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Philippe Daverio alla “BIT”, “In Umbria mai meno di tre giorni”!

Il giornalista, storico e critico d’arte Philippe Daverio è stato ospite alla “Bit” di Milano dello “stand” umbro, nella mattinata dedicata alla cultura


“Il suggerimento che mi sento di dare a chi abbia voglia di venire in Umbria, e quindi anche agli addetti ai lavori del settore, così che possano tradurlo in opportune strategie turistiche, è di non farlo per meno di tre giorni”. Lo ha detto il giornalista, storico e critico d’arte Philippe Daverio, ospite alla “Bit” di Milano dello “stand” umbro, nella mattinata dedicata alla cultura. Autore, da par suo, di un intervento brillante e affabulatorio, che ha calamitato il pubblico presente e ripreso dalle telecamere di “UmbriaRegione tv”, per essere trasmesso la prossima settimana in uno speciale “format” da alcune emittenti private, Philippe Daverio ha spiegato che, per come è fatta l’Umbria, per la conformazione delle sue città e dei suoi territori, per i suoi paesaggi, per i suoi spazi, per la natura delle sue opere d’arte, per i suoi ritmi, “tre giorni sono il minimo indispensabile per chi voglia capire la regione e non essere fuorviato nella comprensione. L’Umbria infatti ha la particolarità che, anche quando non esistevano i mezzi di trasporto di oggi, qualsiasi località al suo interno poteva essere raggiunta o a piedi o a cavallo nello spazio di un solo giorno. Ciò fa sì che l’Umbria sia un ‘continuum’, una ‘città-regione’, che va visitata tutta insieme, per poterne ogni volta cogliere aspetti essenziali e particolari. Si dovrebbe poter andare nei suoi musei, anche solo per vedere una o due opere (così come ovunque nel mondo, evitando perdite di tempo e piedi gonfi), e poi godersi i sentieri, la natura, il suono dei dialetti, le trattorie che fanno sì che in Umbria si mangi mediamente molto bene. E dunque gli operatori turistici dovrebbero attrezzarsi – ha sottolineato Daverio -, per offrire pacchetti che tengano conto di questa circostanza”.

La mattina dedicata alla cultura è proseguita con la presentazione (a cura del giornalista Lucio Biagioni, che ne ha discusso con gli autori) di tre volumi freschi di stampa: “Tenendo innanzi frutta” di Isabella Dalla Ragione (Petruzzi Editore), “Piermatteo d’Amelia ed il Rinascimento nell’Umbria” (Silvana Editoriale) di autori vari, e “Come nasce un teatro/ Dialoghi sull’Umbria” di Franco Ruggieri e Sergio Ragni (Volumnia Editrice”).

“Tenendo innanzi frutta” (un titolo che è una citazione di Giorgio Vasari dalle sue “Vite”, che raccomandava ai suoi allievi di “tenere innanzi frutte naturali per ritrarle dal vivo”) mette a confronto le immagini dipinte di frutti e ortaggi negli affreschi di Palazzo Bufalini a San Giustino, a Palazzo Pierleoni e nella Palazzina Vitelli a Città di Castello, con i frutti e i prodotti dell’orto coltivati dall’autrice presso il Centro di Archeologia Arborea di San Lorenzo di Lerchi: “un insieme di varietà che provengono da un sapere millenario – ha detto l’autrice -, una operazione di recupero per conservare saperi e sapori”.
“Piermatteo d’Amelia e il Rinascimento nell’Umbria meridionale” racconta, in occasione della mostra su Piermatteo in corso di svolgimento a Terni ed Amelia, della “riscoperta” del quattrocentesco pittore umbro da parte di Federico Zeri che – come riferiscono gli autori del saggio introduttivo, Vittoria Garibaldi e Francesco Mancini – ricondusse alla stessa mano, quella di Piermatteo, l’Annunciazione Gardner di Boston e la Madonna del 1481 del Museo di Berlino: ciò che restituì attribuzioni di dipinti e grandezza a colui che, contemporaneo del Perugino, era stato finora considerato alla stregua di “un pittore senza opere”. Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, Francesco Scoppola, ha colto l’occasione della presentazione del volume per collocare la mostra di Piermatteo d’Amelia all’interno della strategia presente e futura delle mostre e degli eventi espositivi in Umbria.
In “Come nasce un teatro”, Franco Ruggieri, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, e Sergio Ragni, autore e regista teatrale umbro, ripercorrono la storia del teatro in Umbria e come da una regione definita “di scarse tradizioni teatrali” si sia sviluppato uno dei più apprezzati Teatri Stabili d’Italia. Il volume si conclude con una intervista a Luca Ronconi sullo stato e le prospettive dell’attività teatrale in Italia.


(23-02-2010 06:57)



 
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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 23-02-2010 alle :