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economia

Acciaierie, il magnetico si è fermato

Scattata la cassa integrazione per i 360 operai del reparto dell’Ast. Problemi anche per lo stabilimento Thyssen Krupp Ast di Torino. Mercoledì incontro nella sede della Federazione europea dei sindacati metalmeccanici a Bruxelles


È scattata dalle 6 di lunedì mattina la cassa integrazione a zero ore, e per due anni, per i 360 lavoratori del magnetico di Terni, ed il reparto si é fermato.
I lavoratori del magnetico che si sono presentati ai cancelli della fabbrica di Viale Brin hanno trovato il proprio nominativo in una lista con divieto d'ingresso, ed il loro cartellino era stato bloccato.

Nel frattempo il sindacato ha confermato la mobilitazione, con un'ora di sciopero per turno e reparto, il blocco delle merci e le azioni di impugnazione dell'atto di cassa integrazione, in considerazione del fatto che l'Ufficio regionale del lavoro aveva chiesto alla Thyssen Krupp maggiore documentazione e chiarimenti.

In un cartello affisso dalle Rsu, si invitano tutti i 360 lavoratori colpiti dal provvedimenti di Cigs di inoltrare l'atto di impugnativa attraverso le organizzazioni sindacali. I 360 del reparto magnetico, tra cui anche impiegati, sperano che possano riprendere gli incontri, speranza che trova un qualche fondamento dopo le dichiarazioni del ministro del Lavoro Maroni, che domenica aveva parlato di “possibilità di raggiungere un accordooi a patto che vengano messe da parte le rigidità”. Al Ministro ha risposto la Fiom-Cgil, anche se, tra i lavoratori, non si esclude nulla su possibili incontri in programma.

Mercoledì a Bruxelles incontro nella sede della Federazione europea dei sindacati metalmeccanici
I responsabili del sindacato non mollano la presa. Un primo appuntamento di un certo significato é quello in programma mercoledì a Bruxelles, nella sede della Fem, la federazione europea dei sindacati metalmeccanici. All'ordine del giorno dell'incontro, il “caso Terni”, e tutte le sue implicazioni. Tra gli invitati, oltre alle delegazioni sindacali italiane di categoria, anche il capo del personale di Thyssen Krupp-Stainless.
Il responsabile siderurgia della Uilm, Mario Ghini, auspica che da quella riunione possa scaturire “uno spiraglio” per riaprire una trattativa “rotta per responsabilità unica dell'azienda”.

Problemi anche per lo stabilimento Thyssen Krupp Ast di Torino
Nel “giorno nero” del magnetico, fonti sindacati riferiscono di problemi nella fabbrica torinese consorella di Ast, che occupa 478 dipendenti, dove lunedì sono stati fermati due impianti di finitura con 25 lavoratori, messi in ferie per mancanza di rottami ferrosi da lavorare. Al momento, comunque, su questo nonsi ha alcuna conferma dalla direzione aziendale.
Per mercoledì e giovedì, sempre secondo fonti sindacali del capoluogo piemontese, si potrebbero aggiungere all'elenco degli addetti messi in libertà altri lavoratori di due impianti di trattamento, seguiti da quelli degli mpianti di laminazione.
I sindacati valutano con preoccupazione il fatto che siano stati posti in ferie questi lavoratori, temendo che a questo provvedimento possa seguire la cassa integrazione. Lo stabilimento torinese di Tk-Ast produce inox attraverso impianti di laminazione a freddo. La mancanza di materia prima da lavorare nello stabilimento piemontese viene anche in parte attribuita al blocco delle merci in uscita attuato da alcuni giorni dagli operai dello stabilimento di Terni.

(08-02-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 08-02-2005 alle :