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A Perugia, la Provincia affronta la “questione femminile”

In vista dell’8 marzo, “Giornata Internazionale della Donna”, un documento del Pd per impegnare concretamente la Giunta a lavorare per l’empowerment femminile


Il gruppo del Pd in Consiglio Provinciale di Perugia, in occasione della festività dell’otto marzo, ha presentato questo ordine del giorno: “Premesso che l’8 marzo si celebra la “Giornata Internazionale della Donna” che sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne nell’Ottocento lottarono alcune femministe europee cosiddette “borghesi” e, dall’inizio del Novecento, molti movimenti europei ed americani si organizzarono in Conferenze ed organismi politici anche diversi tra loro che portarono all’attenzione politica generale lo sfruttamento, gli orari ed i bassi salari delle donne, le discriminazioni sessuali ed il diritto di voto; considerato che viene costituita a Roma nel 1944 l’UDI (Unione Donne Italiane) per iniziativa di donne appartenenti a diverse correnti politiche, che dà inizio l’8 marzo 1945, nelle zone libere d’Italia, alla celebrazione della prima giornata dedicata alle donne in Italia; che l’approvazione a Londra di una “Carta della donna” contenente richieste di parità di diritti e di lavoro inviata all’ONU, segnano il volto postbellico di questa giornata; che la stessa ONU designa il 1975 “Anno Internazionale della Donna” ed adotta nel 1977 una risoluzione che riconosce una “giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale” identificandola con l’8 marzo; che con questa risoluzione l’assemblea generale riconosce l’urgenza di porre fine alla discriminazione e di aumentare il supporto alla piena ed eguale partecipazione; che questa giornata intende ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne che le discriminazioni e le violenze cui tuttora esse sono soggette in molte parti del mondo; che va combattuta l’attuale tendenza a considerare l’8 marzo una festa commerciale, ma va affermata l’idea di una giornata per riattualizzare l’impegno delle donne e degli uomini nella difesa di una vasta gamma di diritti, che allora come oggi, questi diritti sono un obiettivo per il quale donne ed uomini devono impegnarsi costantemente nella consapevolezza che un diritto non è mai totalmente e concretamente acquisito. Evidenziato che la storia ci insegna come il ruolo delle donne si è declinato con le situazioni reali della società: prestate al lavoro nelle industrie e nei campi al posto degli uomini durante le due guerre mondiali; impegnate nella lotta di liberazione a vari livelli; inserite nel mondo del lavoro industriale; dedite alla cura della famiglia; che le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto soltanto nelle elezioni amministrative del 1946 e molti anni dopo di altri paesi europei; che nella seconda metà del Novecento, con la scuola pubblica di massa, le donne conseguono una più alta scolarizzazione, partecipano come soggetti attivi al lavoro nella società industriale e post-industriale, si mettono costantemente in discussione coniugando i tempi del lavoro con quelli della vita e sentendo su di sé la fatica di questo doppio impegno, lottano per i diritti civili. Constatato che accanto a questa accresciuta emancipazione e civiltà, sono tuttavia le prime a pagare quando si verificano crisi aziendali e quanto siano difficili e rari per loro i percorsi di promozione professionale, nonostante il dettato costituzionale; che a loro troppo spesso si imputano la gravidanza e la crescita dei figli come un limite per il lavoro e la vita pubblica, anziché come una risorsa per la famiglia, la società e la comunità; che sono ancora le donne a sentire quanto sia difficile in politica la loro presenza negli organismi elettivi e di governo, in cui entrano con difficoltà il talento, la preparazione e la sensibilità femminili; tenuto conto che la Comunità Europea dal 2000 ha inteso impegnarsi, formulando una Strategia Quadro (Roadmap) suddivisa in piani quinquennali che individuano gli ambiti prioritari dell’Azione UE in tema di parità tra i generi ed in particolare per il periodo 2006-2010 attualmente in fase di scadenza, la tabella di marcia indica: una pari indipendenza economica per le donne e per gli uomini, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata, la pari rappresentanza nel processo decisionale, l’eradicazione di tutte le forme di violenza fondate sul genere, l’eliminazione di stereotipi sessisti e la promozione della parità tra i generi nelle politiche esterne e di sviluppo; visto che il silenzio elettorale impone di rinviare la pubblicazione di Infodonna alla fine della campagna elettorale; che la Provincia di Perugia non intende comunque sottacere la celebrazione della “Giornata Internazionale delle Donne”. PER QUANTO CONTENUTO IN PREMESSA Si impegna il Presidente della Provincia e la Giunta Provinciale a lavorare per l’empowerment femminile nella società e nei luoghi di lavoro; a lottare per rafforzare quella rete di servizi senza la quale la donna forzatamente resta solo “angelo del focolare”; a fare crescere le giovani generazioni nella coscienza della parità tra i due sessi e nel rispetto delle diversità; a lavorare sull’interculturalità per favorire la coesione sociale e la tutela di tutte le donne presenti sul territorio in un periodo attraversato da significative politiche migratorie; a rafforzare le pari opportunità di genere ed in senso lato dentro e fuori i luoghi di lavoro; a rinnovare la Commissione d’Ente Pari Opportunità come previsto dallo statuto dell’Ente Provincia rafforzandone il ruolo e valorizzandone i risultati; a monitorare in collaborazione con la Commissione d’Ente Pari Opportunità l’andamento del Piano triennale di “Azioni Positive 2009-2011” già approvato all’unanimità dal precedente Consiglio Provinciale; ad adottare un segno per rendere tangibile la celebrazione della “Giornata Internazionale della Donna” anche attraverso i sistemi informativi dell’Ente”.


(04-03-2010 15:29)



 
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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 04-03-2010 alle :