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economia

Acciaierie, trattativa bloccata

Interrotto il confronto a Palazzo Chigi sul magnetico. Il sindacato boccia il piano dell’azienda: cassa integrazione e mobilità per i lavoratori in esubero. Critica la Fiom: “Il Governo sta con la Thyssen Krupp?”. A Terni Rsu straordinaria


Amarezza nel sindacato per l'interruzione del confronto in sede governativa avvenuta ieri sera dopo le 23, ma determinazione ad andare avanti nella battaglia contro la Thyssen Krupp che ha illustrato il suo piano industriale, confermando la chiusura del magnetico ed annunciando il ricorso agli ammortizzatori sociali, cioé cassa integrazione e mobilità per i lavoratori del reparto magnetico.

Si è conclusa così la giornata di mobilitazione con tanto di dibattito in piazza tra gli operai ed il sindacato nazionale e locale e il tavolo voluto dal Governo per cercare una mediazione.

Nel piano della multinazionele tedesca presentato da Michael Rademacher, é stato riconfermando che gli attuali 350 lavoratori del reparto magnetico non verranno licenziati ma ricollocati nell'inossidabile. Scetticismo da parte delle organizzazioni sindacali sugli investimenti per circa 30 milioni di euro per il nuovo laminatoio a freddo, così come sugli oltre 600 contratti a termine, che l'azienda dovrà ancora valutare come confermare.

Oggi intanto, la vertenza delle Acciaierie Terni entra al Senato, per l'audizione di azienda, sindacato, istituzioni, la assoindustriali, il sottosegretario Letta e il ministro Marzano.
A Terni, inoltre, è in corso di svolgimento la Rsu straordinaria del Gruppo Thyssenkrupp dopo l'annuncio ufficiale della chiusura del reparto magnetico e l'annuncio della messa in cassa integrazione e mobilità di lavoratori eventualmente in esubero. Una posizione che i sindacati hanno giudicato inaccettabile. Terminata l'Rsu si terrà un'assemblea straordinaria con i lavoratori.

Fiom: “Il Governo sta con Tk?
”Il Governo ha assunto una posizione tutta schiacciata sulle ragioni di Thyssen Krupp: ora s'impegni a ristabilire i ruoli che servono per portare avanti una trattativa vera”. È la Fiom-Cgil, con il segretario provinciale di Terni, Gianfranco Fattorini, a rilanciare le sollecitazioni del sindacato dopo l'esito negativo dell'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi, una trattativa “nella quale il nostro Governo - ribadisce Fattorini - si è inspiegabilmente schierato con Tk, invece di perseguire gli interessi non solo dei lavoratori delle Acciaierie, ma anche e soprattutto dell'intero paese”.

“Stupito per il fatto che il Governo al tavolo di Palazzo Chigi abbia ringraziato per ben cinque volte” la multinazionale tedesca, il segretario provinciale della Fiom ternana sottolinea che “ormai non sono a rischio solo i 350 addetti del magnetico, ma fino a 600 dipendenti con i contratti ‘atipici’. Il vero nodo - ribadisce la Fiom - è la posizione del Governo: “Sta a Palazzo Chigi - dice Fattorini - ristabilire il confronto in modo serio”.

(26-01-2005)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 26-01-2005 alle :