In occasione della ricorrenza del 25 aprile, la Presidente della Regione Umbria, ha inviato il seguente messaggio:
“Celebriamo il 67esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista e ricordiamo in modo particolare gli uomini e le donne intellettuali, operai, contadini, soldati, parroci, studenti, docenti, molti dei quali anche con il sacrificio della propria vita contribuirono all’affermazione della libertà e della democrazia nel nostro paese. L’azione delle Forze armate anglo-americane sul territorio italiano, le iniziative delle numerose brigate partigiane, la resistenza civile di migliaia di italiani, permise dopo vent’nni di dittatura di fare dell’Italia un nuovo paese democratico. I valori ideali, culturali e politici che furono alla base del carattere antifascista della resistenza, ispirarono moralmente la Carta costituzionale italiana. Celebriamo il 25 aprile nel ricordo degli italiani e delle italiane di allora, assumendoci l’impegno morale, politico e civile di interpretare con responsabilità i valori ed i principi fondanti della democrazia italiana. Oggi, di fronte agli effetti sociali ed economici della crisi, mentre le famiglie e le imprese fanno fatica ad intravedere un futuro di speranza, nel momento in cui i giovani pagano pesantemente le conseguenze degli errori del passato, abbiamo il dovere di dare attuazione con determinazione agli impegni costituzionali: il diritto al lavoro, la scuola e la sanità pubblica, l’iniziativa economica privata, la cultura ed il paesaggio, i diritti sociali e sindacali. Anche l’Umbria ha dato un contributo importante alla liberazione del paese: i bombardamenti di Terni, i partigiani dell’Appennino umbro-marchigiano, i quaranta martiri di Gubbio ed i tanti civili di numerose città e località dell’Umbria che pagarono con la vita le rappresaglie della ferocia nazista sono a testimoniare il coraggio della nostra gente. Per onorare gli uomini e le donne che sfidarono una dittatura e l’occupazione nazista, per darci libertà e democrazia, abbiamo il dovere nell’Italia di oggi, di ripensare il nostro ruolo politico ed istituzionale, recuperando la lezione morale e civile, lo stile sobrio ed autorevole, la cultura e la visione degli uomini e delle donne della nascente Repubblica italiana. Quegli italiani poveri, in difficoltà, ma persone perbene, ebbero forza e determinazione per ricostruire l’Italia. Una lezione utile anche per i tempi difficili di oggi”.
Il Presidente della Provincia di Perugia in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile ha dichiarato: “Il 25 Aprile 2012 sia l’occasione per tornare ad amare con uno spirito antico e una fede nuova tutto ciò che parla di libertà, che ricorda atti e pensieri di giovani eroi, che riporta alle radici della nostra sofferta democrazia, nata quel 25 Aprile non sulle ceneri di qualcosa, ma sul ricordo di epiche battaglie risorgimentali”. “Per questo il 25 Aprile – commenta il presidente - sarebbe bello vedere i bambini per mano ai loro genitori percorrere le strade delle grandi città e le vie dei nostri piccoli borghi, assaporare quel vento fresco della Resistenza che scende dalle montagne anche nei giorni più calmi, tornare a sentire quei dialoghi fra i padri e i figli che danno continuità ai ricordi che ognuno di noi conserva in fondo al suo cuore. Il vento fresco, rasserenante che le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno fatto scivolare sull’Italia ha steso il suo effetto di pulizia e di libertà su una concatenazione di eventi, politici e culturali, che vanno ben al di là della conclusione ufficiale delle manifestazioni per l’anniversario. E, dunque, lungo questo percorso che ha rinnovato gli ideali di unità e di progresso della Nazione siamo subito nella opportunità di celebrare in forma essa stessa trasformata la giornata del 25 Aprile. Il giorno della Liberazione nazionale al termine del secondo conflitto mondiale è, in sé, un monumento di idealità e di enfasi dei valori, il punto d’avvio dal quale la storia, nel nostro Paese, si è messa di nuovo in moto. L’eco prodotta dal 150° ha intercettato luminosità delle bandiere innalzate quell’ormai lontano 25 aprile. E l’atmosfera della rievocazione, il clima della festa si sono potenziati tanto nell’animo di chi è ancora in grado di produrre ricordi quanto nello spirito di quanti, assai più giovani, sono determinati ad ascoltare, a sapere, ad apprendere la storia da ciò che li circonda oltre che sui libri e sul web”. “Le nostre città, per i loro monumenti, per le lapidi, per le vie intitolate, sono – conclude il presidente - una miniera inesauribile di memoria vivente anche della Resistenza e della lotta vittoriosa e tragica contro il nazifascismo. Così come abbiamo riappreso la storia risorgimentale, fermandoci su vecchi documenti, su gloriosi cimeli, su bandiere che venivano dai campi di battaglia, così siamo assolutamente in grado di riaprire e di leggere le pagine più esaltanti e quelle più dimenticate della Guerra di Liberazione”.
(24-04-2012 19:23) |