inUmbria on line nelCentro on line inItalia on line in Europa on line nel Mondo on line nellUniverso on line
 
 
| Home | sul sipario | libri da vedere | links | contatti |
 

economia

Acciaierie, la città torna in piazza

Nuova mobilitazione di massa a Terni: un corteo e uno sciopero di tre ore per impedire la chiusura del reparto magnetico dello stabilimento. Lorenzetti: “L’unica sede della trattativa è Palazzo Chigi”


Due treni bloccati alla stazione di Terni, duemila palloncini liberati in aria assieme ad un volantino che spiega le ragioni della protesta, un corteo e tre ore di sciopero.
È stata questa la mattinata di mobilitazione degli operai delle acciaierie di Terni che ad un anno dalla manifestazione regionale contro la Thyssen Krupp, sono tornati in piazza per impedire la chiusura del reparto magnetico dello stabilimento controllato dalla multinazionale tedesca, che, disconoscendo l'accordo sottoscritto a Palazzo Chigi nel giugno del 2004, ha confermato la decisione irrevocabile di chiudere il reparto a partire dal prossimo mese di settembre per puntare sulla produzione di acciaio inossidabile.

Da stamattina è dunque ripresa la mobilitazione dura degli operai. Tre ore di sciopero, dalle 9.30 alle 12.30, con un corteo che dopo essere partito dai cancelli dalle acciaierie in viale Brin si è concluso alla stazione ferroviaria dove i mille partecipanti hanno occupato i primi quattro binari. Due sono stati i treni rimasti bloccati dalla protesta: un regionale per Perugia e uno per Roma Fiumicino Aeroporto. Sulla motrice di quest'ultimo gli operai hanno affisso un cartello rivolto al presidente del Consiglio dei Ministri con su scritto: "Silvio rimembri il patto con gli italiani? Guarda che non siamo mica tedeschi!".
Prima di arrivare alla stazione ferroviaria, il corteo si è fermato per una decina di minuti nella centralissima Piazza Tacito a due passi dalla Profettura di Terni. Qui sono stati liberati in aria duemila palloncini rossi e verdi ai quali era attaccato un volantino con le ragioni della lotta. "Le linee strategiche presentate dalla Thyssen Krupp lo scorso 6 gennaio – recita il volantino - sono un vero e proprio piano di progressivo ridimensionamento e di dismissione del polo industriale di Terni".

Lorenzetti: “L’unica sede della trattativa è Palazzo Chigi”
"Il tavolo di Palazzo Chigi resta l'unica sede autorevole per avviare una vera trattativa sulla Thyssen Krupp-Ast di Terni, visto che fino ad oggi un confronto vero non c'è stato e non per colpa dei sindacati o delle istituzioni, ma della proprietà aziendale". È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che ha partecipato a Terni alla manifestazione indetta dalle organizzazioni sindacali. La Lorenzetti ha ricordato come sia le istituzioni, sia le organizzazioni sindacali erano pronte a firmare l'accordo con l'azienda che, invece, incomprensibilmente ed inspiegabilmente ha cambiato le carte in tavola. "L'azienda - ha aggiunto la presidente - nemmeno in queste ultime giornate di trattativa si è presentata con un credibile piano di investimenti e contropartite, per una discussione seria, preferendo un atteggiamento di totale chiusura. A questo punto l'unica strada percorribile è quella del ritorno a Palazzo Chigi, dove tutti insieme - ha concluso - istituzioni, governo e sindacati, difenderemo il sito integrato di Terni, contro una strategia aziendale che sembra mirare al progressivo svuotamento del polo siderurgico ternano".

(13-01-2005)




[torna ai risultati]
 


Periodo dal

al

Argomento

Parola chiave:


torna ai risultati
 


Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 13-01-2005 alle :