lungo il percorso, nei quali si riassume la difficile situazione che si è venuta a creare nelle ultime ore. Tra quelli distribuiti alla gente, anche un volantino ironico con la commemorazione per la “scomparsa del ministro per le attività produttive Antonio Marzano”, listato a lutto. Il corteo, dopo aver occupato per qualche istante la sala vuota del consiglio comunale di Terni si è sciolto senza alcun incidente.

(09-02-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 09-02-2005 alle :