L'Officina ristorante culturale, nell'ambito del programma Osmosi dei Sensi di cui è curatore Kosmas Tsoukas, presenta una collettiva di tre giovani fotografi perugini, ideata e curata da Francesca Duranti.
Tema delle istantanee è il corpo, declinato nei diversi linguaggi di appartenenza, come i soggetti indagati da Fabio Lana, costruiti all'interno di una sceneggiatura spesso tematica per shooting professionali. Diametralmente opposti quelli di Matteo Ceccarini, sagome ectoplasmatiche rubate alla quotidianità e raccontate in reportage fotografici. Infine i corpi di Matteo Vinti, esaltati da una fotografia emozionale, immagini talvolta celebrali, surreali e spesso ossessivamente autoreferenziali.
Da qui il titolo CORP(O)GRAFIE, ovvero, testimonianza in pellicola o digitale di come il corpo umano si è rapidamente trasformato in un vero e proprio territorio di sperimentazione linguistica e concettuale.
Matteo Ceccarini individua il luogo da raccontare attraverso le sagome, le ombre e il movimento delle persone, ne coglie il particolare e con esso ne delinea l’essenza. Come Parigi che viene descritta all’interno di una pozzanghera, ma anche mediante la sagoma di una donna in un fumoso locale di periferia, o attraverso le ombre di una coppietta in una scalinata alla Peynet. I contrasti tra luce ed ombra rendono spesso i protagonisti solo delle “presenze”, ma allo stesso tempo attori del tema dello scatto.
I corpi di Fabio Lana, la loro luce interna, le scenografie urbane in contrasto con la patinatura del soggetto, ricordano le ricerche sperimentali e l’utilizzo della solarizzazione del fotografo di moda Erwin Blumenfeld. Nella grana fotografica dei suoi scatti si nota una frequente scelta di morbido sfuocato che da rotondità e pienezza alla forma.
Nel linguaggio di Matteo Vinti, non c’è spazio per la modernità, la digitalizzazione dell’anima gli è estranea, i suoi personaggi vengono fuori da una Fuji degli anni Settanta, da una “scrittura emozionale”, e dalla passione di tutto ciò che non è d’avanguardia. Matteo interviene sul reale, la sua immagine fotografica non coglie la fondamentale essenza vitale della realtà; la sua immediatezza è sempre data da una sensazione di distanza, da un’idea di passato. Ricorrendo spesso alla figura dell’artista come oggetto e soggetto dell’immagine, i suoi set parlano di una realtà parallela e la sua presa di coscienza nei confronti della narrazione è spesso indotta da un mascheramento del protagonista. Una dimensione fotografica la sua che ci riporta a ricordare gli scrittori fotografi come di Lewis Carroll o Emile Zola.
La mostra è visitabile dal pubblico negli orari di apertura del ristorante, dal 18 febbraio al 7 aprile 2010
Seguirà:
“CORPOSA”
cena ispirata alle opere degli artista, con ricette interpretate dalla fantasia della chef Ada Stifani
I piatti verranno accompagnati da una degustazione di vini proposti dalla
Cantina Lungarotti
Menù fisso 25 euro - obbligo di prenotazione
Info e prenotazioni:
L’Officina ristorante culturale
Perugia, Borgo XX Giugno, 56 – Tel. 075 5721699 – 3296369929
www.l-officina.net
(16-02-2010 15:17) |